PAROLA AL TIFOSO – LA PAZIENZA E’ FINITA, BERLUSCONI VATTENE!

PAROLA AL TIFOSO – LA PAZIENZA E’ FINITA, BERLUSCONI VATTENE!

Parola al Tifoso (Fonte: pianetamilan.it)
Parola al Tifoso (Fonte: pianetamilan.it)
Per la nuova rubrica, ampiamente dedicata ai supporter rossoneri, “Parola al tifoso”, oggi pubblichiamo la lettera di Michele Bruno, appartenente al gruppo facebook ‘Clan Rossonero‘:Mah!! Un’affermazione confusionaria per iniziare quest’articolo di contestazione (!!!) sulla mia amata squadra: l’A.C. Milan. Una confusione che arriva dopo quasi 30 anni di successi con la famiglia Berlusconi, un presidente arrivato salvando questa squadra e questa società dal baratro da un fallimento assicurato e dagli anni più brutti della storia del Milan dal 1899.Un Milan che ormai è un ricordo lontano, anzi lontanissimo, da quello dei 3 olandesi, l’idea del calcio totale di Sacchi, delle 2 Champions con Capello ed Ancelotti, ed una sfilza di campioni, comprati addirittura per farli accomodare in panchina (Papin su tutti). Un ricordo sbiadito, causato da una programmazione assolutamente inesistente, un presidente assente, con un AD menzognero, che calca la mano, facendo esclamazioni assurde. Come, ad esempio, “siamo ultra competitivi”, “siamo numericamente e qualitativamente a posto”, “Thiago Silva rimane per scelte di cuore”, e tante altre fandonie. Si dice che le “grosse” vendite, cioè i vari Ibra e Thiago Silva, siano state fatte per risanare bilanci e quant’altro, quando poi, seguendo grosse statistiche, possiamo notare che il Milan è sempre secondo come fatturati in Italia (come società calcistica), e 1° addirittura come merchandising. Quindi, da questo si nota che la cara e vecchia società, che ci ha fatto vincere tanto, ha iniziato a prendere per i fondelli tutti i tifosi. Cosa errata, visto che si parla di una delle tifoserie più calde del globo (FDL docet), che ha seguito la squadra in lungo e largo. Basta pensare solo che in B, agli inizi della presidenza Berlusconi, Milan – Cremonese fece registrare 70.000 spettatori.I problemi del Milan sono tanti, ed è per questo che noi tifosi ci chiediamo il perché di una programmazione inesistente dal 2006. Ogni campione venduto, mai stato sostituito degnamente, ricordando ancora i 21 milioni spesi per Ricardo Oliveira, che doveva sostituire il nostro mitico Sheva. Si parla di progetto giovani, ma poi ci mettono avanti gente ultra trentenne (i vari Diego Lopez, Alex, i rinnovi a Bonera ed Abbiati, ecc. ecc). Si parla di far entrare un socio di minoranza nel club, ma chi spenderebbe 400 milioni di euro per una squadra a pezzi, per fare il socio di minoranza?! La risposta è: nessuno!Un Milan che è messo ancor peggio sotto il punto di vista delle bandiere, evitando di commentare i 200 stolti che, al giorno del ritiro del  “SANTO” Paolo Maldini, lo fischiarono. E poi devo vedere che i “cugini”, appena ritirata la loro bandiera (Zanetti), gli offrono subito il ruolo di dirigente della società. Per non parlare dell’auto intervista fatta da Massimo Ambrosini, un altro personaggio storico del Milan (la cosa che ricordo più di lui è il passaggio a Gilardino nel 3-0 di San siro contro lo United),  trattato come uno straccio da una società che, purtroppo, ormai non ha più lo “stile” Milan.Un’altra tematica che non trovo corretta è che molti giornalisti, di cui non farò i nomi, esagerano, facendo quasi  gli “zerbini” in ogni articolo, venerando prima Seedorf, quando la società parlava bene di lui, poi attaccandolo anche senza motivo e venerando Inzaghi per alcune scelte simili all’olandese. Ormai cose assurde in quel che oggi è Casa Milan. Riconoscenza, tanta riconoscenza sicuramente per i 25 trofei dell’era Berlusconi, ma bisogna ricordare che il tifoso milanista è un “CASCIAVIT”, e che il Milan è nato nel 1899, non nel 1986. Nel calcio purtroppo non si vive di riconoscenza, ma – ad ogni modo – anche se fosse così, la riconoscenza sarebbe finita da un pezzo, causa troppe prese in giro da parte della dirigenza.Ci vorrebbe un cambio di società, come primo passo per tornare la corazzata che eravamo, per tornare a sognare, per tornare il vero Milan, quello che ha fatto la storia del calcio, quella squadra che ti fa innamorare soltanto a guardarla. Con il dispiacere di un disinteressamento quasi generale da parte della società, tocca a noi tifosi capire che i cicli finiscono, ed ormai il ciclo dell’era Berlusconi è finito da un pezzo.Michele  Bruno(Clan Rossononero)

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