Elliott taglia anche Beretta? Ecco chi è e cosa ha fatto nelle giovanili

Elliott taglia anche Beretta? Ecco chi è e cosa ha fatto nelle giovanili

Rivoluzione Elliott: Dopo Carolina Morace, Mario Beretta rischia di essere il prossimo licenziato. Ecco chi è e cosa ha fatto al Milan il responsabile del settore giovanile

di Redazione
Mario Beretta, responsabile settore giovanile Milan ed ex allenatore

Mario Beretta, attuale responsabile del settore giovanile del Milan ed ex allenatore – tra le altre squadre – di Chievo, Parma, Siena, Torino e Lecce, rischia di essere il prossimo nome sulla lista degli epurati di Elliott. Il fondo americano è intenzionato a fare piazza pulita, dando un netto segnale di discontinuità con la gestione Fassone-Mirabelli, come dimostra anche l’esonero di Carolina Morace da coach del Milan femminile. La rivoluzione toccherà poi la rosa rossonera e lo staff tecnico: in bilico ci sono anche allenatore (Gennaro Gattuso) e i dirigenti Leonardo e Maldini. Ma scopriamo meglio chi è, cosa ha fatto in carriera, ‘fisse’ e curiosità di Mario Beretta, tifosissimo da sempre del Milan, tanto da dichiarare:

Per me il Milan è casa. Tanti allenatori quando vanno nella squadra per cui tifano combinano disastri. Io non mi farò tradire dall’emozione

 

LA SCHEDA

Nome: Mario Beretta

Luogo e data di nascita: Milano, 30 ottobre 1959

 

CARRIERA DA ALLENATORE

Dopo aver giocato per breve tempo in Serie D con la Pro Sesto, la sua prima esperienza come tecnico di prima squadra è sulla panchina del Corsico, nel Campionato Nazionale Dilettanti (così si chiamava allora la Serie D), che porta al secondo posto. Nella stagione seguente, 1995-96, passa alla Pro Patria in Serie C2; i biancoblù arrivano al quinto posto finale qualificandosi per i play-off ma vengono eliminati dal Lumezzane. L’anno successivo sale in C1 al Saronno presieduto da Enrico Preziosi, il quale lo porta al Como, società che ha acquistato lasciando il Saronno, nel 1997-98, Beretta passa poi al Lumezzane nel 1998-99 e, per tre stagioni, al Varese, sempre in C1 dove si piazza 4º, poi 10° e infine 6°.

 

Nel 2002 il salto in Serie B alla Ternana, dove rimane fino all’aprile 2004. Pochi mesi dopo finalmente il debutto in Serie A col Chievo e a fronte di buoni risultati nel girone d’andata, in quello di ritorno si fanno pessimi e Beretta viene esonerato a tre giornate della fine del campionato. Nel 2005-2006 arriva al Parma, con cui rimane una sola stagione, per accasarsi poi al Siena. Alla fine del campionato viene esonerato pur avendo salvato la squadra ma dopo 12 prtite del torneo successivo, 2007-2008, torna prendendo il posto di Andrea Mandorlini e riesce ancora una volta la squadra dalla retrocessione, oltretutto con tre giornate d’anticipo. Tutto questo non basta per rinnovargli la fiducia e così nel 2008-2009 passa al Lecce ma i risultati sono pessimi e dopo 27 giornate viene esonerato. Nel 2009-2010 va al Torino in Serie B ma rimane sulla panchina granata solo per cinque giornate.

 

Il 14 giugno 2010 sbarca in Grecia, al PAOK Salonicco, ma viene esonerato già il 22 luglio 2010 senza nessun match ufficiale all’attivo. Il 6 dicembre 2010 torna in Serie A sostituendo sulla panchina del Brescia Beppe Iachini, che però viene richiamato dopo sole sette partite di gestione Beretta. Il 21 febbraio 2012 rimpiazza Daniele Arrigoni sulla panchina del Cesena raccogliendo solo 5 pareggi in 14 partite e non riuscendo a salvare i romagnoli, cosa che gli avrebbe garantito il rinnovo del contratto. Le sue presenze totali su una panchina di Serie A sono così 185. Nel 2013-2014 torna al Siena in Serie B concludendo al nono posto. Ultima esperienza in panchina quella col Latina, sempre nella serie cadetta, ma viene esonerato dopo sette partite della stagione 2014-2015.

