ESCLUSIVA PM – CAMPIRONI (EX MILAN): “CHE RIVINCITA AUBAMEYANG E DARMIAN. ZAMBROTTA? UN GRANDE ALLENATORE”

ESCLUSIVA PM – CAMPIRONI (EX MILAN): “CHE RIVINCITA AUBAMEYANG E DARMIAN. ZAMBROTTA? UN GRANDE ALLENATORE”

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Campironi, ex rossonero, ora al Chiasso - fonte: fcchiasso.ch
Campironi, ex rossonero, ora al Chiasso – fonte: fcchiasso.ch
Gianmarco Campironi, portiere di proprietà del Chiasso, cresciuto nel Milan, ha appena lasciato il Vllzania, club albanese, per ritornare in Svizzera alla corte di Zambrotta. L’ex rossonero è uno dei tanti giovani che è stato costretto a girare l’Italia (Bologna, Gaeta, Renate, Savona, Treviso, Valle d’Aosta), colpa di una politica che non ha mai premiato i giovani. Alcuni dei suoi ex compagni si stanno rivelando in questi anni, come Aubameyang e Darmian, altri si sono un po’ persi, come Di Gennaro. Di tutto questo ha voluto parlare con noi di PianetaMilan.Abbiamo appreso che la tua esperienza al Vllaznia, in Albania, è finita: quali sono i motivi della separazione?
E’ stata comunque un’esperienza formativa? Cosa ti porti
dietro? “I motivi della separazione sono semplici: a dicembre terminava il mio prestito al Vllaznia e non avendo avuto lo spazio di dimostrare il mio valore si è deciso di comune accordo di finire anzitempo. Sicuramente un esperienza che lascia tanto, soprattutto dal punto di vista umano dove posso solo che parlare bene della gente che mi ha accolto benissimo e di un attaccamento alla maglia incredibile. Poi vedere più persone dialogare tra di loro piuttosto che usare il telefono, e giocare a pallone nel cortile sono aspetti che ormai in Italia stiamo perdendo”.Ora tornerai al Chiasso. Hai visto da vicino un ex rossonero come Zambrotta: a livello umano com’è? Può diventare un grande allenatore? “Mister Zambrotta si dimostra il professionista quale è, sta attento anche ai particolari e poi è decisamente una persona umile e competente, aperta sempre al dialogo. Ha tutte le carte in regola per fare una grande carriera anche da allenatore”.Tu sei cresciuto nelle giovanili del Milan: quanto è difficile riuscire ad arrivare in prima squadra? E com’è l’impatto nel calcio professionistico per un giovane? “Ho passato 8 anni nel Milan e porto ancora oggi un senso di gratitudine nei confronti di questa società che mi ha fatto crescere tanto, anche se un po’ di amarezza nell’ultimo anno l’ho avuta, soprattutto nel vedere tanti ragazzi come me, Aubameyang e altri lasciati andare via così per una politica che allora non dava troppa continuità. Per un giovane l’impatto col professionismo dipende anche dai valori e dalla testa che ha, perché in un momento ti ritrovi a guadagnare tanti soldi, essere al centro dell’attenzione dei nuovi “amici” e delle nuove “ragazze”, dei giornali tifosi e quindi se non sei responsabile butti via quella fortuna che hai di essere lì, perché ho visto tanti giocatori avere la classe e la stoffa da campione ma non la testa per poterlo diventare”.Quando eri tu in rossonero c’erano mostri sacri in prima squadra, ora le cose sono cambiate: speri che qualche giovane venga lanciato? “Difficile ma non impossibile arrivare in Prima Squadra, ora i club fanno a gara nel pescare il giovane da lanciare e si ha più coraggio,anche per le difficoltà economiche che ci sono ora, nel farlo debuttare. Solo che poi bisogna avere più pazienza nel farlo crescere. Ovviamente ci sono i campioni che riescono a bruciare le tappe e dimostrarsi veterani anche se di giovane età, vedi De Sciglio”.
Qualcuno dei tuo ex compagni ce l’ha fatta: pensiamo a Darmian, a Aubameyang, a Di Gennaro, Paloschi ed Albertazzi. Quale di questi ti ha stupito di più, chi invece ti aspettavi potesse fare qualcosa in più? “Diversi miei ex compagni di squadra sono riusciti a realizzarsi, chi con più fatica e chi invece era predestinato, per esempio Paloschi. Darmian, invece, fin da piccoli si prendeva ad esempio per la sua costanza e dedizione al lavoro e macinando macinando ora sta raccogliendo i frutti del suo lavoro! Aubameyang è poi un mio grande amico, che sento spesso. Ha avuto la rivincita: abbandonato dal Milan è riuscito a sfondare, sicuramente ora uno come lui dalla Primavera sarebbe passato alla prima squadra. Mi aspettavo di più da Di Gennaro che anche se è un giocatore affermato, aveva tutte le possibilità per diventare un top player”.Il tuo allenatore fu Filippo Galli, ora coordinatore del settore giovanile rossonero: è la persona giusta al posto giusto? “Filippo Galli lo stimo molto. Ho avuto il piacere di averlo come allenatore in Primavera, ora è adattissimo a ricoprire ora il ruolo di coordinatore del settore giovanile, sa cosa aspettarsi da un giovane”.Ultima domanda: obiettivi per il futuro? “Ora il mio obiettivo è quello di avere continuità nel giocare, cosa che avevo sempre avuto prima del fallimento del Treviso, per poter ancora sognare e prendermi qualche rivincita ma anche dimostrare a chi ha sempre creduto in me. Forza Milan”.

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