MILAN – BALOTELLI BIS, #3MOTIVI PER ESSERE PRO O CONTRO

MILAN – BALOTELLI BIS, #3MOTIVI PER ESSERE PRO O CONTRO

Mario Balotelli, fonte foto acmilan.com
È ufficiale: Mario Balotelli è tornato al Milan con la formula del prestito (e con metà ingaggio pagato dal Liverpool).Una scelta rischiosa, dovuta al fatto di essere stato messo fuori rosa da mister Rogers e di ritrovare la continuità necessaria per sperare in una convocazione in Nazionale, in vista del prossimo Europeo di Francia. Il ritorno in rossonero dell’attaccante bresciano ha dei pro e dei contro; a suo favore ci sono motivi economici – come accennato poco fa il Milan pagherà solo metà del suo stipendio – e numerici.Nei primi sei mesi si rivelò decisivo per la qualificazione ai preliminari di Champions League (12 gol in 13 partite del girone di ritorno), anche a causa del calo atletico di El Shaarawy, e la stagione seguente (8° posto e sostituzione di Allegri con Seedorf) fu forse il meno peggio della rosa, segnando 14 reti in 30 gare. Un altro vantaggio di avere in squadra Balotelli è la presenza di Sinisa Mihajlovic come allenatore, che lo metterebbe in riga da eventuali leggerezze fuori dal campo e in allenamento (ne sa qualcosa Stefan Okaka, cacciato dal ritiro doriano lo scorso gennaio dopo un diverbio con l’allenatore).Allo stesso tempo emergono perplessità sul nuovo arrivo; il primo è dovuto alla storia recente del Milan. Non è la prima volta che un ex milanista ritorna alla base dopo esperienze all’estero: il primo fu Donadoni nel 1997, dopo l’esperienza americana al Metrostars, seguito da Shevchenko (estate 2008, scaricato dal Chelsea) e Kaká (lasciò il Real Madrid 2013 per ritrovare continuità e sperare in una convocazione in Nazionale), e in tutti e tre i casi si è trattato di scelte errate, dovute principalmente all’età (tutti over 30).Nelle seconde esperienze rossonere l’unico che si tolse qualche soddisfazione fu Donadoni (campione d’Italia nel 1999 con 9 presenze), Sheva disputò 18 partite senza andare a segno (gli unici 2 gol della stagione li siglò in Coppa Italia contro la Lazio e in Coppa UEFA contro lo Zurich) mentre Kakà è tornato in una delle peggiori stagioni degli ultimi 17 anni, finita con l’esclusione dalle coppe europee. Se invece rimaniamo in ambito italiano l’altro ritorno amaro è quello di Gullit: ceduto alla Sampdoria del 1993 (vittoria in Coppa Italia e un ottimo 3° posto in campionato) tornò al Milan l’estate successiva, ma la seconda esperienza si rivelò breve e deludente (soprattutto per i contrasti avuti con Capello), tornando a Genova dopo appena 5 mesi.Altri motivi che rendono scettici il ritorno di Balotelli in Italia sono legati all’aspetto tattico, visto che ha le stesse caratteristiche di Bacca (è un attaccante centrale, diventerebbe così un doppione), ma soprattutto alla reazione di tutte le tifoserie che ancora ricordano quello che scrisse su Instagram subito dopo l’eliminazione dell’Italia dallo scorso Mondiale («Gli africani non scaricherebbero mai un loro “fratello”. MAI. In questo noi negri, come ci chiamate voi, siamo anni luce avanti»).Insomma, un acquisto molto rischioso che rischia di creare più problemi che certezze. Speriamo che il tempo smentisca queste previsioni. Stefano Sette

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