PAROLA AL TIFOSO – INZAGHI E L’ATTEGGIAMENTO AZIENDALISTA: PIPPO, COSI RISCHI DI ROVINARE LA TUA STORIA

PAROLA AL TIFOSO – INZAGHI E L’ATTEGGIAMENTO AZIENDALISTA: PIPPO, COSI RISCHI DI ROVINARE LA TUA STORIA

Parola al Tifoso (Fonte: pianetamilan.it)
Parola al Tifoso (Fonte: pianetamilan.it)
Per la rubrica, ampiamente dedicata ai supporter rossoneri, “Parola al tifoso”, oggi pubblichiamo la lettera di Michele Bruno, appartenente al gruppo facebook ‘Clan rossonero‘:Pippo Inzaghi. Un nome, una leggenda, che scatena emozioni incontrastabili, o quasi, in qualsiasi milanista. Da vittorie incredibili a dolori giganteschi (tipo l’infortunio alla caviglia), insomma una vera e propria icona del mondo Milan. Ma di questo “supereroe” sembra esser rimasto solo il passato. Un amore grande verso il Milan, ma un amore così grande da offuscargli la vista. Un allenatore che, per il momento, dopo 3 mesi, non si è dimostrato all’altezza della situazione, ed – oltre tutto – si è dimostrato sempre troppo acconsenziente a scelte dirigenziali, che al Milan, soprattutto ultimamente, non fruttano molto (e la condizione in classifica da due anni lo dimostra).Iniziando a commentare le scelte di Pippo, possiamo trovare tante anomalie. Come ad esempio:1) Schierare, spesso e volentieri, il “veterano” Daniele Bonera, che mai ha convinto nelle sue apparizioni in rossonero, in tutti i suoi anni di carriera al Milan e che tutt’ora continua ad insultare la fascia che hanno indossato gente come Rivera e Baresi, passando da Maldini ed Ambrosini. 2) Insistere nello schierare un Menez, che è vero che ci ha fatto vincere qualche partita (2 soltanto, e nemmeno da solo), ma è pur vero che è un giocatore troppo innamorato del pallone e , in alcune occasioni, rallenta vistosamente l’azione, scatenando malumori in ogni tifoso milanista (vedi la palla non passata a Torres contro la Samp). 3) Dar fiducia ancora ad un giocatore come Muntari, che ha la mia stima per quanto corre e lotta, ma non si è mai dimostrato realmente all’altezza della situazione, e 34 goal all’anno non possono cancellare prestazioni sempre pessime, con distrazioni veramente non da giocatore di Serie A. 4) Insistere con gente oltre i 30 anni, quando in squadra c’è gente fresca, tipo Saponara che tanto bene ha fatto in quel di San Siro contro i rosanero. 5) Continuare con un atteggiamento difensivo, direi catenacciaro, stile Rangers di Glasgow, contro squadre, con tutto il rispetto parlando, molto inferiori a noi (Cesena, Empoli, Palermo), dove bastava un po’ di attenzione in più e qualche azione per metterle in difficoltà. 6) Nessun tifoso può spiegarsi come mai i giocatori in squadra, con o senza palla, non sanno cosa fare. Si vedono pochi tagli, poche sovrapposizioni. Avremo segnato anche tanto, ma i contropiedi il Milan li ha sempre lasciati a squadre come Chievo, noi siamo il Milan e, da tale, anche con una rosa scarsa rispetto agli ultimi 20 anni,  dobbiamo giocare a viso aperto. Continuando a commentare il derby, possiamo notare che l’Inter era in crisi assoluta, cercava di gestire il pallone, ma non ci riusciva molto bene. Dove in pratica, per vincere, sarebbe bastato un leggero pressing ed infatti, appena veniva fatto, loro perdevano palla, noi li abbiamo affrontati con sempre tutti dietro la linea della palla, manco fossimo una squadra di Serie B. Ma comunque non prendiamocela totalmente con il nostro Super Pippo che, a causa di questo suo acconsentire alle scelte presidenziali, sta facendo perdere la stima che ogni tifoso ripone nel suo glorioso passato milanista. Purtroppo, a costo di esser ripetitivo, il problema è sempre lo stesso, la dirigenza. Che da anni ormai mette gente non adatta su una panchina così blasonata, oltre a garantire una rosa di scarso livello.Notando gli allenatori degli ultimi 5 anni, troviamo gente che non è mai salita per merito, ma per la solita “amicizia” presidenziale. Gli ultimi 4 allenatori sono:1) Leonardo (Messo al comando del Milan principalmente da Galliani che, osservando la sua bravura come dirigente, e per paura di perdere il posto, lo convinse a far l’allenatore. Tra l’altro come scout era uno dei migliori). 2) Massimiliano Allegri (Esonerato da ogni società in cui lui abbia militato, voluto semplicemente perché era un aziendalista ed accettava ogni scelta dirigenziale). 3) Clarence Seedorf (Anche se con un trattamento orribile, Seedorf è un “non allenatore”, proprio come Pippo Inzaghi, con addirittura meno esperienza di Pippo a riguardo, messo li sempre per un’amicizia decennale con il presidente Silvio Berlusconi). 4) Filippo Inzaghi (Si è quasi totalmente azzerbinato per ricevere quel posto, prima quando c’era Allegri, poi con Seedorf). Quindi, ormai, parlando con gli occhi aperti e sapendo che la riconoscenza è finita, il grido milanista deve semplicemente capire che, anche se Inzaghi ha colpe molto grosse in molte partite, il buon Confaloneri aveva ragione: può venire anche Dio, ma se la squadra è questa, i risultati non cambiano. Ogni milanista vorrebbe ricordare uno dei suoi uomini record, per com’è stato, e non per il classico “aziendalista” che si fa mettere i piedi in testa da solo. Giocatori, dirigenza e presidenti passano, il Milan resta, i tifosi restano ed il Milan è dell’orgoglio Casciavit!Michele Bruno(Clan rossonero)

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