AMARCORD ROSSONERO: 24 MAGGIO 1989, L’INIZIO DI UN’ERA

AMARCORD ROSSONERO: 24 MAGGIO 1989, L’INIZIO DI UN’ERA

Federica Di Bartolomeo (fonte foto: pianetamilan.it)
Federica Di Bartolomeo (fonte foto: pianetamilan.it)
Che cosa ci facevano Baresi, Massaro, Tassotti, Galli e Maldini di nuovo insieme? Sarebbe bello pensarli come degli immortali del calcio, ma così non potrebbe essere, ciò non toglie, però che vederli uno affianco all’altro susciti non pochi ricordi. Se poi ci aggiungiamo anche Sacchi e Galliani allora qualche lacrima ai più nostalgici scende anche. Non si tratta di un sogno, loro c’erano davvero, ma come ospiti illustri alla presentazione del libro “Calcio Totale” di Arrigo Sacchi. Una semplice biografia di un grande allenatore per molti, qualcosa di più per i tifosi rossoneri. Sfogliando quelle pagine impossibile non rivivere i momenti dell’età dell’oro, quella del Milan più bello di tutti i tempi. Quattro anni che hanno fatto la storia, perché come ha ribadito anche l’ad rossonero Adriano Galliani “il Milan di Sacchi, insieme all’Ajax degli anni Settanta e al Barcellona di Guardiola hanno cambiato il calcio mondiale”. E alle volte è bello ricordare…Correva l’anno 1989, era un mercoledì, esattamente il 24 maggio. Una data già storica per l’Italia, da quell’anno anche per il Milan. Non tanto perché a Barcellona il Milan vinceva la prima Coppa dei Campioni dell’era Berlusconi, ma per la partita in sé: diventata un vero e proprio manuale del calcio moderno, la prestazione perfetta insomma, quelle che tutti i calciatori professionisti sognano di fare almeno una volta in carriera.Al primo tempo era già tre a zero per i rossoneri, ma alla ripresa la Steaua Bucarest sperava di ribaltare il risultato. Qualcuno probabilmente con la mente si sarà proiettato nel futuro pensando alla tragedia di Istanbul di qualche anno dopo, ma quello era un altro Milan, troppo cinico e forte per lasciarsi raggiungere. Al primo contropiede, infatti, i rossoneri danno il colpo di grazia alla squadra rumena. Rijkaard fa fuori tutto il centrocampo con le sue solite giocate e dribbling che ubriacano gli avversari, passaggio perfetto per Van Basten, che infallibilmente insacca. È 4 a 0: una goleada colorata di arancione, che porta la firma di Gullit e Van Basten, con lo zampino di Rijkaard, non a caso lo chiamavano il “Milan dei tulipani”. Camp Nou a bocca aperta, incantato da quel calcio che sembrava pura fantasia, i catalani dovranno aspettare Messi per vedere uno spettacolo simile. Ma Van Basten era qualcosa di inarrivabile, bello ed elegante come pochi, danzava con la palla tra i piedi, un cigno per la sua classe. Molti, forse, avranno conservato quella storica Gazzetta dello Sport su cui si legge a caratteri cubitali “Milan, siii! Sei campione dei campioni”,  e all’interno “Così si gioca soltanto in paradiso, Gullit – Van Basten, Steaua distrutta”. Pagelle da almanacco: 9 a Van Basten e Gullit, 8,5 a Donadoni, 8 a Tassotti, Maldini, Baresi, Rijkaard, Ancelotti, 7,5 a Colombo e Costacurta.La realtà, però, adesso recita altro, una Champions che manca da otto anni e l’Europa che ormai non si vede forse da due, perché questa stagione è ancora un’incognita, Juve e Lazio liberano un posto, ma davanti corrono veloci. Il Milan quindi rischia di trovarsi fuori per il secondo anno consecutivo. La fine del campionato è vicina e la parola d’ordine deve essere solo una: VINCERE per tornare ad essere degni del proprio passato.Federica di Bartolomeo @FedericaDB22 

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