Panchina Milan – Conte: carriera, aneddoti, ‘fisse’ e..Mourinho

Panchina Milan – Conte: carriera, aneddoti, ‘fisse’ e..Mourinho

Chi sarà il prossimo allenatore del Milan? Antonio Conte è il sogno dei rossoneri. Ecco chi è, cosa ha vinto, come gioca e cosa dicono lui. Aforismi, dichiarazioni e curiosità sull’ex allenatore di Juventus e Chelsea

di Redazione
Antonio Conte, la scheda: curiosità, aneddoti e cosa dicono di lui

Attenzione a dare per svanito il sogno-Conte, fino all’ultimo. Il Milan fa pretattica, ma sotto sotto continua a coltivare due speranze: la Champions League e Antonio Conte. Strada difficilissima, ma nulla è impossibile. Il Milan a livello di organico e di progetto è molto più indietro rispetto ad altre squadre, ma l’ex allenatore di Juventus e Chelsea è stato chiaro: “Amo le sfide e voglio incidere, a modo mio. Cerco un progetto vincente, in cui abbia carta bianca”, ha detto l’ex ct dell’Italia, accostato a Juventus, Inter, Manchester United e Milan per il post-Gattuso. Questa la carriera, le curiosità e cosa dicono gli altri di Antonio Conte. Senza dubbio, un vincente:

“Chi vince scrive, chi arriva secondo ha fatto un buon campionato ma non ha fatto la storia”

 

 

LA SCHEDA

Nome: Antonio Conte
Luogo e data di nascita: Lecce, 31 luglio 1969
Altezza: 178 cm
Peso: 73 kg

CARRIERA DA CALCIATORE

Lecce

E’ cresciuto nella squadra della sua città con cui debutta in Serie A il 6 aprile 1986 a soli 16 anni e 8 mesi in Lecce-Pisa 1-1. Nel 1987 si frattura la tibia della gamba destra, l’infortunio mette in pericolo la sua carriera agonistica. Nella stagione 1988-1989 ritorna in campo alla grande e segna anche il suo primo gol in Serie A contro il Napoli l’11 novembre 1989 in un match vinto 3-2 dai partenopei. In sette stagioni con i giallorossi, colleziona in totale 99 presenze e 1 gol.

Juventus

Nel mercato dell’autunno 1991 viene acquistato dalla Juventus per 7 miliardi di lire. Il 17 novembre, decima giornata di Serie A, debutta con la sua nuova squadra nella vittoria per 1-0 nel derby di Torino, entrando nel finale al posto di Totò Schillaci. Nel 1992-1993 diventa titolare inamovibile e il 16 settembre festeggia con un gol il suo esordio assoluto in Europa, in Coppa UEFA, nel 6-1 dei bianconeri contro l’Anorthosis. Il 10 aprile 1993 decide con la sua unica doppietta in carriera, primi gol in Serie A con la Juve, il derby della Mole vinto per 2-1. Il suo primo trofeo in tredici stagioni in bianconero è proprio la Coppa UEFA, vinta proprio in quella stagione. Gli altri saranno, a livello nazionale, ben cinque scudetti, una Coppa Italia e quattro Supercoppe italiane e, a livello internazionale, una Coppa Intertoto, ma soprattutto la Champions League, a Roma il 22 maggio 1996, ai rigori contro l’Ajax. E’ stato capitano della Vecchia Signora dal 1996 al 2001, grado guadagnato grazie a Marcello Lippi e poi perso sempre per decisione di Lippi, col quale ha avuto pesanti dissidi durante la prima avventura sulla panchina bianconera del tecnico viareggino. Conte si ritira al termine della stagione 2003-2004, con la Juventus, ha totalizzato 295 presenze e 29 gol in Serie A, in totale 418 presenze e 43 gol.

