PAROLA AL TIFOSO – CHI INCARNA LO SPIRITO ROSSONERO?

PAROLA AL TIFOSO – CHI INCARNA LO SPIRITO ROSSONERO?

Parola al Tifoso (Fonte: pianetamilan.it)
Parola al Tifoso (Fonte: pianetamilan.it)
Per la rubrica, ampiamente dedicata ai supporter rossoneri, “Parola al tifoso”, oggi pubblichiamo la lettera di Marco Rossetti, appartenente al gruppo facebook ‘Milan finché vivrò sarò al tuo fianco‘:Il Milan degli Invincibili. Il Barcellona di Pep Guardiola. Cosa avevano in comune queste squadre? Aldilà della straordinaria serie di successi, ottenuti sui campi di tutto il mondo, avevano entrambe un’identità comune. Tutti i giocatori di queste due straordinarie rose, o perlomeno la maggior parte, hanno avuto modo di formarsi nelle officine di Milanello e nella Cantera di Barcellona. Giocatori che, abituati per anni a giocare sempre insieme, hanno avuto modo di forgiare un’identità ben precisa, un’idea, uno spirito che andava ben oltre la maglia, le partite, i trofei. Si parlava di stile Milan. Si parla, ancora oggi, di stile Barça.Ma oggi, chi è che a Milanello può veramente definirsi rossonero nel midollo, in ogni singola vena, in ogni singola fibra? Probabilmente nessuno. Da quando, ahinoi, c’è stata la diaspora delle nostre bandiere nell’estate del 2012 (cito in ordine sparso giocatori come Nesta, Gattuso, Seedorf, Inzaghi), nessuno ha avuto il coraggio di raccogliere il testimone, di lottare con fare da gladiatore su ogni pallone, di arringare la curva nei momenti del bisogno, di assumere la leadership di un gruppo che, complice il continuo stravolgimento e rimescolamento della rosa in ogni sede di mercato, attualmente non è molto differente da un gregge di pecore senza un pastore.A Milanello, oggigiorno, regna l’anarchia più assoluta. I giocatori non sono consapevoli del fatto che giocare nel Milan significa indossare la maglia di una squadra che ha dominato il palcoscenico del calcio mondiale per un quarto di secolo. Non sanno che il tifoso investe tempo e denaro per vedere una squadra in cui, purtroppo, nessuno (salvo le dovute eccezioni come i volenterosi Poli, Abate, Rami e De Jong) abbia la grinta di un Gattuso, o la correttezza morale di un Paolo Maldini o, ancora, l’etica del lavoro di Billy Costacurta. E in campo queste cose si notano. Il tifoso apprezza chi ci mette l’ anima, chi sputa il sangue, chi a fine partita ha una maglia madida di sudore. Siamo molto lontani dai tempi in cui tutti remavano nella stessa direzione, con un obiettivo comune, con una voglia di fare gruppo, di rappresentare un unicum, un qualcosa che andasse ben oltre il singolo match della domenica (bei tempi quando si giocava anche di mercoledì in giro per l’ Europa), che fosse un esempio, uno stile. Lo stile Milan.E cosa dovremmo aspettarci per il futuro? L’ augurio di tutti è che i giocatori attuali del nostro amato Milan capiscano che quella maglia, una volta conquistata, va onorata. Con il sudore. Con il sangue. Con la grinta. Con l’ adrenalina. Con la ferocia di un leone. Meglio se rossonero!Marco Rossetti

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