Dida: “Liverpool-Milan a Istanbul è stata un incubo. Perdere così fa male”

Dida: “Liverpool-Milan a Istanbul è stata un incubo. Perdere così fa male”

Nelson Dida, ex portiere rossonero, intervistato da acmilan.com, ha parlato della sfida tra Liverpool Legends e Milan Glorie, in programma il 23 marzo

di Redazione

fonte: acmilan.com

In porta nella Finale del 2005, in porta nella Finale del 2007. Dida, contro il Liverpool, ha pianto, gioito e, ad Atene, fatto grandi parate prima e dopo i gol rossoneri. Ci sarà anche Nelson tra i nostri protagonisti in campo in Liverpool Legends-Milan Glorie, sabato 23 marzo alle 15.00 (le 16.00 italiane), ad Anfield.

Quanto sei impaziente di giocare ad Anfield? Cosa significa l’Anfield per te? C’è qualcuno in particolare delle LFC Legends che non vedi l’ora di affrontare?

“L’idea di giocare ad Anfield mi piace molto e non vedo l’ora di calcare il terreno del campo. Entrare in questo stadio sarà una grande emozione, per me sarà la prima volta, ma la sfida che giocheremo sa già di storia. Sicuramente sono impaziente di affrontare il mio collega di ruolo Dudek e ovviamente Steven Gerrard, grande campione”.

Questa sarà la prima volta che giochi ad Anfield. Qual è la tua impressione e quanto stai assaporando l’idea di essere in campo?

“Non vedo l’ora di giocare ad Anfield, sono sicuro sarà una bellissima esperienza giocare in un campo così prestigioso. Mi auguro di vedere tanti tifosi delle due squadre e tanti appassionati di calcio”.

Entrambe le finali di Champions League sono state molto combattute. Ti aspetti un livello di intensità simile anche in una partita non ufficiale?

“Di certo questa partita non mette in palio la Champions League, ma entrambe le squadre lotteranno per la vittoria. Si tratta di un appuntamento sportivo di grande livello. Nessuno di noi vorrà lasciare nulla sul campo. Sarà un bellissimo spettacolo di calcio con grandi campioni da una parte e dall’altra”.

Nel 2005, il Milan era avanti 3-0 alla fine del primo tempo, poi il Liverpool ha reagito. Quanto è stato difficile accettare il risultato finale? Hai mai vissuto 45 minuti come quelli? Pensando a quella partita, c’era la sensazione che lo slancio del Liverpool fosse impossibile da fermare dopo il loro primo gol?

“È stato tutto molto veloce. È come se ci fosse stato un blackout. Non avrei mai pensato a un secondo tempo come quello che abbiamo vissuto. È stato come vivere un incubo. Le partite si possono vincere o perdere ma quello che successe quella sera non lo dimenticherò. Allo stesso tempo però non dimenticherò mai neanche la vittoria del 2007, una gioia indescrivibile”.

Quanto spesso pensi alla partita di Istanbul? Credi che il Milan si sia crogiolato nel successo troppo presto?

“All’inizio ci pensavo spesso, perdere così fa male. Poi ho voltato pagina, perché pensare a quella partita non portava a nulla. Dovevamo concentrarci sulla stagione successiva e quella dopo ancora. La consapevolezza nei nostri mezzi ha portato poi alla vittoria della Champions nel 2007”.

Chi è il fautore di quella reazione? L’importanza di Steven Gerrard in quel miracoloso trionfo? Dove posizioni Gerrard tra i migliori centrocampisti che hai affrontato?

“Gerrard è un grande campione, non solo dal punto di vista tecnico ma anche per il carisma che lo contraddistingue con cui ha incitato i suoi compagni nel non lasciarsi andare dopo aver subito il 3-0 nel primo tempo. Di certo è uno dei migliori nel suo ruolo tra i tanti campioni che ho sfidato”.

Quella Finale è stata decisa da margini molto stretti. Spesso si trascura il fatto che tu hai parato il rigore di Alonso. Quel momento è mai stato motivo di frustrazione per te?

“Spesso partite come queste vengono decise dagli episodi. Di sicuro la parata su Alonso avrebbe potuto cambiare l’esito della gara se non ci fosse stata la ribattuta. Certo che ci penso a volte, ma anche questi episodi vanno superati, non si dimenticano ma vanno superati: bisogna essere in grado di guardare avanti”.

La vendetta ha fatto parte della grande motivazione che ha portato alla finale del 2007 ad Atene? Cosa ha fatto la differenza quella sera?

“Sono convinto che non sia stata solo vendetta ciò che ci ha motivato, ma la voglia di vincere quel trofeo a tutti i costi. Di certo, sfidare il Liverpool forse ci ha caricato maggiormente, ma il nostro obiettivo fin dall’inizio della stagione era la vittoria, indipendentemente dalle squadre che nel percorso verso la finale e in finale avremmo dovuto affrontare. Quella sera, ad Atene, non abbiamo mai perso la concentrazione. Il gol di Kuyt quasi sul finale è stato un piccolo intoppo, ma non ha minato le nostre certezze e abbiamo tenuto bene sia a livello fisico che mentale. Quella Coppa era troppo importante. Quando siamo entrati in campo l’ho guardata e le ho dato appuntamento al 90”. Intanto il Milan valuta la cessione di due calciatori. Continua a leggere >>>

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