EL SHAARAWY, DOVE SEI?

EL SHAARAWY, DOVE SEI?

Stephan El Shaarawy (Fonte foto: www.goal.com)
Stephan El Shaarawy (Fonte foto: www.goal.com)
“C’era una volta” è l’inizio di tutte le più classiche fiabe con cui un genitore accompagna il proprio pargolo nel mondo dei sogni. Chi non si è mai addormentato con le storie dei fratelli Grimm o con i racconti della principessa Sharazad? Già, diciamo che se l’incipit è un classico, anche il resto della favola non è da meno. Infatti, troviamo sempre un eroe, la sua bella da conquistare e un antagonista. D’altronde, tutto ciò è stato materia di studio dal linguista e antropologo russo Vladimir Propp. Quest’ultimo, però, non poteva sapere di una fiaba particolare che avrebbe mandato in tilt il suo schema. Già, esiste un caso unico dove eroe ed antagonista sono la medesima persona. Questa fiaba anomala rispetta il classico inizio: “c’era una volta un faraone.” No, non riguarda gli antichi egizi, ma un ragazzo di Savona che con la sua cresta alta ha conquistato il cuore di tutti i tifosi rossoneri.Stephan El Shaarawy ha riempito di polvere di stelle le nostri notti, giocando una prima parte della stagione 2012/13 in maniera divina. Il faraone non era solo sinonimo di gol, ma semplicemente un giocatore di una categoria superiore. Il tifoso milanista si sentiva molto come il Presidente Pertini a Madrid 1982. Si alzava in piedi e l’unico commento che poteva dire era “non lo prendono più.” Peccato che la stagione successiva, quella della conferma sia un calvario di infortuni che lo tengono lontano dai campi per tutta la scorsa stagione. Come tutto il Milan, anche lui, è chiamato alla riscossa e il precampionato è un continuo crescendo. Il gol al Mapei Stadium lascia pensare all’inizio di qualcosa di veramente bello. Infatti, El Shaarawy non stecca alla prima giornata, anzi è un assoluto protagonista della splendida vittoria contro la Lazio. L’azione del primo gol ha un sapore antico, con quello scatto bruciante che è uno dei suoi marchi di fabbrica. Già, El Shaarawy gioca novanta minuti che possono portare ad un solo commento: il faraone è finalmente tornato. Si sa, però, che la fretta è cattiva consigliera. Infatti, una caviglia malandrina lo costringe a saltare la pazza notte del Tardini, ma è subito recuperato per il big match contro la Juventus.Tutti gli occhi rossoneri guardano il numero 92. Lui può dare quell’imprevedibilità necessaria per superare la rocciosa difesa bianconera. Già, ma El Shaarawy non è quello della prima giornata. Se contro la Lazio avevamo visto l’eroe, ecco che contro la squadra di Mister Allegri entra in scena l’antagonista. Peccato che siano la stessa identica persona. El Shaarawy è l’antagonista di se stesso. Solo lui può accendersi e regalare emozioni, ma, allo stesso tempo, può spegnersi come il lume di una candela al primo spiffero. Inzaghi può solo scuotere il capo e fare un’unica cosa: richiamarlo in panchina. Non è solo un cambio a partita in corso, bensì una netta e secca bocciatura per il faraone. Infatti, Stephan è spettatore al Castellani ed al Dino Manuzzi. Due partite dove il numero 92 avrebbe potuto e dovuto essere tra i protagonisti. Già, ma quale versione di El Shaarawy sarebbe scesa in campo? Quella spumeggiante e frizzantina o quella sbiadita e opaca.Insomma, l’eroe o l’antagonista. Inzaghi e il Milan non possono concedersi il lusso del dubbio, ma hanno bisogno di certezze. Peccato che l’unica persona in grado di sbrogliare questa matassa sia quel ragazzo con la cresta alta. Solo El Shaarwy può scrivere il finale di questa fiaba. O il classico “e vissero tutti felici e contenti” o continuare sulla strada dell’anomalia. La parola, o meglio, la palla è nei piedi del faraone.Paolo Nicoli

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