L’opinione – “Donnarumma, una favola che ha perso il lieto fine”

L’opinione – “Donnarumma, una favola che ha perso il lieto fine”

Ordine ha paragonato l’involuzione di Donnarumma ad una favola senza un finale da sogno e sottolinea come il portiere si sia caricato troppe responsabilità

di matteotesta

Franco Ordine ha commentato sulle pagine de ‘Il Giornale’ la situazione di Gianluigi Donnarumma, ieri protagonista in negativo nella sconfitta del Milan in Coppa Italia contro la Juventus. “Le favole, nel calcio, non sempre garantiscono un finale da sogno. Qualche volta possono anche rivelarsi un incubo. Ed è quello nel quale si è ritrovato un ragazzo di 19 anni considerato fin da bambino un predestinato e un progetto di fuoriclasse così sorprendente da essere considerato, alla sua età, e ancor prima, quando non ha ancora la patente, il sostituto naturale di Buffon in porta e il futuro del Milan, una specie di assicurazione sulla vita per 20 anni”, scrive il giornalista.

“Le favole cominciano anche con qualche miracolo, tipo la zucca che si trasforma in una carrozza di cristallo.  – continua Ordine – E infatti nella frazione che fa esplodere la Juve e rimpicciolisce il Milan, la seconda, Donnarumma è una carrozza di cristallo luccicante quando respinge una, due, tre rasoiate di Dybala e soci. Poi all’improvviso la carrozza torna zucca e con quelle due paperissime Allegri gonfia il petto e Gattuso si asciuga il sudore. È vero: a quell’età, i portieri di ogni categoria, hanno il diritto di sbagliare. Ma ci sono errori ed errori. E non c’entra niente il fatto che qualche ora prima Raiola abbia parlato a Parigi del suo assistito. No, forse è il caso di stabilire un’altra legge che deve rappresentare una bussola per dirigenti e agenti, per calciatori di oggi e di domani. Sulle spalle di quel ragazzo sono finite troppe responsabilità, tensioni che non possono scivolare via”.

“Se poi anche Kalinic ci mette lo zampino, – conclude Ordine – allora la notte della finale diventa un incubo e ricaccia indietro il Milan di Gattuso che sembrava cresciuto fino al punto da sfidare i padroni. Invece no. Il Milan è ancora lì, nel mezzo del deserto: deve ancora attraversarlo. Non solo. Perché adesso anche il posto in Europa League diventa una incognita mentre la Juve può esultare e presentarsi al giudizio dei critici di Allegri. Vediamo cosa diranno e come commenteranno. La differenza tra l’armata bianconera e il guscio rossonero è questa ed è una differenza che non si potrà colmare nei prossimi mesi. Forse andrà ripensato tutto il piano”.

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