FERNANDO TORRES: “IL MILAN ERA LA SQUADRA CHE STAVO ASPETTANDO. NEL 2001 POTEVO GIA’ ESSERE ROSSONERO!

FERNANDO TORRES: “IL MILAN ERA LA SQUADRA CHE STAVO ASPETTANDO. NEL 2001 POTEVO GIA’ ESSERE ROSSONERO!

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Torres in un'azione di gioco a Cesena (gazzetta.it)
Torres in un’azione di gioco a Cesena (gazzetta.it)
Fernando Torres, centravanti del Milan,ha rilasciato una lunga intervista al “Corriere della Sera” in edicola oggi. Ha parlato di tante cose: del suo passato, della scelta rossonera, di Berlusconi e di Inzaghi,Sulla decisione di venire al Milan: “Avevo deciso di andare via dal Chelsea. Con Mourinho ero legato da un rapporto di rispetto ma la società aveva comprato un nuovo attaccante. Con il mister avevo parlato spesso del mio futuro, lui voleva che restassi a Londra. Ma io avevo bisogno di uno stimolo nuovo per la mia carriera. Il 25 agosto mi arrivò la telefonata del Milan. Mi venne presentata l’offerta che stavo aspettando. Ero in un momento particolare della mia vita professionale. Avevo bisogno di cambiare e puntavo a trovare una squadra che mi garantisse il posto da titolare. Avevo anche altre opportunità ma ho scelto il Milan perché mi ha voluto veramente”.Sulla situazione attuale del Milan, senza Champions: “La società sta vivendo una situazione a cui non era abituata. Per me sarà uno stimolo maggiore portare il Milan là dove merita”.Sul passato, che poteva essere rossonero: “La prima volta che si parlò di questa eventualità fu la stagione 2001-02. Un tempo fra Milan e Atletico avvenivano tanti scambi di giocatori: Albertini, Coloccini, Contra. Era un’altra epoca, e l’Atletico non aveva intenzione di cedermi”.Sul rapporto con Inzaghi: “Non ho nessun problema con Inzaghi o con lo staff. Il mister non cura solo la fase offensiva, guida tutto il gruppo. Certo, può darmi consigli preziosi sui movimenti in area. Non credo che per diventare un allenatore si debba essere stati giocatori affermati. Diciamo che è un extra”.Su Silvio Berlusconi: “A lui piace parlare di football, di movimenti degli attaccanti. Presta attenzione ai dettagli, non è facile trovare un presidente che capisce così tanto di calcio”.

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