COME GIOCHEREBBE IL MILAN DI SPALLETTI?

COME GIOCHEREBBE IL MILAN DI SPALLETTI?

Luciano Spalletti (fonte foto: www.spallettiluciano.it)
Luciano Spalletti (fonte foto: www.spallettiluciano.it)

Qualora, domani sera, a ‘San Siro’, dovrebbe verificarsi l’eliminazione dalla Coppa Italia per mano della Lazio, è altamente probabile che possa saltare la già traballante panchina di Filippo Inzaghi. Troppo acerbo, Pippo, per poter guidare sin da subito un’auto di grossa cilindrata. Il nome più caldo alla sostituzione di Inzaghi pare essere quello di Luciano Spalletti: si tratterebbe di un accordo comunque difficile, in quanto il tecnico toscano è ancora sotto (ricchissimo) contratto con lo Zenit di San Pietroburgo, e non va dimenticato come il Milan abbia ancora a libro paga Clarence Seedorf per circa 208mila euro al mese di stipendio. Però, se ci fosse la volontà di tutte le parti in causa di addivenire ad una soluzione, nulla è impossibile, e Spalletti potrebbe, perché no, rientrare in patria assumendo la guida di una grande squadra, seppur attualmente catalogabile tra le ‘nobili decadute’ del nostro calcio.

Come giocherebbe, eventualmente, il Milan di Luciano Spalletti? E’ altamente probabile che l’allenatore di Certaldo riproponga anche in salsa rossonera il 4-2-3-1 con il quale tanto bene ha fatto sia nella Roma (dal 2005 al settembre 2009) che con la formazione russa, vincitrice di due Russian Premier League (2010-2012) e di una Supercoppa di Russia (2011). In porta, naturalmente, verrebbe confermato una delle poche certezze di questo campionato, lo spagnolo Diego Lopez: esperienza internazionale e relativa sicurezza tra i pali. In difesa, Spalletti potrebbe, come d’altronde ha già fatto a più riprese Inzaghi, chiedere rinforzi sulle fasce: per il suo gioco, che prevede una prima punta di ruolo (il Vucinic piuttosto che il Kerzhakov di turno..), sono fondamentali dei terzini che sappiano coprire tutta la banda di competenza, e che siano abili ad attaccare quanto a difendere. Abate, per giunta in scadenza di contratto, De Sciglio ed Armero non offrono sufficienti garanzie, ma potrebbero al momento lottarsi due maglie, in mancanza di alternative. Al centro, con tutta probabilità Spalletti si affiderebbe a Mexes, già allenato a Roma, in qualità di regista difensivo, con uno tra Rami ed Alex (favorito il primo) quale compagno di reparto. Nei due di centrocampo, a protezione della difesa, Spalletti ha sempre ricercato un mix tra tecnica e sostanza. Considerando Montolivo intoccabile, o quasi, nel ruolo di playmaker puro, di piede destro, verrebbe da pensare ad una possibile esclusione di De Jong in favore di Muntari (o Poli). Pazzini sarebbe il centravanti prescelto (a meno che non arrivino clamorose sorprese nell’ultima settimana di mercato), ed alle sue spalle si muoverebbero sicuramente Ménez, a sinistra, certamente Cerci, sul versante opposto, probabilmente Bonaventura, al centro, con continui interscambi di posizione con Ménez: ‘Jack’ sarebbe il prescelto per costanza, abnegazione, e spirito di sacrificio. Assicurerebbe anche copertura al centrocampo: particolare che un allenatore tiene sempre da conto.

Ma il 4-2-3-1 non sarebbe l’unico modulo con il quale Luciano Spalletti potrebbe riformulare, ripensare il Milan. In un momento in cui la squadra subisce troppe reti, non riesce a mantenere il possesso palla, e copre poco e male in molte zone del campo, ecco che la variante di un solido, classico 4-4-2 potrebbe tornare molto utile. Diego Lopez tra i pali, poi De Sciglio – Rami – Mexes – Armero (?). In mezzo al campo, potrebbe essere ‘alzato’ Abate, liberato da compiti troppo difensivi, con Bonaventura sulla fascia sinistra. Montolivo a costruire gioco, Muntari, Poli o De Jong, in questo caso, a distruggerlo. Davanti, Pazzini ed Alessio Cerci per il quale riteniamo non sia un caso che abbia trascorso la sua miglior stagione al Torino, in termini di incisività sotto porta, giocando da seconda punta e non da esterno.

Ad ogni modo, è ancora troppo presto per facili congetture: domani sera c’è Milan-Lazio, ed un passaggio in semifinale di Coppa Italia potrebbe dare una svolta alla stagione rossonera senza la necessità di un cambio alla conduzione tecnica della squadra.

Daniele Triolo

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