PRIMAVERA MILAN, BROCCHI HA RAGIONE: UNA STAGIONE DA 10. ECCO PERCHE’

PRIMAVERA MILAN, BROCCHI HA RAGIONE: UNA STAGIONE DA 10. ECCO PERCHE’

Crisitan Brocchi con la sua squadra (Fonte: twitter.com)
Crisitan Brocchi con la sua squadra (Fonte: twitter.com)
Christian Brocchi è stato sincero: “Questa stagione è stata eccezionale, merita un 10”. Quelle del mister rossonero non solo le solite frasi fatte e ci sentiamo di sottoscrivere quanto detto: il Milan Primavera (tutto, dall’allenatore allo staff tecnico e dirigenziale, per finire con i ragazzi) merita voti di eccellenza.E perchè mai?, si starà chiedendo qualcuno. In fin dei conti, non ha bissato il successo dell’anno prima al Viareggio, uscendo subito, e non ha vinto il campionato, perdendo ai rigori contro il Torino ai quarti delle finali scudetto. Vero, verissimo. Ma per dare un giudizio serio, accurato, bisogna addentrarci nelle pieghe della stagione rossonera.Questo Milan non è stato costruito per vincere, ma per crescere. Obiettivo pienamente raggiunto. Da un anno con l’altro è cambiata radicalmente l’intera rosa, la metodologia di insegnamento e il gioco sviluppato. Quella rossonera era al via del campionato la rosa più giovane dell’intera competizione, così come delle Final Eight: alzi la mano chi l’ha notato. Avere uno, due o tre anni in meno rispetto agli avversari – a quell’età – vuol dire tanto. Vuol dire centimetri e muscoli. Vuol dire meno intensità ed energie più ridotte. Vuol dire subire sul piano fisico.Ma, come dicevamo, questo si è visto solo in parte. Personalità e coraggio hanno avuto il sopravvento. E poi il gioco: arioso, palla a terra, con un pressing di squadra organizzato e reattivo, ad ogni palla persa. Il Milan ha cambiato il suo dna in corsa: ci si difende attaccando, appena si perde palla si aggredisce l’avversario. Prima la tecnica, poi il fisico.I risultati sono stati ottimi, al di là dei trofei alzati o delle vittorie conquistate. Il Milan ha segnato più di tutti e meravigliato per gioco e manovra, ricevendo i complimenti anche degli avversari (cosa rara). E soprattutto portato in prima squadra gente come Mastalli, Felicioli, Donnarumma, Calabria, Modic, Di Molfetta e tanti altri. Qualcuno ha esordito, qualcun altro lo farà. Ma per una volta si vede un indirizzo chiaro, un progetto. In attesa dei ’98, della loro maturazione e del prossimo campionato. Per una volta, possiamo dire: il progetto giovani si vede e funziona.Non ci credete? Ok, scommettiamo. Ne riparliamo fra un anno.

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