GAZZETTA- PRIMA PORTIERE, POI NUMERO 9: LA STORIA DEL NINO

GAZZETTA- PRIMA PORTIERE, POI NUMERO 9: LA STORIA DEL NINO

Fernando Torres (fonte foto: www.socialchannel.it)
Fernando Torres (fonte foto: www.socialchannel.it)
L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport ripercorre le tappe della vita di Fernando Torres, in vista della sfida di stasera a San Siro dove i tifosi milanisti sperano il Nino possa essere protagonista.Parque 84, Mario’s Holanda, Rayo 13. Queste le prime tre squadre di Fernando Torres, quando era un niño. Siamo a Fuenlabrada- ricorda la rosea- ‘Pepe’ Torres arriva da fuori, dalla Galizia. Fa il poliziotto e alle porte della capitale nel 1987 aprono un ormai necessario commissarriato. A «Fuenla» Pepe incontra Flori, ragazza della zona, e li nascono Mari Paz, Israel e Fernando. Che ha 7 e 8 anni meno di fratello e sorella. E che imita Israel in tutto. Il fratello fa il portiere ed è piuttosto bravo, il piccolo Fer fa lo stesso. Fino a quando a 6 anni un tale Alexis Gomez gli spara un destro micidiale sui denti: due saltano via e nel sangue si chiude la carriera da «portero» del giovane Torres. Fer inizia a giocare all’attacco e segna, segna, segna. I compagni e gli allenatori di allora lo descrivono tutti allo stesso modo, in campo e fuori: affamatissimo di calcio, ambizioso, vivace e sfrontato ma sempre nei limiti delle buone maniere, bravo a scuola e con la testa sulle spalle.Il Rayo 13, che giocava con una maglia a strisce nerazzurre molto simile a quella dell’Inter, è il trampolino di lancio definitivo: Fernando fa 57 gol in una stagione e si conquista il provino con l’Atletico. Nervoso, a fine partita viene tesserato e da Fuenlabrada parte subito per il Belgio per un torneo internazionale. Il piccolo Torres- continua la Gazzetta- ha già l’Atletico nel cuore, grazie al nonno materno che in salone ha un piatto con lo scudo dei «colchoneros» e che non ammette concessioni in tema di febbre calcistica. Il padre tifa Deportivo ma è una passione debole rispetto a quella del nonno, e per Fernando non c’è dubbio: il cuore è biancorosso.La progressione è fulminante: Torres si mette in luce nel Torneo di Brunete, il top del calcio giovanile spagnolo (tra l’altro distruggendo il Milan con una grande prestazione e due gol in un 4-0 disponibile su YouTube) e nel 1999 a Reggio Emilia l’Atletico vince la Nike Cup battendo il Madrid in semifinale e la Reggiana nella finale. Nel 2001 arriva il trionfo nell’Europeo Under 16 e addirittura il debutto e il primo gol in prima squadra: l’Atletico è in Segunda e manca di un soffio la promozione. Che otterrà l’anno dopo, anche grazie a Torres. Il niño stava rapidamente diventando El Niño.

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