Milan Club Gallipoli – Alla scoperta dei Milan Club d’Italia

Pianeta Milan vi porta alla scoperta dei più grandi e importanti Milan Club italiani. Oggi voliamo a Gallipoli, in provincia di Lecce…

Prosegue l’iniziativa di Pianeta Milan, volta a presentarvi tutti i Milan Club più grandi e importanti d’Italia. E – non a caso – siamo già arrivati al terzo appuntamento. Dopo avervi fatto conoscere il Club ‘Rino Gattuso’ di Corigliano il Club Venosa 2.0, oggi andiamo alla scoperta del Milan Club Gallipoli (QUI il loro commento sulla partita Milan-Genoa), in provincia di Lecce. A presentarsi, in realtà, ci hanno pensato direttamente i membri del Club, che hanno risposto ad alcune nostre domande. Ecco cosa ci hanno raccontato:

Descriveteci e parlateci un pò del vostro Club. Quando e come è nato?

Il Milan Club Gallipoli è stato fondato il 14 settembre 1984 per iniziativa di un gruppo di tifosi rossoneri, spinti dalla passione per il Milan e per lo sport, divulgando lo stesso anche nel contesto sociale della nostra città. Tante sono state le attività e le manifestazioni organizzate dai vari consigli di amministrazione che si sono succeduti durante gli anni e che – con la loro abnegazione, caparbietà e generosità – hanno portato il nome del Milan Club Gallipoli ad alto livello. Molteplici i riconoscimenti non solo provinciali e regionali ma anche nazionali e internazionali. Numerosissime le trasferte: Milano, Barcellona, Monaco e Atene dove il Club ha ricevuto molti riconoscimenti per le tantissime coreografie portate negli stadi che rappresentavano anche il nome della città. Diverse sono state anche le manifestazioni socio-culturali e sportive, come tornei di calcetto estivi, maratone, gare ciclistiche, partecipazioni ai campionati F.I.G.C., ottenendo ottimi risultati nelle varie categorie. Proprio lo scorso 20 agosto si è inaugurata la nuova sede del Milan Club dopo alcuni anni dalla sua assenza. Il rinnovamento non ha visto solo il cambiamento di carattere strutturale, organizzativo e di modernità della sede ma anche del Consiglio Direttivo. “Uniti Solo per Passione”, con questo slogan è stata rilanciata la nuova sede e il nuovo Consiglio Direttivo che con grande stile, come da tradizione, ha organizzato una serata in cui il divertimento e l’entusiasmo hanno fatto da padrone. Infatti il nuovo Consiglio Direttivo è formato da un età media di 32 anni, ragazzi nati e cresciuti nel Milan Club che lo vogliono tramandare e portare ad alti livelli con lo stesso impegno e sacrificio dei loro padri e predecessori.

Quanti iscritti siete, quante volte vi radunate tutti insieme? Riuscite ad andare spesso a San Siro?

Il Club è formato da un bellissimo gruppo di 80 soci che assiduamente si ritrovano insieme per tifare la loro squadra, trasformando la sede del Club in uno stadio. La prima trasferta organizzata dal nuovo e giovane direttivo, insieme ai soci, è stata in occasione del derby del 31 gennaio scorso dove il Milan ha vinto per ben 3 a 0 sull’Inter. Non solo un magnifico ricordo della bellissima vittoria, ma anche di una strepitosa coincidenza che si intravedeva nella coreografia della Curva Sud, il magnifico gol nel derby del centravanti inglese Mark Hateley nella stagione 1984/85. Questa partita fu proprio la prima trasferta che i nostri predecessori hanno organizzato dalla nascita del Club.

C’è qualche personaggio famoso o bizzarro all’interno del vostro Club?

Non abbiamo personaggi famosi, ma un bellissimo gruppo “Unito solo per passione per il nostro Milan”.

Berlusconi pochi giorni fa ha detto che il Milan deve raggiungere altre due finali di Champions in 5 anni. Che ne pensate?

Facciamo gli auguri al Presidente che proprio domani compie 30 anni dall’acquisto della società. Il tifoso milanista è ormai stanco di non avere più certezze sul fronte societario e sopratutto di non vedere più con trasparenza le scelte societarie. Peccato festeggiare i 30 anni del Milan senza ascoltare da tempo la musica della Champions.

Date un voto alla stagione disputata finora da mister Mihajlovic.

Una sufficienza. Si apprezza sicuramente, tra le altre cose, il coraggio di puntare sui giovani. Fuori dal campo il suo carattere duro è importante, anche se la carriera di un allenatore dipende non solo dalla bravura ma anche dai campioni che si hanno a disposizione. Al momento, comunque, al Milan non può arrivare al livello dei grandi predecessori Capello, Sacchi e Ancelotti.

 

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