DIFESA, INZAGHI SCOPRE COS’E’ L’ABBONDANZA

DIFESA, INZAGHI SCOPRE COS’E’ L’ABBONDANZA

Philippè Mexès, difensore centrale rossonero (Fonte: m.goal.com)
Philippè Mexès, difensore centrale rossonero (Fonte: m.goal.com)
Il derby di domenica non ha portato i risultati sperati. La classifica rossonera ha beneficiato di un misero punto che considerando i pareggi di Samp e Napoli lascia un po’ l’amaro in bocca. Troppo ghiotta infatti l’occasione di recuperare terreno sulle dirette concorrenti e al tempo stesso, cosa da non sottovalutare, fare un torto ai cugini interisti. Natale tuttavia è ormai alle porte e spinti dal buonismo che inizia ad aleggiare per le strade sembra giusto soffermarsi ad osservare il bicchiere mezzo pieno, trovando spunti per cui gioire nonostante la mancata vittoria.Tra questi vi è sicuramente la prova offerta in campo dalla retroguardia rossonera. Il biondo Mexes, scomparso dai radar rossoneri per quasi due mesi, rinvigorito dalla fascia di capitano indossata al braccio, è autore infatti di una prestazione con la “p” maiuscola. Imperioso in ogni intervento, frena le ambizioni di un Icardi asfissiato dalla sua marcatura. Ramì, schierato invece in un ruolo a lui poco congeniale, da terzino si oppone con efficacia agli attacchi nerazzurri e sulla sua fascia di competenza erge un muro di difesa invalicabile contro cui a turno si scontrano le maglie avversarie. Zapata, finito nel dimenticatoio ai tempi di Seedorf, dimostra che le capacità difensive messe in mostra durante il mondiale in terra carioca, non sono un semplice fuoco di paglia destinato allo spegnimento, ma una garanzia su cui fare affidamento ogni qualvolta sia richiesto il suo contributo. De Sciglio, il meno autoritario dei quattro in difesa, cresce alla lunga durante il match. Nagatomo e Palacio sono avversari ostici da affrontare tuttavia, oltre che contenerli, non disdegna proiezioni offensive creando, quando possibile, superiorità numerica in attacco.Motivo per cui sorridere insomma per Inzaghi e il suo staff che, con il rientro di Alex, dovrà fare i conti con il sogno di qualsiasi allenatore: l’abbondanza di gente valida su cui fare affidamento. Del resto le vittorie di una squadra hanno origine da solide fondamenta, i vari Baresi, Maldini, Nesta, Stam, Thiago Silva ne sono l’esempio lampante. Prima tuttavia che qualche tifoso, cogliendo l’ardito paragone inizi nervosamente a sfogare la sua rabbia contro il suo smartphone o pc, è giusto sottolineare che i protagonisti dell’attuale difesa rossonera non hanno niente a che vedere con i grandi campioni del passato, ma in un periodo di risanamento e ricostruzione come quello attuale rossonero avere una base solida su cui poter fare affidamento è un’ottima occasione per concentrare le “poche” risorse a disposizione nei reparti che più necessitano di un intervento. Il mercato di gennaio è ormai alle porte, giusto indirizzare quindi gli sforzi economici a centrocampo, vero tallone d’Achille di questo Milan e vero limite agli ambiziosi traguardi di società, mister e popolo rossonero.Carmine Perri

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