PAROLA AL TIFOSO – L’ASTINENZA DA VITTORIE FA MALE, E’ ORA DI RECUPERARE LO ‘STILE MILAN’

PAROLA AL TIFOSO – L’ASTINENZA DA VITTORIE FA MALE, E’ ORA DI RECUPERARE LO ‘STILE MILAN’

Parola al Tifoso (Fonte: pianetamilan.it)
Parola al Tifoso (Fonte: pianetamilan.it)
Per la rubrica, ampiamente dedicata ai supporter rossoneri, “Parola al tifoso”, oggi pubblichiamo la lettera di Riccardo Sfascia, appartenente al gruppo facebook ‘Clan Rossonero‘:Oggi, più che mai, non è facile scrivere sul nostro amato Milan. Specie in questo periodo dove chi, come me, ha vissuto gli anni più belli costellati da trionfi di scudetti, coppe, e record costruiti da squadre che imponevano il proprio gioco, dove c’erano rose fatte dai migliori giocatori in circolazione e da quelli del vivaio. Ma soprattutto dove, prima dei giocatori, c’erano uomini che avevano valori e attaccamento alla maglia e dove esisteva il vero ‘Stile Milan’.Ecco, in quest’ultimo periodo tutto questo è andato perso, e ciò fa male a noi tifosi che teniamo alla nostra società. La stessa che ci ha dato immense soddisfazioni, iniziando dal presidente che ora la considera come cosa propria. Vero che ha salvato la società dal baratro e l’ha portata in cima al mondo ma, in quest’ultimo periodo, c’è quando vuole, fa colpi basati sui nomi e solo in certi periodi dell’anno; passando, poi, per il vice-presidente che non ha più il coraggio di dir le cose come stanno e sta mettendo in imbarazzo se stesso (vantandosi di acquisti di giocatori che, fino a pochi anni fa, sarebbero stati buoni portaborse, e non lascia il passo a persone giovani e intraprendenti), e la società per cui lavora; passando, quindi, per l’allenatore che avalla il disinteresse della società, la quale gli ha dato giocatori strapagati sul viale del tramonto e poco o nulla funzionali al gioco che vuol fare; arrivando, infine, ai giornali che ci fanno credere che va quasi tutto bene e ai molti tifosi che accettano tutto questo.Per chi, come me, ha visto vincere il Milan a Barcellona, Vienna, Tokyo Atene e in Italia, attraverso il record delle 58 domeniche, ma ha anche visto dolorose cadute: Marsiglia, Ajax, Liverpool, Boca, San Paolo, gli scudetti al Napoli e alla Juve, veder lo stato attuale crea grande dolore e dispiacere. E ci si interroga su come una società e una squadra, che erano considerate modello d’esempio (il Milan era considerato una grande famiglia dove tutti volevano giocare), sia derisa dappertutto (fino a 10 anni fa non sarebbero venuti giocatori che dovevano crescere per poi tornare alla casa madre) solo perché i piani alti si vantano di ciò che sia normale, cioè le vittorie.Lo dico a nome mio e di molti tifosi: abbiamo bisogno di veder cose concrete che ci riportino alle normali abitudini, è da troppo tempo che non si festeggia (l’ultimo scudetto è stato davvero poca cosa).Sarete sempre nella storia nel bene e nel male ma, come in tutte le storie, c’è un inizio e una fine. Adesso sta a voi, presidenza e dirigenza, decidere in qual modo esser ricordati. Passeranno giocatori, allenatori, dirigenti e presidenti ma il Milan rimarrà sempre il Milan!!!!!!Ah quasi dimenticavo, sempre Forza Milan… Riccardo Sfascia (Clan Rossonero)

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