Nazionale

Ha esordito in azzurro con Arrigo Sacchi il 27 maggio 1994 nell’amichevole premondiale contro la Finlandia, poi viene selezionato per il Mondiale del 1994 nel quale disputa i quarti contro la Spagna e la semifinale con la Bulgaria. Non partecipa a Euro 1996 in Inghilterra a causa di un infortunio subito poche settimane prima nella finale di Champions League. Col ct Cesare Maldini perde la Nazionale ma la ritrova con Dino Zoff, sotto la cui guida partecipa a Euro 2000 in cui l’Italia arriva in finale. In azzurro ha totalizzato 20 presenze e 2 gol.

 

CARATTERISTICHE DA CALCIATORE

Sul campo è stato un combattente forte fisicamente, non eccelso sotto l’aspetto tecnico ma abile nell’inserirsi a sorpresa in area di rigore per concludere a rete, tanto da segnare in Serie A 30 gol spesso e volentieri decisivi. Il suo ruolo originale era quello di centrale di centrocampo ma nella zona mediana è stato anche in grado di coprire più ruoli.

 

CARRIERA DA ALLENATORE

Siena e Arezzo

Nel 2005 inizia la carriera in panchina come vice di Luigi De Canio al Siena in Serie A. Nella stagione successiva è lui l’allenatore dell’Arezzo, in Serie B, ma con la squadra ultima in classifica e penalizzata di 6 punti per Calciopoli viene esonerato il 31 ottobre 2006, poi viene richiamato il 13 marzo 2007, fa 24 punti nelle ultime 10 partite ma non evita la retrocessione: a punti pieni la squadra toscana si sarebbe salvata.

Bari

Il 28 dicembre 2007 diventa allenatore del Bari in Serie B dopo le dimissioni di Giuseppe Materazzi e la squadra si salva comodamente. Nel 2008-2009 vincendo il campionato cadetto riporta in Serie A i galletti dopo otto anni. Il 2 giugno accetta inizialmente il rinnovo del contratto ma dopo tre settimane lo rescinde consensualmente con la società.

Atalanta

Il 21 settembre 2009 approda in Serie A all’Atalanta al posto dell’esonerato Angelo Gregucci, venendo espulso all’esordio per proteste. Dopo aver collezionato 13 punti in 13 partite si dimette il 7 gennaio 2010 dopo la sconfitta casalinga col Napoli.

Ritorno al Siena

Il 23 maggio 2010 torna al Siena in Serie B e nella stagione 2010-2011 porta i toscani al secondo posto e alla sua seconda personale promozione in Serie A.

Juventus

Il 31 maggio 2011 torna alla Juventus, sulla panchina della squadra di cui da calciatore è stato una delle bandiere. Alla prima stagione vince subito lo scudetto terminando il campionato 2011-2012 senza sconfitte, l’unica gara persa è nella finale di Coppa Italia per 2-0 contro il Napoli del 20 maggio 2012. Nelle due stagioni successive vince altri due scudetti e due Supercoppe italiane, la prima contro il Napoli per 4-2 l’11 agosto 2012 a Pechino, la seconda contro la Lazio per 4-0 il 18 agosto 2013 all’Olimpico di Roma. Il suo terzo scudetto lo vince con 102 punti, record europeo, e con 19 vittorie casalinghe su 19 partite. Il 19 maggio 2014 la Juventus annuncia che Conte siederà sulla panchina bianconera anche per la stagione successiva, ma il 15 luglio, a ritiro estivo iniziato, Conte si dimette, lasciandosi malino con il presidente Andrea Agnelli. In particolare, fece discutere la sua frecciata al club bianconero, reo di non investire abbastanza sul mercato: “Con 10 euro non si mangia in un ristorante da 100“. Allora Conte non riteneva possibile portare quella squadra, con quelle risorse, a un livello più alto e a puntare la Champions League (cosa che però negli anni successivi riuscì con Allegri, con due finali di Champions in tre anni. Tutte perse)

Italia

Il 14 agosto 2014 firma un contratto biennale fino al 31 luglio 2016 con la FIGC col doppio incarico di commissario tecnico della Nazionale italiana e di coordinatore delle squadre giovanili azzurre. Il 4 settembre esordisce sulla panchina dell’Italia con una vittoria, sconfiggendo 2-0 in amichevole i Paesi Bassi. Si qualifica per la fase finale di Euro 2016 in Francia dove vince il proprio girone e poi negli ottavi di finale guida gli azzurri alla vittoria contro la Spagna per 2-0 ma poi l’Italia viene eliminata nei quarti ai rigori dalla Germania. Il suo totale di presenze sulla panchina azzurra è di 25.

