PAROLA AL TIFOSO – GALLIANI, MA QUALE GRANDE DIRIGENTE…

PAROLA AL TIFOSO – GALLIANI, MA QUALE GRANDE DIRIGENTE…

Adriano Galliani, amministratore delegato del Milan
Adriano Galliani (fonte: milanday.altervista.org)
Per la rubrica, ampiamente dedicata ai supporter rossoneri, “Parola al tifoso”, oggi pubblichiamo la lettera di Mario Guagliardi, appartenente al gruppo facebook “Clan Rossonero”.Adriano Galliani è riconosciuto da tutti come il miglior dirigente del calcio mondiale, come il miglior uomo mercato capace di costruire squadre vincenti come i Milan di Sacchi, di Capello e  di Ancelotti, capaci di segnare la storia del calcio mondiale vincendo complessivamente 28 trofei in quasi 30 anni. Verissimo, fin quando Berlusconi aveva interesse ed ambizioni  investiva molto nel Milan e per Galliani era un gioco da ragazzi prendere i migliori giocatori in circolazione e portarli al Milan autoproclamandosi Condor o Imperatore del Mercato. Ma quando i soldi son venuti meno, per Galliani sono usciti fuori tutti i suoi limiti di dirigente mediocre ma di questo ne parlo più tardi. Tornando all’uomo Galliani, è innegabile come nel corso degli anni si sia costruito una reputazione di grande dirigente contando sull’amicizia di persone potenti e manipolando a proprio piacimento la stampa (la lista dei giornali che manipola e dei giornalisti che gli vanno dietro è lunghissima). Nessuno però menziona le figuracce da lui fatte nel corso degli anni: dalla notte dei Lampioni di Marsiglia al Caso Lentini fino a Calciopoli e  dai Casi Tevez-Pato e Thiago Silva–Ibra alla figuraccia fatta con la lite con Barbara, il nostro AD non si è fatto mancare proprio nulla, avesse avuto un minimo di dignità si sarebbe dimesso come avrebbe fatto qualsiasi persona, ma lui da vecchio uomo d’onore ha sempre preferito avere il potere piuttosto che avere un briciolo di dignità. Per questo motivo vorrei smontare (visto che nessuno lo fa) il mito di grande dirigente e grande persona che Galliani si è costruito nel corso degli anni:Persona arrogante e onnipotente come pochi, Galliani non ha mai accettato che qualcuno gli facesse delle critiche o domande scomode, non ha mai sopportato l’idea che in società ci fosse qualcuno che potesse contraddirlo o fargli notare qualche errore. E’ successo nel 1996, dove ha mandato via un allenatore come Capello che in 5 anni aveva vinto di tutto stabilendo record su record (tra cui i 4 scudetti vinti, le 58 partite senza sconfitte, il record di imbattibilità della difesa detenuto tutt’ora, le 3 finali di Champions consecutive) solo perché gli aveva fatto presente che dopo 9 anni di successi la rosa era logora e metà ne andava cambiata. E’ successo quest’anno con la campagna vergognosa fatta contro Seedorf preso contro la sua volontà e mettendogli contro i suoi amici della carta stampata solo perché a lui stava antipatico e riteneva il Milan una squadra costruita male da Galliani (e come dargli torto?). I suoi silenzi durante la gestione Seedorf  valevano più di mille parole, anche perché i risultati sul campo sono arrivati facendo 35 punti in 19 partite mettendolo ancor più in difficoltà, ed ancor oggi non si ha una spiegazione sull’esonero di Seedorf anche se non ci vuole molto per capire il perché è stato mandato via senza nemmeno dirgli un Grazie (al contrario del suo fidato Allegri).Galliani poi ha sempre parlato di eleganza e stile ritenendosi una persona elegante e rispettosa. Pretendeva eleganza e rispetto dalle critiche fattegli da Barbara Berlusconi sui suoi mercati fallimentari degli ultimi anni, però dimentica il modo in cui ha mandato via bandiere come Maldini (cui era stata anche promessa la poltrona di Vicepresidente da Berlusconi, e Galliani stesso ha posto il veto per ben 3 volte ad un suo ritorno in società), Ambrosini (ha giocato 18 anni nel Milan vincendo di tutto, mandato via come se non ci fosse mai stato) ed appunto Seedorf.Un grande dirigente si vede anche da come si