AMARCORD-PAULO FUTRE: LA METEORA DI CRISTALLO

AMARCORD-PAULO FUTRE: LA METEORA DI CRISTALLO

fonte foto: foropuntepelota.com
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Jorge Paolo Dos Santos Futre. Chi era costui? Così disse Don Abbondio sfogliando l’almanacco prima di essere interrotto dai bravi di Don Rodrigo. Vabbè, la citazione era diversa e Manzoni, a quanto pare, non era un appassionato di calcio. Ma tornando all’interrogativo iniziale, chi era Futre? Una meteora? Un genio incompreso? O uno dei tanti bidoni transitati a Milanello? In realtà il trequartista portoghese era tutte e tre le cose, tenute insieme da un collante immarcescibile: la sfiga. Proprio la iella fu sua fedele compagna di viaggio durante l’avventura italiana, prima a Reggio e poi e a Milano. Provare per credere. La neopromossa Reggiana lo acquistò a novembre del ’93 durante il mercato di riparazione, strappandolo all’Olimpique Marsiglia, campione d’Europa uscente. Piccolo passo indietro. All’epoca Futre aveva 27 anni, l’età della maturità per un calciatore. Aveva vinto una Coppa dei Campioni con il Porto nel’87, sfiorando il pallone d’oro nello stesso anno. Chioma fluente, movenze eleganti, classe cristallina, Futre è quel giocatore che è solito dare del tu alla sfera. Per la Reggiana è un lusso. Ma nei ruggenti anni ’90 tutto è concesso. Persino le provinciali del nostro calcio possono svenarsi e sognare. Altri tempi. Molto diversi dal presente, dove non è necessario chiamarsi Lotito per ritenere impossibile un’operazione simile da parte del Carpi.Dunque Futre è l’asso nella manica per la Reggiana che cerca una salvezza storica almeno quanto la promozione. Pertanto il 21 novembre il portoghese viene subito gettato nella mischia contro la Cremonese. Mossa azzeccata e ripagata con un gol che vale 2 punti contro una diretta avversaria(2-0). Oltre al primo successo nella massima serie. Ma a 8 minuti dalla fine, Pedroni rovina la festa e azzoppa il portoghese. Futre esce in barella e la diagnosi è impietosa: stagione finita. La Reggiana riesce comunque a salvarsi e l’anno successivo si presenta ai nastri di partenza con il portoghese. Ma gli emiliani partono male e finisce peggio con la retrocessione. E il trequartista lusitano gioca a singhiozzo: appena 12 presenze condite da 4 gol.Ormai a 29 anni sembra non essere rimasto molto di quel fenomeno che sfiorò il pallone d’oro. Ma Galliani e& Berlusconi hanno un cuore d’oro e gli concedono un’altra possibilità. Futre finisce al Milan nel 95, in pratica nella squadra più forte del mondo. Non è facile trovare spazio. Soprattutto se davanti hai gente come Weah, Baggio, Simone e Savicevic. Si accomodi in panchina, senor Paulo. E non faccia troppe storie. In effetti, tra scelte tecniche e (i soliti) problemi fisici, Futre non giocherà neppure un minuto in gare ufficiali. Fino all’ultima giornata. E’ poco più di una passerella. Il Milan ha già vinto lo scudetto e affronta la Cremonese, proprio la squadra contro cui aveva debuttato due anni prima. Il cerchio si chiude. Finisce in goleada: 7-1 per i rossoneri. Ma nonostante la scorpacciata, il portoghese resta a digiuno. A 10′ dal termine viene anche sostituito da R.Baggio,A fine stagione fa la valigia e si imbarca per l’Inghilterra, direzione West Ham. Sarà un mezzo disastro anche lì, proprio come il ritorno da figliol prodigo all’Atletico Madrid. Chiude la sua carriera in Giappone, l’el dorado dei campioni europei sul viale del tramonto. Oggi Futre è un dirigente sportivo, neanche troppo famoso. Il calcio gli ha dato e tolto molto. Poteva andare meglio, questo è certo. Ma almeno potrà sempre dire ai nipotini che una volta fu sostituito dal Divin Codino .Mariano MessineseTwitter:@MarianoWeltgeis

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