#3COSE DA IMPARARE DAL GENOA

#3COSE DA IMPARARE DAL GENOA

Antonelli dopo il gol al Milan (fonte foto maidirecalcio.com)
Antonelli dopo il gol al Milan (fonte foto maidirecalcio.com)
La sconfitta di ieri per mano del Genoa ha lasciato il segno in casa Milan, tant’è che Adriano Galliani ha tenuto a rapporto la squadra e Filippo Inzaghi per capire cosa sia successo ieri a Marassi. La squadra di Gasperini ieri ha sovrastato il Milan sotto diversi punti di vista, impartendo una dura lezione ai rossoneri, queste le principali:1) Anche con una squadra modesta si possono fare grandi cose: In questo momento il Genoa è terzo in classifica e se guardiamo alle ultime 8 giornate sarebbe primo. Eppure a leggere i nomi della rosa tutto questo non sarebbe possibile. Quando però c’è un progetto serio, un gruppo affiatato e una comune volontà di intenti tra tutte le parti di una società i valori teorici restano sulla carta, mentre i risultati sul campo possono essere molto migliori. Al Milan invece, almeno per ora, sta succedendo esattamente l’opposto. Pur senza una squadra di fenomeni l’organico del Milan è nettamente migliore rispetto alla classifica odierna.2) Gioco ed equilibrio tattico sono più importanti dei singoli: La polemica, infinita, legata al “falso nueve”, gli le giocate di Menez che (troppo) spesso si innamora del pallone il cambio in corsa di modulo con un centrocampo a 3 che spesso diventa a 2, nel 4-2-3-1 oppure a 4 in una sorta di 4-1-4-1. Tutti elementi che destabilizzando una squadra che già di suo fatica a trovare certezze importanti. Ieri in campo si è visto un certo nervosismo, vedi i battibecchi di Menez con Mexes e con lo stesso El Shaarawy, ma al Milan, per risalire in classifica, servirebbe ben altro. Soprattutto se si affronta una squadra come il Genoa che ieri schierava una squadra affiatata, compatta, totalmente focalizzata sull’obiettivo.3) Per vincere servono grinta e aggressività: Nonostante Filippo Inzaghi si affretti a sottolineare in ogni post partita che “i ragazzi hanno dato tutto” il Milan spesso appare come una squadra passiva, senza quel fuoco sacro essenziale per arrivare a grandi traguardi. Ieri, contro il Genoa, è stato esattamente così. Fino al gol subito i rossoneri hanno fatto pochissimo e nel secondo tempo, quando avrebbero dovuto sfruttare il trend positivo creatosi negli ultimi minuti della prima frazione, sono partiti con il freno a mano tirato, senza contare il finale di partita in cui hanno creato poco niente. Il Genoa invece, dopo aver colpito con Antonelli, ha lottato fino all’ultimo secondo su ogni pallone per difendere un risultato prezioso. Spesso i rossoblu hanno vinto contrasti importanti e sono arrivati prima sui palloni vaganti, sopperendo con il cuore a certi limiti tecnici. Inzaghi aveva promesso la stessa cosa ad inizio stagione, per ora però, il suo Milan è di ben altra pasta.

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