PROFILING BEE TAECHAUBOL – VUOLE IL MILAN, MA QUANTI PUNTI OSCURI SU MISTER MILIARDO

PROFILING BEE TAECHAUBOL – VUOLE IL MILAN, MA QUANTI PUNTI OSCURI SU MISTER MILIARDO

Bee Taechaubol, fonte foto eurosport.yahoo.com
Bee Taechaubol, fonte foto eurosport.yahoo.com
Si chiama Bee Taechaubol, è thailandese, e sta cercando di portare avanti una scalata al Milan che a dir poco si potrebbe definire clamorosa.
Secondo quanto riporta gazzetta.it, ci sono diversi punti oscuri però, intorno a questo ingegnere-imprenditore che vorrebbe riportare, secondo quanto ha dichiarato, il Milan agli antichi fasti.
LA FRASE – Innanzitutto una frase che il buon Mister B. (il suo soprannome) avrebbe riferito a Cannavaro qualche mese fa: “Il Milan chiede 900 milioni, io tutti questi soldi non li ho”.  Voleva troppo Berlusconi per cedere il proprio gioiello, la propria creatura. Barbara in tempi non sospetti si è lasciata scappare che “300 milioni rappresentano il 30% del Milan”. In definitiva per acquistare tutto il pacchetto, ci vuole un miliardo. Ed è questa la cifra che Mister B. dice di aver offerto, cosa che se fosse vera, potrebbe davvero far traballare la dirigenza di Via Aldo Rossi.
 I LATI OSCURI – La Thai Prime, di proprietà di questo imprenditore thailandese, sponsorizza il Global Legends Series, organizzatrice di partite di beneficenza delle vecchie glorie in giro per il mondo, tra cui anche il nostro Cannavaro. Probabilmente i soldi ci sono, ma forse non così tanti da poter affrontare una spesa enorme e così alta. E da quello che trapela, pare che Taechaubol non sia poi così ricco, dato che fa capo ad un gruppo finanziario non molto grande, con un fatturato poco più alto del miliardo, che ha come attività principale quella di acquistare delle società in forte crescita tramite fondi di terzi finanziatori, per venderle successivamente quando il valore è aumentato considerevolmente. In questo contesto, il Milan non sembra avere i requisiti giusti per un tale investimento.
QUALI GARANZIE? – Altro punto oscuro. Il 22 gennaio la Sec, la Consob thailandese, ha accusato la Thai Prime e il suo Ceo di “unfair treatment among EIC shareholders”, ossia di trattamento iniquo tra gli azionisti della Eic, un’azienda pubblica thailandese. Successivamente, una commissione nominata al giudizio del caso, ha stabilito che mister Bee ha effettivamente violato le regole. Ci si può fidare davvero? Si attendono sviluppi.
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