 

CARRIERA DA DIRIGENTE

CAGLIARI

L’1 luglio 2015 diventa responsabile del settore giovanile del Cagliari. Il 13 settembre 2016 partecipa al corso per l’abilitazione a Direttore sportivo della FIGC diplomandosi il successivo 28 novembre. Il 9 febbraio 2018 il Milan lo annuncia come nuovo coordinatore tecnico del proprio settore giovanile. In ottobre diventa consigliere della FIGC, in quota AIAC, e dal 27 novembre è anche membro del comitato di presidenza.

MILAN

Il 9 febbraio 2018 il Milan lo annuncia come nuovo coordinatore tecnico del settore giovanile. In ottobre diventa consigliere della FIGC, in quota AIAC, e dal 27 novembre è anche membro del comitato di presidenza. Al Milan raccoglie un’eredità pesante, quella di Filippo Galli, per anni responsabile del vivaio rossonero e protagonista del lancio in prima squadra di Donnarumma, Calabria, Locatelli e Cutrone.

“La formazione degli allenatori è molto importante”

Il concetto – ripetuto più volte a Milan Tv da Mario Beretta nella sua prima intervista da rossonero – è per lui fondamentale. Al suo arrivo cambiano gran parte degli allenatori delle giovanili. Resta Lupi in Primavera, sponsorizzato da Mirabelli e Gattuso, ma arrivano: Christian Terni in Under 17 dal Novara, Stefano Bellinzaghi in Under 16 dal Cagliari, Gianluca Polistina in Under 15 dall’Atalanta. Nomi con esperienza e voluti espressamente da Beretta per riformare il settore giovanile.

“Non voglio lavagne nel pre-partita, né Pulcini che fanno il fuorigioco”

Questo un altro suo mantra. Per questo, Beretta – appena arrivato – ridimensiona l’area video nelle squadre giovanili, lasciandola solo in Primavera e Prima Squadra. Si riparte dalle basi e da una didattica basilare con il pallone. Anche in termini di scouting cambia l’approccio: è infatti lo stesso Beretta a selezionare i ragazzi più meritevoli, inserendoli nel vivaio.

 

VECCHIO CUORE ROSSONERO

Il passaggio da Cagliari al Milan lo spiega lui stesso in una lunga intervista a Repubblica. Gli chiedono: quanti secondi ci hai messo ad accettare? Risposta: “Nel cuore uno solo. Nella pratica qualche giorno, per correttezza: ero responsabile delle giovanili del Cagliari, contratto fino al 2019. Ho dovuto parlarne col presidente Tommaso Giulini, che fu splendido: “Mario, sapevo che prima o poi ti avrebbe cercato qualche grande, non posso trattenerti”. Lo ringrazio ancora”, ha spiegato Beretta, milanista dalla nascita. “Mio padre mi portava a San Siro. Ricordo un Milan-Torino del 1968, avevamo appena vinto il campionato, finimmo con una invasione di campo. Stavamo per farlo anche in Milan-Bologna 0-0 del 1979, la partita che ci diede lo scudetto della Stella, ma Rivera ci trattenne con un appello al microfono. Il mio idolo, Rivera, era all’ultima partita”.

I SUOI MODELLI E IL SUO MODUS OPERANDI

“Ajax, Barcellona e Atalanta sono tutti modelli magnifici, ma tutti particolari. Il Barcellona, così come il Bilbao, puntano moltissimo sul territorio, a Cagliari il 96 per cento dei ragazzi è sardo. Noi integriamo molto di più i giovani di origine straniera. Poi è improponibile l’idea di adottare gli schemi dei grandi anche nelle giovanili: da noi una prima squadra cambia l’allenatore, quindi gli schemi, ogni due per tre. Non solo: se anche io replico il sistema di gioco di Guardiola non verrà mai la stessa cosa. Io non sono Guardiola e i miei giocatori non sono i suoi».

Insomma a che modello pensa?

«Al mio. Nel senso che nelle giovanili la cosa importante è il giocatore, che si sta ancora formando. Quindi prima vedi chi hai a disposizione, poi gli adatti gli schemi addosso. L’individualità è fondamentale per la crescita».

È il modello che ha in mente per le giovanili del Milan?

«Il Milan forma professionisti, non semplici sportivi. Ma certo, né io né la società intendiamo badare solo all’aspetto calcistico. Una funzione educativa c’è ancora: statisticamente il 95 per cento di chi frequenta una scuola calcio non approda poi in una prima squadra. Noi dobbiamo preparare non il cinque per cento ma tutti gli altri, fargli capire che il calcio è magnifico, ma esiste anche la vita». (intervista rilasciata a Repubblica)

 

IPSE DIXIT

“L’apice della mia carriera da allenatore per me fu un 2-2 in Inter-Siena con cui quasi feci perdere uno scudetto a Mourinho”.

