VERSO VERONA, STORIA DI UNA ‘BOUTIQUE’ TROPPO CARA PER IL MILAN

VERSO VERONA, STORIA DI UNA ‘BOUTIQUE’ TROPPO CARA PER IL MILAN

Martin Laursen contrasta un giovane Zlatan Ibrahimovic in un Milan-Ajax del 2003 (fonte foto: www.ilveromilanista.it)
Martin Laursen contrasta un giovane Zlatan Ibrahimovic in un Milan-Ajax del 2003 (fonte foto: www.ilveromilanista.it)

Se si escludono il riscatto della seconda metà di Michelangelo Albertazzi per 500mila euro nell’estate appena trascorsa ed il rientro temporaneo per fine prestito di Romano Perticone (oggi all’Empoli) nella sessione estiva del calciomercato 2007-2008, l’ultimo giocatore passato dall’Hellas Verona al Milan, tra l’altro ‘via Parma’, fu il difensore danese Martin Laursen nel 2001. Il ‘Mastino del Bentegodi’ rimase in maglia rossonera per tre stagioni, vincendo molto a livello di club (Champions League, Supercoppa Europea e Coppa Italia nel 2003; Scudetto nel 2004), ma collezionando pochissime presenze, 42 totali con 2 reti, e tantissimi infortuni: proprio i guai fisici furono causa del prematuro addio al calcio nel 2009.

Sarà, magari da ricercare in questo ultimo precedente poco fortunato la motivazione per la quale la società di Via Aldo Rossi non ha più acquistato elementi, seppur validi, da quella scaligera. O forse perché due storiche sconfitte allo stadio ‘Bentegodi’ (1973 e 1990) sono costate altrettanti sicuri titoli al Milan. Ironiche supposizioni a parte, va ricordato come negli ultimi due anni l’amministratore delegato all’area sportiva Adriano Galliani abbia tentato a più riprese di strappare giocatori all’Hellas, scontrandosi nella maggior parte dei casi con un muro invalicabile, rappresentato dalle elevate richieste economiche del Presidente Maurizio Setti. Non è stata d’aiuto neanche l’amicizia con il direttore sportivo, Sean Sogliano, più volte nel recente passato in predicato di passare proprio nello staff dirigenziale rossonero.

Nell’estate 2013, per esempio, con il Milan alla disperata ricerca di un regista dai piedi buoni, un abile costruttore di gioco in mezzo al campo, gli occhi di Massimiliano Allegri si posarono su Jorge Luiz Frello, meglio conosciuto come Jorginho, ‘volante’ brasiliano reduce da una brillante stagione nel torneo cadetto, con 41 presenze, 2 reti, e tante giocate d’alta scuola. Corteggiato da vicino per qualche mese, ma mai seriamente avvicinato per via degli oltre 10 milioni di euro richiesti dall’Hellas, il giocatore si è poi accasato nel successivo gennaio sotto il Vesuvio, pagato dal Napoli 5,5 milioni per la metà. Nell’ultimo calciomercato estivo, invece, Galliani ha tentato per ben due volte di far spesa nella cara boutique veronese, concentrando le proprie attenzioni sul funambolico Juan Manuel Iturbe e sul poliedrico Romulo Souza Orestes Caldeira. Per l’esterno paraguaiano, naturalizzato argentino, 21enne di ottima prospettiva e dal presente radioso, il Milan era arrivato a promettere a Setti una cifra intorno ai 20 milioni di euro, non concretizzando mai il serio interessamento per via dell’esigua disponibilità delle casse societarie nel mese di luglio. Problemi non riscontrati dalla Roma, che versandone 28,5 lo ha portato sotto il Cupolone. E che dire di Romulo? Seguito per tutto il campionato 2013-2014, ‘abbordato’ ad inizio calciomercato, trattato sulla base del prestito: avances respinte dal Verona, convinto di poter monetizzare al massimo da una sua cessione all’estero (Galatasaray). Naturalmente, Romulo è poi finito alla Juventus con la formula del prestito oneroso con diritto di riscatto.

Il tempo dirà se il Milan e Galliani avranno avuto gli Dei dal Calcio dalla loro parte, o se, effettivamente, i tre avrebbero potuto rappresentare un’arma in più nel pur discreto arsenale messo a disposizione dell’allenatore Filippo Inzaghi. Il miglior modo per un riscatto, seppur parziale, di questi ‘torti’? Vincere domenica 19 ottobre al ‘Bentegodi’, of course. Per staccare l’Hellas in classifica, e scacciare, forse una volta per tutte, la fastidiosa, pluriennale etichetta della ‘Fatal Verona’.

Daniele Triolo

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