MIHAJLOVIC: “PROBLEMA CENTROCAMPO”. INNESTI IRRIMANDABILI

MIHAJLOVIC: “PROBLEMA CENTROCAMPO”. INNESTI IRRIMANDABILI

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Honda e Bonaventura (gazzetta.it)
Honda e Bonaventura (gazzetta.it)
Sono ormai anni che è evidente: il primo dei problemi rossoneri è il centrocampo. Ieri sera, con tutti i centrocampisti insufficienti, c’è stata l’ennesima riprova. In particolare per il gioco che vorrebbe imprimere Mister Mihajlovic, con l’impostazione dal basso e il pressing alto, è necessario che i centrocampisti riescano ad abbinare qualità e quantità in modo ottimale per tutti i 90 minuti.Qui nascono i problemi, sia per quanto riguarda l’asse centrale (ieri De Jong e Honda) sia per le mezz’ali (ieri Bertolacci e Bonaventura). De Jong non è propriamente un regista, lo sappiamo, ma tutto sommato non lo era neanche Van Bommel. Quello che si richiede a chi interpreta quel ruolo è la continua ricerca dello spazio per ricevere palla dai difensori. Emblematico è il “movimento” del mediano olandese ogni volta che hanno palla i difensori: qualcosa di simile al ballo del mattone. Come se non bastasse ieri sera è mancata anche la fase di interdizione, ma si spera che su questo Nigel ci faccia subito ricredere. L’alternativa sarebbe Montolivo, sembrato ancora in fase di recupero dopo un anno fermo per l’infortunio alla tibia.Dalla brutta serata di De Jong, passiamo alle due mezz’ali, che sono i veri punti di domanda. Su Bonaventura e Bertolacci van fatti due discorsi diversi. Bertolacci era abituato a Genova a giocare come centrale di un centrocampo a 4, e questo appare in modo chiaro nel discontinuo approccio all’ampiezza che richiede il suo nuovo ruolo. Infatti abbondano le incomprensioni con De Sciglio e fatica a ricevere palla tra le linee, cercando forse troppo l’inserimento. Per Bonaventura c’è il problema inverso. Jack è esploso e si è affermato nel nostro campionato all’Atalanta giocando come ala sinistra sempre di un centrocampo a 4, mentre l’anno scorso ha giocato a sinistra nel tridente di Inzaghi. La differenza con il ruolo che gli ha disegnato addosso Mister Mihajlovic, mezz’ala sinistra, sembra di poco conto, ma non lo è. Infatti cambia sia lo smarcamento, più fluido e meno vincolato all’ampiezza (ben coperta da Antonelli), sia il tipo di giocata che gli si richiede, più di rifinitura o inserimento piuttosto che di uno contro uno. Le alternative sarebbero Poli, sempre poco incisivo, Mauri, che fin qui non ha convinto, e Nocerino, ultimo nelle gerarchie nonostante l’ingresso al Franchi.Infine Honda. Quando si scrive la pagella di Honda sembra sempre di parlare di un mediano: ottima corsa, ottimo sacrificio, ottima grinta, ottimo impegno. Peccato che sia un fantasista, e a un numero 10 del Milan è richiesto ben altro. Il giapponese dà l’idea di poterci dare quella classe che si richiede al ruolo che occupa. L’alternativa porta il nome di Suso, e forse una possibilità sarebbe ora di darla anche a lui.Vista la situazione e visti i nomi a disposizione, se puntiamo ad uscire dalla mediocrità dello scorso campionato servono subito degli innesti. Il primo nome sulla lista di Galliani, si sa, è Soriano. Ma il centrocampista pupillo di Mihajlovic, nel caso arrivasse, basterebbe? Sarebbe qualcosa, ma probabilmente non abbastanza. Infatti il centrocampo rossonero pare aver bisogno di un giocatore di qualità internazionale, che possa dare la classe che nella rosa attuale manca. Che sia una mezz’ala o un trequartista poco importa, vista la duttilità di Bonaventura, ma il fattore principale deve essere la qualità. Il nome ricorrente è quello di Witsel, e proprio oggi l’agente ha dichiarato: “Il Milan è in pole, la trattativa è in stand-by, i rossoneri stanno al momento lavorando sugli attaccanti. Si studia un trasferimento sulla base di 25 milioni di euro da pagare in 5 anni”. Aspettiamo con ansia i giorni del Condor.

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