Chelsea

Il 14 luglio 2016, dodici gorni dopo l’eliminazione dagli Europei, viene ufficializzato quale nuovo tecnico del Chelsea. Subito alla prima stagione coi Blues vince la Premier League e arriva in finale di FA Cup dove però viene battuto dall’Arsenal nel classico derby londinese. Nella stagione 2017-2018 i Gunners battono ancora il Chelsea nel Community Shield, i Blues vengono eliminati negli ottavi di Champions League fallendo la qualificazione all’edizione successiva poiché in campionato finiscono quinti. La vittoria in FA Cup per 1-0 contro il Manchester United non ricuce i rapporti ormai tesissimi tra la società e Conte che il 13 luglio 2018 viene esonerato.

VIDEO – CHELSEA CAMPIONE, I GIOCATORI ESALTANO CONTE

 

COME GIOCANO LE SUE SQUADRE

Dotato di carisma e personalità, ha cominciato utilizzando stabilmente il modulo 4-2-4. Ma negli anni seguenti ha cambiato spesso gli schemi smentendo chi lo definiva un “integralista”. I moduli che ha usato sono stati ugualmente offensivi, come per esempio il 4-3-3 e il 3-4-3, oppure più coperti come il 3-5-2 e il 3-5-1-1. In particolare, il 3-5-2 è il suo marchio di fabbrica, fatto con intensità, schemi offensivi e difensivi. Le sue squadre sono organizzate e complete, senza troppi punti deboli.

VIDEO – CONTE: “IL MIO FUTURO? A CASA..”

 

CURIOSITA’

Ha vinto il premio Panchina d’argento nel 2008-2009 per la promozione del Bari in Serie A e la Panchina d’oro nelle stagioni dei tre scudetti con la Juventus, più un’edizione speciale di quest’ultimo premio nel 2016-2017. Ai Globe Soccer Awards è stato nominato miglior allenatore dell’anno nel 2013.

E’ diventato Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana il 12 luglio 2000.

Ha scritto insieme ad Antonio Di Rosa il libro “Testa, cuore e gambe” pubblicato da Rizzoli nel 2013.

VIDEO – CONTE E QUEL SIPARIETTO COL TRADUTTORE

 

IPSE DIXIT

“Chi vince scrive, chi arriva secondo ha fatto un buon campionato ma non ha fatto la storia”.

“È il campo quello che parla e da sportivo l’unica mia preoccupazione è trasferire questo pensiero ai calciatori”.

“Ero un calciatore indomito ma leale, non ho mai aizzato nessuno, meno che mai il tifoso juventino che ha sempre partecipato con sportività ed entusiasmo, accettando sempre il verdetto del campo”.

“Impossibile essere vincenti senza essere antipatici, almeno in Italia. Le gelosie e le invidie sono inevitabili, soprattutto ad alti livelli. Non succederà mai, difficile vedere un vincente simpatico”.

“La mia storia calcistica parla chiaro. Ho sempre dimostrato integrità e onestà, da calciatore e tecnico. Lo si può chiedere ai miei compagni, ai miei calciatori e agli avversari. Io voglio assolutamente vincere, spesso andando al di là delle mie possibilità, e cerco sempre di trasferire i miei valori ai miei calciatori. Ho subìto un’aggressione coi bastoni davanti a mia figlia, a causa della mia integrità. Questo sono io, per chi non mi conoscesse”.

