GAZZETTA- SHEVA: “ADORAVO LA PRESSIONE DEL DERBY, PER MILAN E INTER VALE LA SVOLTA. DA TORRES MI ASPETTO DI PIU’, E INZAGHI…”

GAZZETTA- SHEVA: “ADORAVO LA PRESSIONE DEL DERBY, PER MILAN E INTER VALE LA SVOLTA. DA TORRES MI ASPETTO DI PIU’, E INZAGHI…”

fonte foto: fantagazzetta.com
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Lunga intervista quest’oggi della Gazzetta dello Sport ad Andriy Shevchenko, capocannoniere nei derby con 14 reti segnate (al pari di Meazza). La rosea ha intervistato, parallelamente per la parte nerazzurra della città, anche Diego Alberto Milito, decisivo attaccante nella stagione del Triplete. Ecco l’intervista completa di Sheva: “Derby? Bisogna essere concreti e capaci di tenere a bada i propri nervi per regalare emozioni a chi guarda. Io ho sempre cercato di fare così e adoravo la pressione dei derby. Se non sei capace di sopportarla non puoi giocare in una grande squadra”. Forse questo Milan e questa Inter non sono più grandi squadre. “Ha presente il tracciato di un elettrocardiogramma? Su e giù, il battito del cuore è così, la vita è così, anche quella dei club di calcio. Milan e Inter torneranno al top, ma devono cominciare da questo derby, che vale molto più di tre punti. Vale la svolta, per tutti e due”. Quelli che viveva lei valevano magari la Champions. “Decisamente il mio ricordo più bello. Due pareggi, e via in finale, ma con quanta tensione. È stata una settimana pazzesca, era come prima di una battaglia, si percepiva la tensione. C’era silenzio assoluto sul pullman mentre andavamo allo stadio. E a Milanello si sarebbe sentita cadere una foglia”. Ricorda il gol? “Ovviamente. Ne ho fatti di più belli, ma quello è stato il più pesante: passaggio di Seedorf in area, davanti a me c’era Cordoba, sono riuscito a girargli intorno e a tirare. C’era stata anche una trattenuta: se non fossi riuscito a tirare forse sarebbe stato rigore, ma è stato meglio così”. Ha segnato parecchie volte contro Cordoba: alla fine sarà stato un incubo per lui incontrarla. “Cordoba era un grande difensore. Tutte le grandi squadre hanno grandi difensori e in Italia per gli attaccanti la vita non è mai semplice”. L’incubo dei milanisti chi era? “Rispettavamo tutta l’Inter, come la Roma o la Juve. Erano anni belli per il calcio italiano”. Un ricordo brutto di qualche derby ce l’avrà…. “Non ne ho. Adoravo i derby, gliel’ho detto, sono orgoglioso di averne giocati tanti e di aver fatto vivere dei bei momenti ai tifosi del Milan”. Tifosi che ora devono accontentarsi di un’altra dimensione. “Non sarà sempre così. Le grandi squadre sono fatte da grandi giocatori e da grandi uomini, poi i tempi cambiano, ma si può sempre tornare in alto”. Anche la città è cambiata come i derby ai suoi occhi? “Milano è casa mia, l’Italia è casa mia, ci torno sempre volentieri e c’è sempre lo stesso feeling. A Milano mi sono sempre sentito apprezzato, anche dai tifosi dell’Inter, per questo sono a mio agio. Il periodo non è facile e anche il calcio ne risente, ma Milano mantiene il suo fascino anche nel momento di crisi”. Che cosa si aspetta da questo derby? “Uno scatto del Milan. Juve e Roma sono più forti, indiscutibilmente, però si può puntare al terzo posto, anche se il Napoli corre e anche l’Inter può rimettersi in pista”. Mancini è un vantaggio per l’Inter? “Di sicuro lo è. È un allenatore importante, abituato alle grandi sfide, ne ha vissute tante sia da giocatore che da tecnico. E il cambio di allenatore crea un’atmosfera nuova. Non è un luogo comune, succede davvero”. Inzaghi sulla panchina di un derby: come lo vede? “Entusiasta e agitato, sempre in movimento, come era da giocatore. Non ha l’esperienza di Mancini ma ha grinta e freschezza”. Possibile uomo chiave per il Milan? “Da Torres mi aspetto di più e so che può dare di più. L’ho incrociato da avversario in Inghilterra; grande attaccante”. Ma dai gol di Liverpool è passato tanto tempo… “Conta poco. Io credo che Torres abbia ancora molto da dare, la sua storia non è finita. E poi il Milan ha altri buoni attaccanti: Menez è bravo, El Shaarawy un giovane di qualità”. Shevchenko, vedremo luci a San Siro anche con il Milan settimo e l’Inter nona? “Ci sono sempre luci a San Siro. Per me è lo stadio più bello del mondo”.

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