BERLUSCONI, BORDATE ALL’INTER. 3MOTIVI PER CUI HA RAGIONE

BERLUSCONI, BORDATE ALL’INTER. 3MOTIVI PER CUI HA RAGIONE

www.silvio-berlusconi-fc.com
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Poca diplomazia, tanta schiettezza. Silvio Berlusconi, parlando delle prospettive future del suo Milan e di una possibile cessione (parziale o totale) del club ha punzecchiato i cugini interisti e il presidente nerazzurro Erik Thohir: “Moratti ha ceduto a questo Thohir, che peraltro non sembra intenzionato, qualora ne abbia le capacità, di apportare i capitali necessari per rendere di nuovo l’Inter una protagonista italiana ed europea- ha dichiarato Berlusconi -. Io invece cerco qualcuno che possa immettere capitali, almeno 200 l’anno. Se non lo trovo, il Milan me lo tengo”.Parole che hanno fatto clamore e che hanno suscitato apprezzamenti insospettabilmente bipartizan. Se, infatti, è scontato che i tifosi milanisti abbiano applaudito l’intenzione di Berlusconi di lasciare il club solo ad acquirenti con grande capacità di spesa, è forse meno normale che molti interisti si siano trovati d’accordo con il Berlusconi-pensiero. Evidentemente, molti tifosi nerazzurri si aspettavano un netto cambio di passo con la nuova proprietà. Un cambio di passo che con Thohir non c’è stato. Ecco dunque perchè Berlusconi ha ragione. Tre motivi:1) L’Inter ha fallito sul piano sportivo. Ha provato la via degli investimenti (seppur con pagamenti dilazionati nel tempo) senza riuscire a risollevare la squadra. I risultati non sono arrivati e ora il rischio è quello di dover fare cassa con i gioielli più ambiti. Un rischio enorme, che costringerebbe l’Inter a fare ulteriori passi indietro.2) La mancata svolta economica. Con Thohir al comando, il buco di bilancio si è allargato, mentre sul piano commerciale non c’è stato quel boom (anche nei mercati asiatici) che ci si poteva aspettare col cambio di proprietà. E anche sul fronte stadio, l’Inter ha giocato di riflesso, aspettando le decisioni del Milan e ‘accontentandosi’ di restare a San Siro. Dopo svariati studi e progetti, tutto è infatti naufragato. Non ci sarà un nuovo stadio di proprietà, ma si sfrutterà l’ammodernamento del Meazza. In molti, in tal senso, si aspettavano qualcosa di più da Thohir.3) Solo stranieri, poca identità. Storicamente, l’Inter – tenendo fede al suo nome (Internazionale) – ha sempre costruito squadre con pochi italiani. Ma come dimostrano gli esempi del Milan del passato e della Juventus attuale, avere un’ossatura italiana forte è una base imprescindibile per vincere. Aiuta una squadra a rialzarsi e ad affrontare le difficoltà, facilita la coesione e il senso di appartenenza. Esistono le eccezioni, è vero, come l’Inter del Triplete. Ma sono pur sempre eccezioni. Estemporanee, come si è visto.

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