“Non ho mai pensato di essere un grandissimo giocatore mentre ho sempre saputo che sarei diventato un allenatore. Già da Lecce quando giocavo nella primavera e allenavo la squadra di mio fratello. Era una vocazione. Sono portato a dare un indirizzo. Un metodo. Indicare una squadra. Prendere le decisioni”.

“Più vai in vetta e più sono forti le folate di vento”.

“Preoccupiamoci di fare le cose che noi conosciamo, di farle nel migliore dei modi, con l’intensità giusta, con la cattiveria giusta, con l’umiltà giusta e con la voglia di fare fatica, questa è la cosa più importante”.

“Quando si giocano sette partite in un mese e vuoi giocarle ad alti livelli, ti devi preparare molto bene. Non ho mai visto nessuno andare a mille all’ora in partita e a cento durante l’allenamento. Il giocatore capisce che tutto è organizzato per il suo bene. Sul momento fa fatica, ma quando vede i frutti è contento. Con il sorriso dal campo di allenamento non è mai uscito nessuno anche ai miei tempi”.

“Quanto incide un allenatore? Un tecnico deve intraprendere una strada, tracciare un percorso portando gioco, organizzazione e cercando di portare competenze adeguate. Detto questo l’allenatore è nulla se non trova la disponibilità dei calciatori”.

 

DICONO DI LUI

“Da calciatore era duttile e intelligente. Una forza della natura nella fase difensiva e in quella offensiva: non è un caso che sia diventato allenatore. Giocando in mezzo capisci meglio le dinamiche di tutti i reparti”. (Giovanni Trapattoni)

 

“A Conte piace quando la sua squadra riesce a mostrare superiorità nei confronti dell’avversario. Con questa mentalità i giocatori si sentono liberi di giocare e di esprimersi al meglio. È il modo migliore per esprimere le proprie caratteristiche, per far emergere il proprio talento”. (Rafael Benítez)

 

“È bravo, dà equilibrio e organizzazione alla squadra, ed è decisivo quanto uno che in campo fa le rovesciate e la mette dentro […]. Conte è un animale da campo”. (Daniele De Rossi)

 

“È un fenomeno. È l’allenatore dell’intensità. Lui guida uomini, non primedonne. Ti tiene sulla corda senza sosta perché ritiene che sia la strategia migliore per ottenere sempre il massimo”. (Angelo Ogbonna)

 

“Ha avuto un peso decisivo. Non sapevamo quanto fosse bravo come allenatore. Infatti non è bravo, è proprio un fuoriclasse. Spero che rimanga con noi per tutta la sua carriera”. (Pavel Nedved)

 

“Sembra Al Pacino in ‘Ogni maledetta domenica’: le sue parole alla squadra hanno gasato anche me”. (Gennaro Gattuso)

 

“Vive in maniera totalizzante la propria esperienza, è un uomo vero che indossa al meglio i colori del proprio club”. (Aurelio De Laurentiis)

 

“Cura molto i particolari, dà certezze di copertura e di uscita che sono fondamentali per noi difensori, soprattutto per chi come me non ha i piedi così vellutati”. (Davide Astori)

 

“È un allenatore che vuole lavorare molto sul campo, vuole trasmettere unione in campo. Più ha tempo a disposizione con i suoi giocatori e più ci riesce”. (Alessandro Del Piero)

 

“È un duro, ma per me è un fenomeno. Mi ha sorpreso molto, per lui ogni partita è una finale, vuole sempre vincere, non si accontenta mai. È un maniaco del lavoro, ma poi i risultati si vedono in campo”. (Carlos Tevez)

 

“È un grandissimo allenatore. Io ne ho avuti tanti, ma nessuno così meticoloso nel lavoro e bravo a spiegare le cose. Dal punto di vista tattico e didattico è perfino più bravo di Ancelotti e Lippi, che pure hanno tante qualità. […] Conte è un talento della panchina”. (Andrea Pirlo)

