Milan, De Bortoli: “Piatek? Ricorda un po’ Van Basten e un po’ Weah”

Milan, De Bortoli: “Piatek? Ricorda un po’ Van Basten e un po’ Weah”

Il giornalista Ferruccio De Bortoli, grande tifoso rossonero, ha parlato del derby tra Milan e Inter, soffermandosi in particolar modo su Krzysztof Piatek

di Salvatore Cantone, @sa_cantone

La Gazzetta dello Sport, in edicola questa mattina, ha pubblicato un’intervista al giornalista Ferruccio De Bortoli, grande tifoso rossonero: “Proprietà di Milan e Inter? Noi del Milan abbiamo preso una scorciatoia, una mulattiera quasi. I cugini invece hanno preso la vera via della Seta. Scaroni però è un buon presidente. Sento queste voci di investimento arabo: non vorrei che dopo la Scala scoppiasse anche questo problema. Non ho niente contro gli investimenti stranieri, ma la milanesità è un fattore da tener presente. Senza e”ccessi, caratterizza anche il tifo del derby”.

Un ricordo dei derby che furono?

“Berlusconi che aveva appena preso Gullit e mi racconta di Van Basten: vede una videocassetta, chiama Braida di notte e gli dice di ingaggiarlo. Pura letteratura legata al calcio. Mi ricordo anche di quando Agnelli diceva: purtroppo voi avete Rijkaard, una furia. Noi possiamo vivere di storie, come dice Galliani. Speriamo di riuscire a superare presto questa fase”

Gattuso le piace?

“E’ l’immagine dell’immigrato che vuole sembrare più milanese degli altri. Ha grinta, senso del dovere. Funziona. Se si costituirà un gruppo italiano, un blocco che si senta parte della nostra storia, faremo davvero un grande passo avanti”,

Il sindaco Sala insiste per uno stadio unico, un San Siro rinnovato.

“Non ha torto, ma servono strutture moderne. Non a caso ormai i due club di Milano puntano su stadi non enormi, vicini e che vivano tutta la settimana. Non si può prescindere da questo. Chi compra Milan o Inter compra questo: un marchio, oltre che una squadra. San Siro fa parte del nostro immaginario collettivo”.

La città cresce, cresce anche il calcio, piano piano?

“Rivera e Mazzola sono lontani, ma fanno parte della nostra eredità. Romagnoli ricorda Maldini e Nesta, in Bakayoko rivedo qualcosa di Rijkaard, e Piatek non è uguale a nessuno, niente paragoni, ma ricorda un po’ Van Basten e un po’ Weah”. Calhanoglu, intanto, ha confessato di essere rimasto stupito da un giocatore. Continua a leggere >>>

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