LA FIFA BANDISCE I FONDI. ECCO COME LA DOYEN SPORTS AGGIRERA’ IL PROBLEMA

LA FIFA BANDISCE I FONDI. ECCO COME LA DOYEN SPORTS AGGIRERA’ IL PROBLEMA

Fondo Doyen Sports Investment (Fonte: www.calcioefinanza.it)
Fondo Doyen Sports Investment (Fonte: www.calcioefinanza.it)
Oramai è diventata una vera e propria telenovela. E i registi della cessione del Milan non sanno più quale storia inventarsi. In primo piano Silvio Berlusconi, che in un primo momento promuove Mr. Bee come l’uomo giusto per la rinascita del Diavolo, poi di nascosto incontra la cordata cinese. Ad oggi, dunque, regna sovrana l’incertezza sul futuro rossonero. L’unico punto concreto è quello dell’apertura del presidente milanista a nuovi investitori. Di minoranza, però. Almeno a quanto ci vuol far credere.MR. BEE E IL FONDO DOYEN – Nonostante tutto, le parole di sabato non possono essere ignorate. La trattativa con Taechaubol c’è ed è concreta. Tanto che il broker avrebbe già iniziato a sviluppare il suo progetto. Uno di quelli niente male, se si pensa anche che al suo fianco dovrebbe esserci il fondo Doyen Sports di Nelio Lucas. Personaggio ben noto agli ambienti di Milanello e ad Adriano Galliani. Impossibile, dunque, tenere a bada i tifosi, che già iniziano a sbizzarrirsi sui nomi del prossimo mercato: da Falcao a Barbosa, passando per Kondogbia. Tutti nomi di giocatori con il cartellino detenuto, in parte, dal fondo Doyen. Ma non si fa in tempo a sognare la rosa del futuro che subito arriva la doccia gelata. La Fifa, infatti, come anticipato da tempo (leggi QUI), ha bandito i fondi, a partire proprio dal 1° maggio. Un problema non da poco per il fondo di Lucas, per Mr. Bee, ma soprattutto per il Milan.DOYEN SPORTS: DA TPO A TPI – Ecco che, qualora dovesse davvero entrare nel club, la Doyen dovrà percorrere nuove strade. Come quella di non agire più come società TPO, ma come TPI. L’acronimo TPO sta per “Third Party Ownership”. Che, tradotto, significa Di proprietà di terze parti. In poche parole, il sistema che ancora oggi il fondo di Lucas adopera. Cioè la detenzione di parte del cartellino di alcuni calciatori. L’idea, come detto, è quella di iniziare ad agire come TPI. Una novità che potrebbe portare vantaggi (inizialmente) e svantaggi (in fasi successive) al Milan. La sigla citata sopra, infatti, sta per “Third Party Investment”, cioè Investimento di terze parti. Tutto ciò sta a significare che la Doyen Sports potrà prestare soldi per l’acquisto di giocatori, in cambio, però, di una percentuale sulla vendita. Insomma, una sorta di advisor per i rossoneri sul mercato.Proprio per questo, sopra si parlava di effetti positivi e negativi. Poiché la società che acquista giocatori grazie all’aiuto di fondi TPI, sarà costretta a restituire i soldi (talvolta più di quanti prestati) in seguito alla cessione dello stesso giocatore acquistato. Un’operazione al limite, a cui il Milan, comunque, sta seriamente pensando. Anche perché l’idea di Berlusconi e della società è quella di ripartire. Fin da subito.Lorenzo Romagna (Twitter: @RmgLnz95)

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