 

“I meriti del nostro allenatore per questi due anni e mezzo di percorso sono incredibili e non si sa, fino a quando non ci sarà una controprova, quale sia stato effettivamente il suo merito e quali i meriti nostri. È stato bravissimo a saperci stimolare, pungolare, ad averci dato un gioco e un’identità molto precisa”. (Gianluigi Buffon)

 

“Io non sono mai stato un estimatore della Juventus: grandi giocatori, ma gioco abbastanza insufficiente o poco armonioso, poco moderno. Ma credo che questa Juventus, quella di Conte, sia la più bella che io mi ricordi e me ne ricordo tante, purtroppo. Anche più bella di quella di Lippi: è molto più armoniosa, è una squadra che conosce tutto del calcio. Vedi questa Juventus e ti sembra che il calcio sia la cosa più semplice del mondo”. (Arrigo Sacchi)

 

“L’allenatore più forte che ho avuto. È stato il mio maestro. Sa come si parla ai giocatori, sa come si tira fuori il massimo e tatticamente ti spiega tutto nel dettaglio. Lui è allenatore, preparatore atletico e psicologo”. (Simone Pepe)

 

“Mi piaceva già da giocatore, tanto che lo volevo comprare ai tempi del Foggia, e mi piace adesso da allenatore, perché dove è andato è sempre riuscito a trasmettere una forte mentalità abbinata a una precisa cultura del gioco”. (Zdenek Zeman)

 

“Non è stato un allenatore per me. È stato il mio allenatore. Punto. Certo, ce ne sono anche molti altri, ma se devo ricordarne uno dico lui, per tutto quello che mi ha permesso di fare. È un vincente, un insegnante di calcio”. (Paolo De Ceglie)

 

“Un allenatore bravissimo. L’ho capito vedendo la sua squadra, si vede la mano del tecnico, la sua firma. È una squadra omogenea, unita: si vede anche dal linguaggio corporale dei giocatori, lasciano poco spazio, atteggiamento difensivo di grande qualità, ma anche fantasia nel creare gioco offensivo. E poi mi piace il suo temperamento in campo: si agita molto più di me. È più italiano di me…” (Jupp Heynckes)

 

“Un tecnico con le idee chiare. Magari non complicatissime, ed è una fortuna, ma molto efficaci. Soprattutto è un martello. E di solito la combinazione tra l’avere le idee chiare ed essere un martello, risulta vincente. La cosa che più mi ha colpito è stata la capacità di trasmettere in modo sincero e genuino il suo senso di appartenenza, la juventinità, che unita all’effetto stadio ha creato una miscela esplosiva. È da tanto che non vedevo un rapporto così intenso”. (Gianluca Vialli)

 

“Uno che cerca di migliorarti, da tutti i punti di vista”. (Mirko Vučinić)

 

LA POLEMICA CON MOURINHO

A gennaio 2018 Antonio Conte e Josè Mourinho si sono resi protagonisti in un lungo e insistito botta e risposta polemico a distanza. A provocare fu l’allora allenatore del Manchester United: “Solo perché non mi agito come un pagliaccio in panchina non vuol dire che ho perso la passione”, disse il portoghese riferendosi fra le righe a Conte. Pronta la risposta: “Credo che dovrebbe guardare com’era in passato, penso abbia parlato di sé. Forse ci si dimentica ciò che si è detto in passato e come ci si è comportati e penso si tratti di demenza senile, quando si scordano facilmente le cose passate”.

La seconda frecciata di Mourinho non si fa attendere: “Io non me la prendo con lui. Le mie parole gli sono state riportate male e la domanda non gli è stata fatta nel modo giusto. Ecco perché la sua reazione è stata esagerata. Io parlavo di ‘atteggiamenti da clown’ riferendomi a me stesso. Non serve che lui mi ricordi che ho commesso degli errori e che ne commetterò altri. Però posso dire che io non sarò mai squalificato per calcioscommesse“, ha spiegato Mourinho, facendo riferimento alla squalifica che la giustizia sportiva italiana ha inflitto a Conte nel 2012 per omessa denuncia.

