LIVE PM – Gazzetta Awards: le dichiarazioni dei protagonisti

LIVE PM – Gazzetta Awards: le dichiarazioni dei protagonisti

Serata speciale, con i Gazzetta Awards. Ecco tutte le parole raccolte dal nostro inviato sul posto. Da Buffon a Totti, passando per Cairo.

di Stefano Bressi, @StefanoBressi

Tanti campioni stasera sono stati premiati ai Gazzetta Sports Awards, durante la cerimonia che si è svolta agli East End Studios di Milano. Gianluigi Buffon ha vinto il premio di uomo dell’anno, mentre Francesco Totti vince il premio “Legend”. Tante anche le dichiarazioni, raccolte dal nostro inviato Edoardo Lavezzari. Eccole in tempo reale!

23:09 – Finisce qui la cerimonia!

Contador: “Scarponi era speciale, aveva sempre modo di far sorridere tutto il gruppo. Non siamo mai stati compagni di squadra, ma non serviva per essere amici”.

Agnelli: “La Juventus ha 120 anni di storia di cui siamo fieri come juventini. Come famiglia sono 94 anni, la presidenza più lunga di ogni sport. La parola vincere è davvero ricorrente nel nostro vocabolario. Mettiamo sempre l’asticella in alto. Pensare ai sei scudetti consecutivi era difficile, ma quando sono arrivato era quello l’obiettivo. Lavoriamo ogni giorno per arrivare a questi risultati e continuiamo a farlo, ogni giorno. I risultati arrivano solo attraverso il sudore e il sacrificio quotidiano. Il talento non basta, deve essere allenato. Per quanto riguarda la presidenza ECA arrivare dopo un grande dirigente come Rumenigge è motivo d’orgoglio. Per quanto riguarda i problemi della FIGC abbiamo dilettanti e professionisti assieme, entrambi importanti, ma non possiamo essere vittime di veti incrociati. Gli obiettivi della Serie A sono molto diversi da quelli dei dilettanti. Il presidente deve essere bravo. I problemi sono noti, siamo in un periodo di immobilità che dura da 4/5 anni e questo ci penalizza a livello economico e quindi sportivo. Non si gioca più in strada per trovare nuovi talenti, servono strutture. Abbiamo ottimi esempi in Svizzera, Belgio e altri posti… Le ricette ci sono, dobbiamo solo lavorare”.

Dovizioso: “Stagione spettacolare, ma abbiamo messo le basi per fare qualcosa di più l’anno prossimo. Sono anni che lavoriamo duro, siamo tornati competitivi ed è una grande soddisfazione come team e a livello personale”.

Manassero, tifoso rossonero: “Non dico nulla sul Milan, ma sono sempre speranzoso”.

Massaro scherza sul fair play: “Contro l’Inter ho simulato in area un paio di volte…”

Belotti: “Il soprannome “Gallo” nasce da ragazzo. Un mio amico si chiamava Gallo di cognome e per scherzare ho festeggiato così in suo onore”.

Malagò: “Ci vogliono scelte coraggiose e un uomo super partes per rilanciare il nostro calcio. Noi qua perdiamo tempo, in Inghilterra sono situazioni che si risolvono in due giorni. Ma d’altronde è il movimento italiano che è in calo, non è un caso che eravamo il campionato più bello del mondo e ora siamo il quarto, forse il quinto”.

Totti: “Con Shakhtar gara da 50 e 50. Gattuso al Milan fa un certo effetto anche perché prima c’era un mio amico. Spero sia nello Scudetto della Roma che nella Champions per la Juve. Per quanto riguarda le parole di De Rossi su Spalletti chiedete a lui, risponderà come sa. Al momento non c’è un nuovo Totti, spero arrivi”.

Buffon: “Il discorso di Nedved su Dybala va capito, credo che sia spassionato e serva per stimolare un ragazzo che può diventare il numero uno al mondo. Starà all’intelligenza di Paulo capire come muoversi e capire determinate cose che ti portano all’apice, altrimenti fai fatica. Il Pallone d’Oro è un sogno, l’unico portiere a vincerlo è stato Yashin. Sarebbe un traguardo incredibile. Lo è già per un giocatore di movimento… Sono arrivato quarto, ma anche secondo in passato, vuol dire che la mia è una parabola discendente. Però sto meglio. Fino a quando sarò utile vorrei rispondere così. Per la Juve è un bel momento. Ce la giochiamo. Tottenham da prendere con le molle. A 40 anni non faccio programmi, vivo una settimana alla volta. L’eliminazione della Nazionale non è stata colpa di Tavecchio o Ventura. Le spedizioni sono fatte da un collettivo. Si vince e si perde tutti insieme. Con la Svezia non abbiamo fatto partite mirabolanti, ma impegno e serietà non sono mancati. Tavecchio ha ragione quando parla di quel palo… Non siamo riusciti a dare all’Italia quel momento di unione e gioia che si celebra a ogni Mondiale. Questo il rammarico più grande. Consigliai a suo tempo Donnarumma, ma non renderò pubblico nulla. Ora non deve pensare ad altro se non al campo. Deve rimanere concentrato e parare bene come sta facendo”.

Roberta Vinci: “A maggio gli internazionali d’Italia, saranno una grande festa per me, poi mi ritiro. Una decisione lucida e coraggiosa. Felice di finire a Roma davanti al mio pubblico. Ora continuo ad allenarmi con la stessa passione di prima, ma smetterò comunque”.

Cairo: “Per il Toro mi sarebbe piaciuto avere Rivera. Su Totti mi ricordo quella volta che era in panchina, è entrato e ci ha fatto due gol. Abbiamo perso, ma è stata l’unica volta che non mi è dispiaciuto. Gli ho chiesto se non avesse potuto restare in panchina, mi ha risposto che ormai era abituato…”

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