FOCUS PM, PALOSCHI: IL PREDESTINATO CHE SA SOLO DI PLUSVALENZA

FOCUS PM, PALOSCHI: IL PREDESTINATO CHE SA SOLO DI PLUSVALENZA

Alberto Paloschi (fonte www.calcio.fanpage.it)
Alberto Paloschi (fonte www.calcio.fanpage.it)
È il 10 febbraio del 2008 e il Milan di Carlo Ancelotti ospita il Siena a San Siro. I campioni d’Europa in campionato balbettano e per continuare la rincorsa al quarto posto che garantirebbe l’accesso ai preliminari di Champions League, devono battere i ragazzi di Beretta che solo una settimana prima hanno rifilato un secco 3-0 alla Roma di Luciano Spalletti. Il compito di per se sarebbe pure semplice, se non fosse che al Milan mancano Kakà, Pato, Gilardino, Gattuso, che Seedorf non è al meglio e che in attacco gli unici disponibili sono Inzaghi e Ronaldo. Entrambi al rientro da un infortunio. Ancelotti decide di schierare un inedito 4-4-2 e si porta in panchina uno sconosciuto ragazzino della Primavera: Alberto Paloschi.Il primo tempo della partita scorre via con il Siena che vuole sfruttare il suo momento di forma e approfittare di un Milan incerottato, ma quando Pippo Inzaghi si presenta davanti a Manninger, il portiere dei toscani è chiamato agli straordinari. Quando le squadre rientrano per il secondo tempo, mister Ancelotti ha fatto due cambi: Nesta e Ronaldo infatti non ce la fanno, e lasciano il posto a Bonera e Seedorf, che si posiziona alle spalle di Inzaghi.È il diciottesimo minuto quando Carletto decide di giocarsi l’ultimo cambio: fuori Serginho e dentro il ragazzino. Si torna due punte più il trequartista. Quello che accade subito dopo, 18 secondi dopo per l’esattezza, ha dell’inimmaginabile, Seedorf gira di sinistro una palla in verticale per Paloschi che al limite dell’area la fa rimbalzare e calcia di prima. GOL! E’ nata una stella. Improvvisamente lo sconosciuto ragazzino della Primavera è diventato “Alberto Paloschi, il predestinato”. Per chiunque lui è l’erede naturale di Inzaghi. Anche per lo stesso Pippo che lo prende sotto la propria ala protettrice e prova a crescerlo a sua immagine.Torniamo ad oggi, da quel 10 febbraio sono passati 7 anni e Alberto Paloschi fino ad ora non ha avuto la carriera che il suo fulmineo gol all’esordio in Serie A aveva lasciato presagire. Dall’estate del 2008, tra prestiti e comproprietà Paloschi non ha più indossato la maglia del Milan: prima Parma (con una piccola parentesi di 6 mesi al Genoa) e poi Chievo, dove gioca dal 2011. Il suo score oggi recita 129 presenze e 35 gol in Serie A e 39 presenze e 12 gol in Serie B. Alcuni infortuni e il fatto di giocare sempre in squadre di bassa classifica con continui cambi di allenatore ne hanno minato la crescita e ad oggi ne fanno un venticinquenne che dà la sensazione di non aver ancora espresso pienamente il suo talento e la sua capacità realizzativa.Per quel che riguarda il Milan invece, quello che sembrava essere il “numero 9 del futuro” è stato in realtà solo una plusvalenza. Costato zero, è stato ceduto al Chievo Verona per un totale di circa 6 milioni di euro. È curioso che dopo l’accordo per la comproprietà col Chievo siglato nel gennaio 2013, la cessione definitiva sia stata avallata la scorsa estate proprio dal suo mentore Pippo Inzaghi. Caro Alberto, l’augurio è che tu possa segnare gol a valanga, magari dopo la partita col Milan.Rocco Piliero @SmxWorld

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