La chiusa di Conte è netta:  “Quando una persona offende e insulta è una persona piccola, un piccolo uomo. E lui è un piccolo uomo, lo conosciamo bene anche per il passato ed è sempre lo stesso.United-Chelsea sarà l’occasione per chiarire da soli in una stanza”.

VIDEO – CONTE: “NON DIMENTICHERO’ LE PAROLE DI MOURINHO”

 

STATISTICHE DA CALCIATORE

1985-1986 Lecce

Serie A: 2 presenze 0 gol

1986-1987 Lecce

Coppa Italia: 2 presenze 0 gol

1987-1988 Lecce

Serie B: 3 presenze 0 gol

Coppa Italia: 2 presenze 0 gol

1988-1989 Lecce

Serie A: 19 presenze 0 gol

Coppa Italia: 2 presenze 0 gol

1989-1990 Lecce

Serie A: 28 presenze 1 gol

Coppa Italia: 1 presenza 0 gol

1990-1991 Lecce

Serie A: 28 presenze 0 gol

Coppa Italia: 3 presenze 0 gol

Luglio-novembre 1991 Lecce

Serie B: 9 presenze 0 gol

Novembre 1991-1992 Juventus

Serie A: 14 presenze 0 gol

Coppa Italia: 6 presenze 0 gol

1992-1993 Juventus

Serie A: 31 presenze 2 gol

Coppa Italia: 6 presenze 0 gol

Coppa UEFA: 10 presenze 1 gol

1993-1994 Juventus

Serie A: 32 presenze 4 gol

Coppa Italia: 1 presenza 0 gol

Coppa UEFA: 8 presenze 0 gol

Nazionale: 3 presenze 0 gol

1994-1995 Juventus

Serie A: 23 presenze 1 gol

Coppa Italia: 4 presenze 0 gol

Coppa UEFA: 5 presenze 2 gol

Nazionale: 2 presenze 0 gol

1995-1996 Juventus

Serie A: 29 presenze 5 gol

Coppa Italia: 2 presenze 0 gol

Champions League: 9 presenze 2 gol

Supercoppa italiana: 1 presenza 0 gol

Nazionale: 1 presenza 0 gol

1996-1997 Juventus

Serie A: 6 presenze 0 gol

Coppa Italia: 1 presenza 1 gol

Champions League: 3 presenze 0 gol

Nazionale: 2 presenze 0 gol

1997-1998 Juventus

Serie A: 28 presenze 4 gol

Coppa Italia: 6 presenze 1 gol

Champions League: 9 presenze 0 gol

Supercoppa italiana: 1 presenza 1 gol

1998-1999 Juventus

Serie A: 30 presenze 4 gol (compreso spareggio Coppa UEFA)

Coppa Italia: 2 presenze 0 gol

Champions League: 6 presenze 3 gol

Nazionale: 5 presenze 1 gol

1999-2000 Juventus

Serie A: 28 presenze 4 gol

Coppa Italia: 2 presenze 1 gol

Coppa Intertoto: 4 presenze 1 gol

Coppa UEFA: 4 presenze 1 gol

Nazionale: 7 presenze 1 gol

2000-2001 Juventus

Serie A: 21 presenze 2 gol

Coppa Italia: 2 presenze 1 gol

Champions League: 5 presenze 0 gol

2001-2002 Juventus

Serie A: 20 presenze 1 gol

Coppa Italia: 5 presenze 0 gol

Champions League: 4 presenze 0 gol

2002-2003 Juventus

Serie A: 18 presenze 1 gol

Coppa Italia: 2 presenze 0 gol

Champions League: 7 presenze 0 gol

2003-2004 Juventus

Serie A: 16 presenze 1 gol

Coppa Italia: 4 presenze 0 gol

Champions League: 4 presenze 0 gol

 