“Non credo che Berlusconi mi avrebbe mai chiamato. Ci siamo risparmiati l’imbarazzo” (Beretta è politicamente schierato a sinistra)

“L’11 febbraio Fassone e Mirabelli mi telefonarono, un tuffo al cuore”

“Mi sono stufato delle dinamiche del prime squadre. Adesso farò il responsabile delle giovanili e so che dovrò dire addio alle mie speranze di allenare una grande squadra” (Nel 2015, quando accettò di diventare il responsabile del settore giovanile del Cagliari)

 

STATISTICHE DA ALLENATORE

1994-1995 Corsico

Campionato Nazionale Dilettanti: 34 partite, 15 vinte 14 pareggiate 5 perse

Coppa Italia Dilettanti: 2 partite, 0 vinte 1 pareggiata 1 persa

1995-1996 Pro Patria

Serie C2: 34 partite, 13 vinte 16 pareggiate 5 perse

Playoff Serie C2: 2 partite, 0 vinte 1 pareggiata 1 persa

Coppa Italia Serie C: 2 partite, 0 vinte 1 pareggiata 1 persa

1996-1997 Saronno

Serie C1: 34 partite, 13 vinte 16 pareggiate 5 perse

Playoff Serie C1: 2 partite, 0 vinte 1 pareggiata 1 persa

Coppa Italia Serie C: 2 partite, 0 vinte 2 pareggiate 0 perse

1997-1998 Como

Serie C1: 18 partite, 4 vinte 7 pareggiate 7 perse

Coppa Italia: 2 partite, 1 vinta 0 pareggiate 1 persa

1998-1999 Lumezzane

Serie C1: 20 partite, 5 vinte 7 pareggiate 8 perse

Coppa Italia: 2 partite, 1 vinta 0 pareggiate 1 persa

Coppa Italia Serie C: 2 partite, 0 vinte 1 pareggiata 1 persa

1999-2000 Varese

Serie C1: 34 partite, 13 vinte 14 pareggiate 7 perse

Playoff Serie C1: 2 partite, 1 vinta 0 pareggiate 1 persa

Coppa Italia Serie C: 6 partite, 4 vinte 1 pareggiata 1 persa

2000-2001 Varese

Serie C1: 34 partite, 9 vinte 16 pareggiate 9 perse

Coppa Italia: 3 partite, 1 vinta 0 pareggiate 2 perse

Coppa Italia Serie C: 4 partite, 2 vinte 1 pareggiata 1 persa

2001-2002 Varese

Serie C1: 34 partite, 12 vinte 14 pareggiate 8 perse

Coppa Italia: 6 partite, 3 vinte 1 pareggiata 2 perse

2002-2003 Ternana

Serie B: 38 partite, 14 vinte 13 pareggiate 11 perse

Coppa Italia: 5 partite, 1 vinta 3 pareggiate 1 persa

2003-2004 Ternana

Serie B: 36 partite, 14 vinte 12 pareggiate 10 perse

Coppa Italia: 2 partite, 0 vinte 0 pareggiate 2 perse

2004-2005 Chievo

Serie A: 35 partite, 9 vinte 9 pareggiate 17 perse

Coppa Italia: 2 partite, 0 vinte 1 pareggiata 1 persa

2005-2006 Parma

Serie A: 38 partite, 12 vinte 9 pareggiate 17 perse

Coppa Italia: 4 partite, 1 vinta 2 pareggiate 1 persa

2006-2007 Siena

Serie A: 38 partite, 9 vinte 14 pareggiate 15 perse

Coppa Italia: 2 partite, 1 vinta 0 pareggiate 1 persa

2007-2008 Siena

Serie A: 26 partite, 8 vinte 11 pareggiate 7 perse

2008-2009 Lecce

Serie A: 27 partite, 4 vinte 11 pareggiate 12 perse

Coppa Italia: 1 partita, 0 vinte 0 pareggiate 1 persa

2009-2010 Torino

Serie B: 5 partite, 1 vinta 1 pareggiata 3 perse

2010-2011 Brescia

Serie A: 7 partite, 2 vinte 0 pareggiate 5 perse

2011-2012 Cesena

Serie A: 14 partite, 0 vinte 5 pareggiate 9 perse

2013-2014 Siena

Serie B: 42 partite, 18 vinte 15 pareggiate 9 perse

Coppa Italia: 5 partite, 4 vinte 0 pareggiate 1 persa

2014-2015 Latina

Serie B: 7 partite, 1 vinta 4 pareggiate 2 perse

Coppa Italia: 2 partite, 0 vinte 1 pareggiata 1 persa

(di Massimiliano Valle e Matteo Ronchetti)

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