VERSO MILAN-NAPOLI, TORRES RITROVA BENITEZ

VERSO MILAN-NAPOLI, TORRES RITROVA BENITEZ

Benitez e Torres al Liverpool (fonte foto: www.dailymail.co.uk)
Benitez e Torres al Liverpool (fonte foto: www.dailymail.co.uk)
Domenica sera, alle ore 20.45, il Milan sfiderà a San Siro il Napoli per uno scontro che, Genova calcistica permettendo, a fine stagione potrà pesare molto in ottica terzo posto. I rossoneri sono reduci proprio dal rovescio di Marassi contro i rossoblu, e devono rialzarsi prontamente onde evitare di scivolare lontano dall’obiettivo stagionale fissato dalla dirigenza: tornare in Champions League.Inzaghi ha le idee chiare, soprattutto in attacco. Accanto a Honda ed El Shaarawy, nel ruolo di centravanti, confermerà Ménez, il più convincente, seppur a sprazzi dell’arsenale offensivo rossonero. Panchina per Pazzini e, naturalmente, per Fernando Torres. Lo spagnolo è la delusione più grande della stagione rossonera: 10 partite, una sola rete (ad Empoli), scarso feeling con i compagni, poco integrato negli schemi dell’allenatore. In sostanza, l’ombra del formidabile cannoniere ammirato anni fa, in Inghilterra, con la maglia del Liverpool e rivisto saltuariamente al Chelsea.Limitato (dicono) da un infortunio alla caviglia mai completamente riassorbito, Torres ha visto sfumare una dietro l’altra tutte le occasioni concessegli da Inzaghi, e dal Regno Unito, addirittura, parlano di un possibile rientro dello spagnolo alla corte di Mourinho a gennaio. Intanto, però, domenica sera Torres ritrova, da avversario, quel Rafa Benitez che lo ha allenato nella sua esperienza ai ‘Reds’. Gli anni a Liverpool, dall’agosto 2007 al gennaio 2011, sono stati con tutta probabilità i migliori della carriera di Torres, se non a livello di vittorie con il club, perlomeno in termini realizzativi e di ‘centralità’ nel progetto tecnico-sportivo: in 142 gare totali, ben 81 le reti messe a segno, e terzo posto sia al Pallone d’Oro che al FIFA World Player 2008. Numeri da capogiro.La presenza di Benitez, suo connazionale e ‘mentore’, anche se sulla panchina opposta, potrebbe evocare in Torres dolci ricordi di un tempo in cui mitragliava senza sosta la porta avversaria, in cui ogni anno era il top scorer della squadra, ed in cui era ricercatissimo sul mercato.A Milano sembra sia arrivato sul finire della propria fulgida carriera, ed ha dato l’impressione che vi siano ancora poche, forse pochissime cartucce da sparare: Inzaghi e Galliani sperano almeno che Torres possa rinverdire, un minimo, i fasti dell’epoca a cominciare da domenica, dando un dispiacere a chi lo ha consacrato nel calcio che conta.Daniele Triolo

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