STATISTICHE DA ALLENATORE

2006-2007 Arezzo

Serie B: 24 partite, 8 vinte 8 pareggiate 8 perse

Coppa Italia: 3 partite, 1 vinta 2 pareggiate 0 perse

Gennaio-giugno 2008 Bari

Serie B: 23 partite, 9 vinte 6 pareggiate 8 perse

2008-2009 Bari

Serie B: 42 partite, 22 vinte 14 pareggiate 6 perse

Coppa Italia: 2 partite, 1 vinta 0 pareggiate 1 persa

2009-2010 Atalanta

Serie A: 13 partite, 3 vinte 4 pareggiate 6 perse

Coppa Italia: 1 partita, 0 vinte 0 pareggiate 1 persa

2010-2011 Siena

Serie B: 42 partite, 21 vinte 14 pareggiate 7 perse

Coppa Italia: 2 partite, 1 vinta 0 pareggiate 1 persa

2011-2012 Juventus

Serie A: 38 partite, 23 vinte 15 pareggiate 0 perse

Coppa Italia: 5 partite, 3 vinte 1 pareggiata 1 persa

2012-2013 Juventus

Serie A: 38 partite, 27 vinte 6 pareggiate 5 perse

Coppa Italia: 4 partite, 2 vinte 1 pareggiata 1 persa

Champions League: 10 partite, 5 vinte 3 pareggiate 2 perse

Supercoppa italiana: 1 partita, 1 vinta 0 pareggiate 0 perse

2013-2014 Juventus

Serie A: 38 partite, 33 vinte 3 pareggiate 2 perse

Coppa Italia: 2 partite, 1 vinta 0 pareggiate 1 persa

Champions League: 6 partite, 1 vinta 3 pareggiate 2 perse

Europa League: 8 partite, 5 vinte 2 pareggiate 1 persa

Supercoppa italiana: 1 partita, 1 vinta 0 pareggiate 0 perse

2014-2015 Italia

10 partite, 5 vinte 4 pareggiate 1 persa

2015-2016 Italia

15 partite, 9 vinte 3 pareggiate 3 perse

2016-2017 Chelsea

Premier League: 38 partite, 30 vinte 3 pareggiate 5 perse

FA Cup: 6 partite, 5 vinte 0 pareggiate 1 persa

Coppa di lega inglese: 3 partite, 2 vinte 0 pareggiate 1 persa

2017-2018 Chelsea

Premier League: 38 partite, 21 vinte 7 pareggiate 10 perse

FA Cup: 7 partite, 5 vinte 2 pareggiate 0 perse

Coppa di lega inglese: 5 partite, 3 vinte 1 pareggiata 1 persa

Champions League: 8 partite, 3 vinte 3 pareggiate 2 perse

Community Shield: 1 partita, 0 vinte 1 pareggiata 0 perse

 

PALMARES DA CALCIATORE

1992-1993 Juventus (Coppa UEFA)

1994-1995 Juventus (Campionato italiano di Serie A, Coppa Italia)

1995-1996 Juventus (Champions League, Supercoppa italiana)

1996-1997 Juventus (Campionato italiano di Serie A)

1997-1998 Juventus (Campionato italiano di Serie A, Supercoppa italiana)

1999-2000 Juventus (Coppa Intertoto)

2001-2002 Juventus (Campionato italiano di Serie A)

2002-2003 Juventus (Campionato italiano di Serie A, Supercoppa italiana)

2003-2004 Juventus (Supercoppa italiana)

 

PALMARES DA ALLENATORE

2011-2012 Juventus (Campionato italiano di Serie A)

2012-2013 Juventus (Campionato italiano di Serie A, Supercoppa italiana)

2013-2014 Juventus (Campionato italiano di Serie A, Supercoppa italiana)

2016-2017 Chelsea (Campionato inglese di Premier League)

2017-2018 Chelsea  (FA Cup)

 

(Di Massimiliano Valle)

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