MILAN, PROGETTO NUOVO STADIO: L’AREA SAREBBE TROPPO PICCOLA

MILAN, PROGETTO NUOVO STADIO: L’AREA SAREBBE TROPPO PICCOLA

Il progetto del nuovo stadio rossonero -fonte: facebook.com
Il progetto del nuovo stadio rossonero -fonte: facebook.com
Secondo quanto riportato da calcioefinanza.it, ci potrebbero essere degli intoppi nella realizzazione del progetto del nuovo stadio del Milan. Il noto portale analizza, infatti, i possibili scenari che si verranno a creare da qui a breve nell’iter che, secondo le idee della dirigenza rossonera, dovrebbe portare al completamento dell’opera per la stagione calcistica 2018-19. Ma procediamo con ordine.IL NUOVO STADIO – Il nuovo progetto dello stadio del Milan, prevede uno stadio più piccolo, rispettoso dell’ambiente e soprattutto sarà di proprietà esclusiva della società di Via Aldo Rossi. Al contrario di quello che accade oggi, con il Meazza gestito da Inter e Milan pagando un affitto annuo al Comune di 4,1 milioni di euro. La nuova struttura che prevederà poco meno di 50000 posti, sarà più a misura di tifoso, e andrà a contrapporsi agli 80000 posti di San Siro che, non vengono quasi mai raggiunti, anzi in questa stagione solo per Milan-Juventus si è riusciti quasi a riempirlo, con i 79.173 paganti. La media degli spettatori della Serie A è di poco più di 20000 persone a partita, un calo vertiginoso per quello che un tempo era considerato il campionato più bello del mondo. Con lo stadio più piccolo, potrà essere migliorata la resa televisiva con un effetto domino enorme, ma anche il botteghino avrà un flusso di entrate notevole rispetto a quello attuale come, ad esempio, già accade a Torino per lo Juventus Stadium. E un grande club come il Milan, con un nuovo e efficiente stadio alle spalle, potrebbe rendere più appetibile il brand, facendo si che nuovi finanziatori potrebbero entrare in gioco.IL BANDO DI RIQUALIFICAZIONE – La Fondazione Fiera Milano ha indetto un bando per la riqualificazione e la valorizzazione dei padiglioni 1-2 dell’area dell’ex FieraMilanoCity. Per la prima fase, conclusasi a fine gennaio, ci sono state le manifestazioni di interesse, mentre con la fase 2, ci saranno 4 progetti protagonisti, tra cui anche quello del Milan. Il prossimo 23 Febbraio, il Comitato Esecutivo della Fondazione Fiera Milano, valuterà le varie proposte ed entro Marzo, deciderà il progetto da premiare. Ma non è detto che un solo progetto batterà gli altri. Se, ad esempio, la proposta rossonera convinca già subito il Comitato, allora inizierà una trattativa privata tra le parti per la concessione dell’area, ma se le proposte vittoriose siano più di una, allora ci sarà un nuovo bando che potrebbe far slittare tutto a giugno. Le garanzie per convincere il Comitato Esecutivo devono essere valide, sia da un lato economico che gestionale. Senza considerare che l’area non verrà venduta ma concessa o in usufrutto, locazione o altro mezzo. C’è anche la possibilità di una newco con la compartecipazione della stessa Fondazione Fiera Milano alla realizzazione del progetto e alla condivisione dei guadagni.IL PROBLEMA – L’area interessata è di 60000 metri quadrati, troppo pochi per uno stadio anche non di grandissime dimensioni. L’architetto dello Juventus Stadium, Gino Zavanella, senza conoscere a fondo il progetto, parla di uno spazio troppo piccolo:  “Il progetto è molto interessante. Gli ingegneri di Arup devono ricordarsi le finalità corrette di uno stadio del genere. Deve offrire servizi 7 giorni su 7 e deve garantire una patrimonializzazione al Milan e ai suoi tifosi. Diventerà la memoria collettiva della città. Lo Juventus Stadium ha necessitato di un’area maggiore, qui bisogna vedere come Arup intende costruire i parcheggi auto e le altre strutture che ha in mente”.Per realizzare il tutto, allora, il Milan dovrebbe acquistare un’area adiacente i padiglioni 1-2 dell’ex FieraMilanoCity. Il sito perfetto sarebbe il concessionario Citroen di Via Gattamelata, che però a Calcio&Finanza ha detto di “non essere in vendita e di non voler abbandonare l’attuale collocazione“. Le foto del progetto, però, sono inequivocabili, dato che dalle stesse sembra proprio che il sacrificato sia il concessionario del marchio francese, dove oggi rimane solo il salone di vendita e l’officina, dato che gli uffici furono trasferiti, nel 2012, in via Gallarate 199, già sede, a Milano, della sua controllante Peugeot.

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