HONDA E MENEZ: LA CARICA DEI TREQUARTISTI

HONDA E MENEZ: LA CARICA DEI TREQUARTISTI

Keisuke Honda e Jeremy Menez esultano - fonte www.quotidiano.net
Keisuke Honda e Jeremy Menez esultano – fonte www.quotidiano.net

Il pirotecnico pareggio di Empoli ha sicuramente lasciato tanta amarezza nell’ambiente Milan ed ha confermato diversi interrogativi tecnico-tattici relativi alla fase difensiva e alla costruzione del gioco. È innegabile che, dalla cintola in giù, la squadra debba migliorare (e tanto) velocemente per poter ambire a traguardi ambiziosi; tuttavia in fase offensiva, le notizie positive per mister Inzaghi non mancano di certo: buone trame in velocità, facilità nel creare occasioni e nell’andare in rete.

Due dei principali artefici di questa ritrovata freschezza offensiva sono senza dubbio Keisuke Honda e Jeremy Menez. Le tre reti a testa in questo inizio di campionato, unite a tanta qualità e tanta corsa, rappresentano il biglietto da visita con cui i nuovi trequartisti si sono presentati ai tifosi rossoneri. Un po’ più centrocampista Honda, un po’ più attaccante Menez, insieme stanno formando una coppia molto efficace e sono una delle note più positive di questo inizio di stagione.

Anche in quel di Empoli, i due non hanno per nulla deluso: Honda ha realizzato, dopo una finta di corpo molto pregevole, il gol del pareggio mentre Menez, soprattutto quando ha giocato in mezzo nella linea dei tre alle spalle di Torres, è sembrato a tratti incontenibile dando sempre l’impressione che, da una sua giocata o da una sua accelerazione, potesse scaturire un pericolo per la difesa avversaria. Splendida (e sfortunata allo stesso tempo) la traversa colpita con un tiro “da biliardo” da fuori area, su un altrettanto pregevole assist del Nino. Falso nueve o trequartista vero, per il Menez attuale non c’è alcuna differenza: gol, tecnica ma anche tanta corsa sono diventati il suo marchio di fabbrica. Il modulo voluto da Inzaghi richiede un grandissimo sforzo da parte dei trequartisti (o attaccanti esterni) anche in fase di non possesso e i due stanno ripagando in pieno la fiducia del mister anche sotto questo punto di vista. Al momento non hanno ancora sbagliato una partita e Inzaghi, a ragion veduta, non rinuncia mai a loro nonostante le diverse alternative di qualità a sua disposizione.

Accolto con un po’ di diffidenza, forse anche a causa del suo status da svincolato, Jeremy Menez sta confermando in rossonero quei lampi di classe già fatti intravedere sia a Roma che, in patria, con il PSG. Il suo punto debole è sempre stato mantenere la continuità ad alti livelli ma la speranza di tutti è che, grazie a una naturale maturazione psico-fisica e a due anni di studio presso il Liceo Artistico Zlatan Ibrahimovic (uno dei più prestigiosi del mondo), il talento francese possa definitivamente consacrarsi nell’élite del calcio italiano ed europeo.

Dal canto suo, Honda, sembra essere il fratello gemello del giocatore spaesato e impacciato della scorsa stagione. Arrivato tra la curiosità generale, il giapponese ha faticato a integrarsi immediatamente nella realtà rossonera ed italiana. Le cause sono state molteplici: diversità di lingua, di abitudini e di cultura quelle strettamente legate all’ambientamento; la mancata preparazione fisica (al momento del suo arrivo a Milano Honda aveva appena finito di giocare la Russian Premier League) la principale causa legata al campo. Dopo un mondiale in chiaro scuro, il giapponese si è ripresentato a Milanello per riprendere la preparazione e, con il passare degli allenamenti e delle amichevoli estive, ha guadagnato sempre più posizioni nella gerarchia dell’attacco rossonero. Da sempre stimato anche per la sua serietà, Honda sta dimostrando di essere un giocatore vero e non solamente un fenomeno mediatico acquistato per vendere magliette in estremo oriente. In questo Milan e in questa Serie A Keisuke ci sta benissimo, anche perché sta dimostrando di unire qualità e quantità ad un sorprendente fiuto del gol.

Keisuke & Jeremy sono diventati, ad oggi, indispensabili mentre solo pochi, appena un mese fa, avrebbero scommesso un solo euro sul loro rendimento. Tutti noi, mister Inzaghi compreso, ci auguriamo che continuino così con l’ambizione di iscriversi alla lunga lista dei grandi trequartisti della storia del Milan.

Gaetano De Pippo

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