GAZZETTA – TORRES: “IL DERBY E’ PASSIONE, SPERO DI SEGNARE. VOGLIO VINCERE LA CLASSIFICA MARCATORI”

GAZZETTA – TORRES: “IL DERBY E’ PASSIONE, SPERO DI SEGNARE. VOGLIO VINCERE LA CLASSIFICA MARCATORI”

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Fernando Torres tenta una rovesciata - fonte www.calciomania90.com
Fernando Torres tenta una rovesciata – fonte www.calciomania90.com
Fernando Torres, centravanti del Milan, è arrivato negli ultimi giorni di mercato dal Chelsea. Oggi ha rilasciato una lunga intervista a “la Gazzetta dello Sport”, nella quale ha parlato di tante cose, dal derby al suo passato all’Atletico e dell’astinenza da gol.Sul derby: “Questo derby mi emoziona molto. Il derby è passione, per chi gioca e chi assiste. Vincerlo è stata la prima cosa che mi hanno chiesto i tifosi in aeroporto ad agosto. Sono partite che durano sei mesi. Si preparano da sole. Spero di segnare”.Sul gol che latita: “Se una partita finisce senza gol ma hai creato cinque occasioni è un buon segno. Solo che in alcune partite abbiamo creato meno di quanto potremmo fare. Questo sì che è un problema. Comunque ora tocca a noi attaccanti, non può sempre segnare Honda. Classifica marcatori? E’ ancora il mio obiettivo. Il Milan mi ha preso per fare gol, e farne più di tutti è il mio lavoro. Altrimenti al mio posto viene un altro. Comunque il gol non è un’ossessione: se vedo un compagno messo meglio, gliela passerò sempre”. Sul suo ruolo di salvatore della patria: “Mi è successo anche all’Atletico. Nei miei confronti c’erano aspettative enormi, ma ero giovanissimo. Per fortuna c’era Aragones, un tecnico che adoro, che mi tutelava e mi ha accompagnato nella crescita nel migliore dei modi. In fondo, pur con i debiti paragoni, la posizione non è poi così diversa tra i due club. All’epoca l’Atletico era in B, il momento era molto difficile e occorreva ripartire da zero. Il problema fu che vollero far ripartire tutto troppo in fretta, c’era troppa pressione. Il risultato? La squadra restò in B due stagioni. Ecco, anche il Milan deve ripartire, ma l’esperienza mi insegna che non bisogna avere fretta. Tornare in Europa è la missione primaria, certo, ma senza farsi prendere dall’ansia”. Sul Milan e l’attesa: “Il calcio viaggia a cicli, come insegna la nazionale spagnola. Ne arriverà uno peggiore per l’Atletico e uno migliore per il Milan. Il grande Milan tornerà perché i grandi giocatori vogliono le grandi squadre e le grandi squadre sono quelle con una grande storia”. 

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