PAROLA AL TIFOSO – UNA FEDE INFINITA CHIAMATA ‘MILAN’

PAROLA AL TIFOSO – UNA FEDE INFINITA CHIAMATA ‘MILAN’

Parola al Tifoso (Fonte: pianetamilan.it)
Parola al Tifoso (Fonte: pianetamilan.it)
Per la rubrica, ampiamente dedicata ai supporter rossoneri, “Parola al tifoso”, oggi pubblichiamo la lettera di Aceto Sabrina, appartenente al gruppo facebook ‘Clan rossonero‘:Più di una volta mi è stato chiesto il perché amo così tanto il Milan e che cosa mi abbia portato a far diventare il Milan la mia fede più grande, ma la risposta è più complessa di quanto possa sembrare. Ho sempre sostenuto che ci si innamora così per caso, quasi per gioco, non credendo che:- quel qualcosa che ci fa innamorare diventi poi con il tempo così indispensabile e insostituibile;- una semplice partita di calcio possa suscitare innumerevoli emozioni;- uno stadio, una città e due semplici colori possano far venire i brividi solo guardandoli in una foto;- si possa sentirne così tanto la mancanza;- sia possibile affezionarsi a dei calciatori che inizialmente sono dei perfetti sconosciuti, ma che con il tempo entrano a far parte della nostra vita.Tutto ciò mi è capitato con il Milan! Credo di averlo amato sin dal primo momento che i miei occhi hanno incrociato quella favolosa maglia, ma ero troppo piccola per capire bene il significato della parola “amore”. Un amore che ti porta a piangere di gioia per le vittorie più belle e a piangere di dolore per le sconfitte che ti straziano il cuore, e che ti porta a morire d’ansia prima di ogni partita. Ero veramente piccola quando ho iniziato a tifare Milan e, essendo l’unica milanista a casa, ho sempre pensato di averlo scelto, oppure è stato lui a scegliere me, perché il Milan è quel qualcosa di magico che mi è entrato dentro per non uscirne più. Ce l’ho nel sangue, nel cuore e nella mente e non potrei più farne a meno, perché sono cresciuta con le sue innumerevoli e magnifiche vittorie e con miti come Sheva, Inzaghi, Rui Costa, Kakà, Maldini, Gattuso e Nesta. Sono cresciuta con magnifici calciatori che hanno amato la gloriosa maglia rossonera più di qualsiasi altra cosa e, grazie a loro, l’ho amata sempre di più anch’io. Perché, secondo me, non è vero che i giocatori passano ma il Milan resta, perché il Milan è fatto di giocatori che lo rendono unico e speciale. Il Milan resterà sempre, ma sono stati giocatori come Baresi, Weah, Gullit, Van Basten, Kakà, Sheva (e potrei continuare a fare un’elenco infinito) a farne la storia e renderlo il glorioso club che è. Non potrò mai dimenticare:- i sensazionali goal di Sheva (mio mito indiscutibile!), come nel derby di Champions o il rigore di Manchester (ma potrei citarne un altro miliardo di suoi goal fantastici);- quella sconfitta pesantissima di Instanbul, che ci è costata la Champions e che ancora, solo a ripensarci, mi vengono le lacrime agli occhi;- la strabiliante doppietta di Inzaghi che ci ha regalato la rivincita ad Atene e la splendida settima Champions;- lo scudetto vinto nel 2011, il bellissimo Moonwalker del mio fantastico Prince, il suo fantastico goal in Supercoppa, la sua tripletta contro il Lecce, il goal spettacolare al Barcellona con cui stavo distruggendo casa! E la sua doppietta contro il Psv Eindhoven;- il Faraone che, grazie ai suoi sedici goal in campionato, ci ha portato ad essere terzi in classifica e, grazie al suo goal contro il Psv Eindhoven, ha reso possibile il sogno Champions. Lo stesso Faraone a cui dovremmo dare più fiducia perché lui può dare tanto al Milan, lui è il presente ed il futuro  di questa squadra, lui è un ragazzo eccezionale e, più di una volta, ha dimostrato il suo attaccamento alla nostra gloriosa maglia rossonera;- le cessioni di Thiago Silva ed Ibra, con cui la società ci ha preso soltanto in giro, la cessione del Prince per prendere poi chi? Matri!!! La cessione di Sheva nel 2006 e quella di Kakà nel 2009. Insomma, non possiamo permettere ogni volta che i giocatori migliori vengano ceduti per far cassa e per poi non reinvestire nulla, non siamo in un supermercato in cui si deve trovare sempre la miglior offerta. Servono spese intelligenti, no acquisti inutili. La società a cui dobbiamo tanto, a cui dobbiamo dir grazie per aver vinto di tutto e di più, è la stessa società che ci ha smantellato un’intera squadra e sta mandando in malora “Il club più titolato”, perchè non vi è un progetto, non vi è la voglia di tornare ad essere grandi. Vi sono solo parole campate in aria che lasciano il tempo che trovano, non si può tornare ad essere grandi se non si ha la voglia e la lucidità giusta, noi tifosi non siamo degli ebeti e siamo stanchi di essere presi in giro. E’ vero che il Milan non si discute, ma si ama, però non possiamo ancora una volta chiudere gli occhi e vivere di speranze inutili!Ma, nonostante tutto, ringrazio e ringrazierò sempre il Milan, perché il ‘diavolo’ c’è sempre e non tradisce MAI, mi ha reso migliore e mi ha aiutato nei momenti difficili, ho pianto e gioito con lui e, anche con le lacrime agli occhi ad ogni sconfitta, ho la fiducia e la speranza che noi possiamo essere più forti delle sconfitte e di tutto, ma dobbiamo giocare a testa alta, senza farci intimidire da nessuno per arrivare dritti alla meta. Ci vogliono testa, forza, grinta ma specialmente cuore. Perché le lacune che ci sono le dobbiamo affrontare a testa alta, con il cuore e con la tenacia di non dover mollare fino all’ultimo secondo di ogni partita. Anche perché non si può parlare di Champions e dover rinunciare a nominare il Milan, perché la Champions siamo noi. E’ la nostra competizione per eccellenza.Avanti Diavolo! Non molliamo! “Nella gioia e nel dolore per il Milan eterno amore!” E a chi, d’ora in poi, mi chiederà “Perché ami il Milan?” risponderò semplicemente “Che non potrei fare altrimenti perché il Milan è la mia vita!”Aceto Sabrina(Clan rossonero)

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