PAROLA AL TIFOSO – BERLUSCONI, COSA GLI E’ SUCCESSO? A MILANELLO QUALCUNO MENTE…

PAROLA AL TIFOSO – BERLUSCONI, COSA GLI E’ SUCCESSO? A MILANELLO QUALCUNO MENTE…

Parola al Tifoso (Fonte: pianetamilan.it)
Parola al Tifoso (Fonte: pianetamilan.it)
Per la rubrica, ampiamente dedicata ai supporter rossoneri, “Parola al tifoso”, oggi pubblichiamo la lettera di Mario Guagliardi, appartenente al gruppo facebook ‘Clan Rossonero‘:Un’altra partita con la Juventus è finita con una nostra sconfitta. Premetto che mi aspettavo l’esito negativo della sfida (anche se con un risultato peggiore), ma quella di sabato è stata la quinta sfida consecutiva persa contro la Juve. Una serie cosi negativa non capitava dal 1984, cioè 30 anni fa, ben 2 anni prima dell’inizio dell’era Berlusconi. Quindi, mai nell’era Berlusconi avevamo perso per ben 5 volte di fila in gare ufficiali contro i bianconeri, mai abbiamo passato 4 anni di stagioni di fila senza vincere nulla (al massimo 3 stagioni dal 1999/2000 al 2001/2002, poi dal 2002/2003 siam ripartiti alla grande). Ora, invece, non solo stiamo disputando la quarta stagione consecutiva fallimentare, ma all’orizzonte non c’è un progetto intelligente per tornare ad essere il MILAN!Non c’è niente di niente, si continuano con le prese in giro della società verso noi tifosi e con i mercati fatti di parametri zero strapagati, che riempiono la squadra di scarti e bolliti: un tempo a San Siro nemmeno un posto in tribuna potevano occupare. Ed è inutile illudere i tifosi con il progetto “giocatori italiani”, imposto da Berlusconi per tornare a vincere. Se qualcuno non lo sapesse, dal prossimo anno sarà obbligatorio che ciascuna squadra di Serie A abbia in rosa 4 giocatori cresciuti nel proprio settore giovanile ed almeno 8 giocatori cresciuti in settori giovanili di squadre italiane. Quindi, è normale che i rossoneri debbano avere un tot di giocatori italiani presenti in rosa, visto che abbiamo tanti stranieri.Tornando alla sfida di Torino contro la Juve, mi rattrista il solo pensiero che ormai siam diventati lo zimbello del calcio italiano. Persino dopo il pareggio siglato da Antonelli, i tifosi juventini erano convinti e sicuri di vincere. E pensare che un tempo, per qualsiasi tifoso avversario, sentire la parola Milan significava avere timore e sperare di portare a casa almeno un punto. Ora, invece, ci prendono in giro tutti. La sfida di Torino è stato l’emblema del nostro declino: giocare con un centrocampo formato da ex giocatori come Essien e Muntari, con il secondo nominato capitano, è stato un insulto all’intelligenza dei tifosi milanisti. Non si capisce perché si è tenuto in panchina un giovane 21enne come Suso, facendo giocare i due ghanesi imbarazzanti. Suso avrebbe fatto peggio? Incomprensibile anche la scelta di puntare su un Menez che non si reggeva in piedi, bruciando cosi il primo cambio dopo nemmeno 40 minuti. Come è incomprensibile la scelta di puntare su un Zaccardo fuori forma, che fino a domenica scorsa non aveva giocato un minuto, invece che Rami: sulla fascia destra aveva giocato un egregia partita nel derby. Tutte scelte incomprensibili che testimoniano come il nostro allenatore Inzaghi sia nel pallone, lo dimostra anche il fatto che non riesce più a tenere in pugno lo spogliatoio. L’esempio è la sostituzione di un pessimo Muntari per Bonaventura, invece dalla panchina gli hanno fatto cambiare idea, facendo uscire Poli. Lo scorso anno successe un caso analogo con il caso Montolivo, Seedorf non voleva farlo giocare, ma qualcuno gli impose il suo impiego. Dopo la partita si creò un caso internazionale che durò settimane, e al povero Seedorf ne vennero dette di tutti i colori, mentre ora nessuno ne parla con Inzaghi. Perché?Inoltre, fa rabbrividire il fatto che in  società siano comunque contenti della partita giocata a Torino contro la Juventus. Sono contenti che una Vecchia Signora, non in serata, ci abbia preso a pallonate. Persino Berlusconi pare essere soddisfatto con Inzaghi per l’atteggiamento avuto dalla squadra. Non ci credo per niente che sia cosi, visto che è stato capace di criticare anche Capello, quando vinceva solo uno a zero, per il poco spettacolo visto in campo; è stato capace di criticare Zaccheroni dopo uno scudetto vinto; è stato capace di criticare Ancelotti, minacciando di esonerarlo dopo aver vinto in rimonta un derby per 3-2; è stato capace di criticare Allegri dopo uno 0-0 in casa contro il grande Barcellona di Guardiola. Ed ora è soddisfatto del Milan di Inzaghi? Mi sembra strano. A mio modesto parere, due sono le spiegazioni: o in società hanno preso atto del ridimensionamento e si sono rassegnati, oppure Berlusconi è totalmente disinteressato e disinformato dei fatti che accadono a casa Milan, e viene informato male dai suoi uomini fidati (è risaputo che Galliani è un fenomeno nel scaricare le proprie colpe sugli altri e non ammette mai le proprie responsabilità. La polemica sulle linee parallele è stato un tentativo ridicolo per deviare l’argomento dal divario Juve-Milan. Per l’ad è stato un autogoal clamoroso).Tutt’oggi sentiamo dirigenti che giustificano il divario attuale con la Juve con il fatto che noi abbiamo più trofei internazionali, però in società i nostri dirigenti si sono dimenticati che in campo non ci vanno i trofei, e chi vive nel passato e pensa solo al passato, non avrà futuro. Questo è il caso del nostro amato Milan: una squadra senza futuro. Lo scorso anno, nell’assemblea dei soci, l’azionista Gatti fece presente a Galliani che i risultati ottenuti dalla squadra sono paragonabili al Milan di Farina dei primi anni 80. Galliani, rosso dall’imbarazzo e dalla vergogna, tentò di giustificarsi, tirando in ballo i soliti trofei vinti nell’era Berlusconi. Quest’anno, di fronte all’ennesima stagione disastrosa ed il fallimento del progetto (voluto da lui a tutti i costi) Inzaghi, che scusa userà? Basteranno i trofei vinti? Siamo una squadra senza futuro, con dirigenti imborghesiti che campano di rendita per i successi ottenuti e pensano solo al passato. Chi ci rimette siamo solo noi tifosi, che soffriamo impotenti e non vediamo la luce in fondo al tunnel. RIDATECI IL NOSTRO MILANMario Guagliardi 

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