MIHAJLOVIC: “SIAMO RIPARTITI DA ZERO. QUEST’ANNO L’OBIETTIVO E’ ARRIVARE TRA LE PRIME TRE”

MIHAJLOVIC: “SIAMO RIPARTITI DA ZERO. QUEST’ANNO L’OBIETTIVO E’ ARRIVARE TRA LE PRIME TRE”

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Sinisa Mihajlovic dirige l'allenamento, fonte foto acmilan.com
Sinisa Mihajlovic dirige l’allenamento, fonte foto acmilan.com
Il Milan è tornato dalla Cina ieri sera, dopo la tournée che ha visto i rossoneri ben comportarsi con Inter e Real Madrid. Il tecnico rossonero Sinisa Mihajlovic si è detto soddisfatto delle prestazioni della sua squadra, in quanto ha visto il suo gruppo in crescita. Queste le parole dell’allenatore serbo ai microfoni di “Tuttosport”: “Abbiamo cambiato un po’ di giocatori , abbiamo cambiato sistema di lavoro e modulo di gioco. Questo significa, in un solo concetto, ripartire da zero. Ci stiamo allenando bene, pian piano tutti i tasselli stanno andando al loro posto, ci mancano ancora uno o al massimo due giocatori per poter dire di essere completi. Quello che già si sta vedendo nelle amichevoli ci fa capire che la strada intrapresa è quella giusta e che quando cominceranno le partite che contano, saremo pronti. Siamo tra i favoriti? Queste cose non mi mettono pressione. Al massimo possono responsabilizzarmi, ma io sono fatto così: più mi dicono che siamo bravi, più tiro fuori il meglio di me. Non ho paura di prendermi rischi, di affrontare certe sfide. Vivo per vincerle. Non mi fa paura dire che il Milan quest’anno ha l’obiettivo di tornare fra le prime tre. Perché è così che possiamo riuscire a raggiungerlo”.SULLA TESTA E SUGLI ALLENAMENTI – “Il compito più difficile è sistemare la testa. Sennò in campo non ottieni nulla. Quindi far ritrovare loro la fiducia, la voglia, ricordando che sono giocatori del Milan. E, quindi, sono obbligati a dare sempre il massimo. Il talento non può fare a meno delle regole. Con l’allenatore nuovo, tutti vogliono farsi vedere e c’è grande intensità in campo. Poi, però, bisognerà vedere più avanti, quando dovrò fare delle scelte e qualcuno rimarrà fuori. Ecco, dovrà sentirsi determinante anche nei 10-15 minuti che gli concederò. Non importa quanto giochi ma come giochi. Cerco lealtà e rispetto, devo essere il primo a doverglieli dare. Ho già detto a tutti che la mia porta è aperta sempre, per qualsiasi spiegazione. A volte chiamerò io, a volte loro. Ma devono capire che non guardo in faccia nessuno. Guardo il campo, guardo l’allenamento, guardo chi è affidabile e chi non lo è. Per decidere chi schierare, non guardo il nome. Il comportamento è una selezione naturale”.

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