MENEZ A L’EQUIPE: “AL MILAN PER REINVENTARMI E TORNARE IN NAZIONALE. A 17 ANNI RIFIUTAI LO UNITED”

MENEZ A L’EQUIPE: “AL MILAN PER REINVENTARMI E TORNARE IN NAZIONALE. A 17 ANNI RIFIUTAI LO UNITED”

Jeremy Menez (fonte foto: www.tf1.fr)
Jeremy Menez (fonte foto: www.tf1.fr)
Questa sera il Milan ospiterà a San Siro il Palermo e in campo si rivedrà Jeremy Menez dal primo minuto. Proprio il numero 7 rossonero è stato intervistato dal quotidiano francese L’Equipe. Ecco le sue dichiarazioni.Sull’addio al Paris Saint-Germain, sua ex squadra: “Più che una ferita direi una delusione. Se tengo un buon ricordo del Psg? Avrei preferito andarmene dalla porta principale dopo una stagione completa. Non è andata così e ho perso il posto per la Coppa del Mondo”.Sul suo arrivo al Milan: “Qui sto bene, sono stato accolto bene a Milano, sento la fiducia dei miei compagni e in più ci sono altri francesi che già conoscevo. Avevo bisogno di lasciare la Francia. Perché? Per farmi dimenticare e ricostruirmi: in Francia si sono fatti un’immagine falsa di me, a causa di stupidi piccoli errori di gioventù che ho potuto fare e una volta che ti metti in queste situazioni è difficile uscirne. In Italia, dove avevo lasciato un buon immagine di me durante la mia esperienza alla Roma, cerco di darne un’altra, la mia”.Sulla possibilità di tornare in Nazionale: “Certo che penso sempre ai Blues! Ogni volta aspetto con ansia l’elenco (dei convocati, ndr).  La gente pensa che non importi far parte del team Francia e questo è totalmente falso. Non siamo figli di papà, non è una cosa fatta per guadagnare più soldi, tutt’altro: è un onore essere selezionato. La Coppa del Mondo del 2010 comincia ad essere dimenticata, bisogna andare avanti. Ho firmato con il Milan per tornare il più presto possibile in Nazionale, spero anche prima dei prossimi Europei. Didier Deschamps mi aveva chiamato al suo arrivo, non ha niente contro di me e conosce bene la Serie A: sa che non è cosa da tutti essere titolare al Milan”.Ancora sull’immagine di Bad Boy: “L’etichetta che mi è stata data è ingiusta. Chiedete ai club nei quali ho giocato: mi sono sempre trovato bene con la gente che ci lavora. Essere apprezzati da loro, questo è quel che conta di più, so di non poter piacere a tutto. A volte sono troppo impulsivo, questo mi porta ad avere reazioni improvvise e questo non va bene: dopo me ne pento, ma non sono mai stato una persona falsa. Ho sempre mostrato il mio vero volto, vorrei solo che il giudizio fosse lo stesso per tutti”.Infine Menez rivela un retroscena di mercato della sua adolescenza: “Se ho paura che la mia carriera possa essere un pasticcio? No, il destino ha voluto che andasse così, non rimpiango nulla. Ho realizzato il sogno di qualunque ragazzo: giocare in Ligue 1 a diciassette anni. All’epoca ho rifiutato l’offerta di Alex Ferguson di unirmi al Manchester United perché pensavo che fosse troppo presto e volevo debuttare con il mio primo club. Questo è stato considerato con attenzione. A 27 anni, devo ancora vincere titoli e voglio mostrare tutto il mio potenziale, che non ho ancora dimostrato”.

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