comporta, il nostro Galliani quando si vince è sempre il primo ad apparire davanti le telecamere e prendersi i meriti, quando si perde invece è sempre il Primo a voltare le spalle al Milan abbandonando prima di tutti lo stadio senza apparire davanti le telecamere evitando cosi domande scomode. Un esempio lampante della sua arroganza è datato nell’estate 2012, dopo la cessione Ibra-Thiago Silva, quando un giornalista gli chiese di dare spiegazioni a noi tifosi dopo le prese in giro fatte per mesi, scappò via dicendo al giornalista di aver sbagliato domanda. Non è cosi che ci si dovrebbe comportare, un grande dirigente per ritenersi tale deve comportarsi prima di tutto da grande persona e Galliani non lo è visto che pensa solo a se stesso e non porta rispetto verso noi tifosi.Passo ora al campo lui tanto caro: il Calciomercato. Come già detto fin quando Berlusconi metteva i soldi per Galliani era un gioco da ragazzi prendere i migliori giocatori che c’erano ed autoproclamarsi Imperatore del Mercato; quando però Berlusconi ha deciso di non mettere più soldi i limiti di Galliani son venuti fuori in maniera evidente. Vero, Berlusconi non mette più soldi, ma quei pochi soldi che Galliani ha a disposizione li sfrutta malissimo. Un grande dirigente quando ha pochi soldi invece di stare a poltrire, organizza una rete di osservatori in tutto il Mondo a scovare quei giocatori che costano poco e si rivelano affari. Galliani però credendosi davvero un grande dirigente e pensando che i suoi modi di fare ai tempi di oggi siano ancora efficienti (le conoscenze prima di tutto poi le capacità), non fa nulla di tutto ciò allargando i suoi orizzonti a Forte dei Marmi o da Giannino affidandosi sui presidenti amici e procuratori amici (gente che mangia alle spalle del Milan) però così non vai da nessuna parte. I suoi mercati scellerati fatti di prestiti, parametri zero strapagati d’ingaggio, saldi di fine mercato e scarti di altre squadre strapagate stanno facendo sprofondare il Milan verso l’oblio del Calcio Italiano, Europeo e Mondiale. Certo, con questo metodo si sono presi Ibrahimovic, De Jong,  Kakà e Balotelli ma non sempre può andarti bene ed infatti con più facilità ti ritrovi pieno di giocatori scarsi ed imbarazzanti come nel restante 90% dei casi (esempi lampanti dei metodi scellerati di Galliani sono Oliveira, Matri, Niang, Traoré, Mesbah, Taiwo, Zaccardo, Onyewu, Emerson, Vilà, Constant, Salamon, Emanuelson, Viudez, Cardacio per tutto il resto basta andar su Google per vedere le campagne acquisti fatte da Galliani negli ultimi 7/8 anni).  Spesso e volentieri Galliani si ritrovava a giustificare i flop europei del Milan raccontando la favola dei fatturati, in quanto ormai in Champions vanno avanti solo le squadre che fatturano di più. Vero però Atletico Madrid e Borussia che fatturano molto meno  di quanto fattura il Milan hanno dimostrato che se vengono investiti bene i soldi facendo acquisti mirati puoi andare lontano in Europa.Galliani per giustificare i flop in Italia spesso si ritrovava a far statistiche secondo le quali noi dal 2008 al 2013 avevamo fatto più punti di tutti in Italia. Vero, ma alla fine conta chi vince e in quel lasso di tempo Inter e Juve hanno vinto più di noi. E sono proprio i risultati sul campo degli ultimi anni ad inchiodare Galliani. Proprio sul campo Galliani ha dimostrato di essere un dirigente mediocre, superato e finito, e  non c’è statistica che tiene. Spero di sbagliarmi, ma ho la sensazione che fino a quando ci sarà Galliani con i suoi deliri di onnipotenza parlare di innovazione, acquisti mirati e tornare competitivi sarà molto ma molto difficile. Guai però a farglielo notare, potrebbe dire che abbiamo sbagliato domanda oppure potrebbe sentirsi offeso e mandare a casa nostra una richiesta di buonuscita che va dai 40 ai 60 milioni di euro. Da vecchio uomo d’onore senza dignità qual è.Mario Guagliardi(Clan Rossonero)

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy