VERSO ATALANTA-MILAN: -1 ALLA FINE DI UN INCUBO

VERSO ATALANTA-MILAN: -1 ALLA FINE DI UN INCUBO

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Pippo Inzaghi, tecnico rossonero (Fonte: www.radiocitylight.com)
Pippo Inzaghi, tecnico rossonero (Fonte: www.radiocitylight.com)
Il campionato 2014/2015 sarà ricordato come uno dei peggiori nella storia del Milan, che presumibilmente concluderà con la decima posizione in classifica che significa preliminare di Coppa Italia. Si abbiamo scritto bene, è proprio così: la stagione era partita con ben altri propositi ovvero il raggiungimento del terzo posto che vale i preliminari di Champions League, poi nel corso dell’anno il Milan ha iniziato a mostrare grandi limiti e si è incominciato a parlare di preliminari di Europa League, mentre ora si ritrova incredibilmente nei preliminari di Coppa Italia.I rossoneri sono stati falcidiati dagli infortuni (ad un certo punto della stagione l’infermeria era “affollata” da 11 elementi in sostanza una squadra intera) per questo motivo Inzaghi non ha mai schierato la stessa formazione per più di due partite consecutive. Da un punto di vista squisitamente tecnico il Milan non ha un organico inferiore a quello delle genovesi, del Torino e dell’Inter, neanche della Lazio (che si gioca il terzo posto nell’ultima giornata). E’ dunque evidente come quanti siano i demeriti di Filippo Inzaghi, che non è riuscito a dare identità e gioco alla sua squadra.Il giovane tecnico aveva iniziato la stagione con il 4-3-3, poi, in corso d’opera, ha cambiato modulo passando al 4-4-2 per adattare la squadra alle caratteristiche di Destro che, arrivato a Milano a gennaio,  ha deluso ampiamente le aspettative e non verrà riscattato dai rossoneri: proprio il cambio di modulo e l’arrivo di Destro hanno coinciso con il periodo più brutto della gestione Inzaghi: basti pensare che il Milan alla fine del girone d’andata era a soli due punti dal terzo posto ed ora si ritrova al decimo, che “vale” i preliminari di Coppa Italia. Dopo il mese di marzo il Milan è ritornato al 4-3-3 e s’è visto qualche segnale positivo, almeno nell’atteggiamento in campo e nella voglia di giocare, ma la grande colpa di Inzaghi – lo ripetiamo – è stata quella di cambiare continuamente modulo e giocatori, non ha avuto un’idea chiara di gioco e di uomini da schierare in campo e nel calcio moderno nessuna squadra (neanche il Real Madrid) senza organizzazione riesce ad andare lontano.Stasera ci sarà l’ultima partita del campionato rossonero in casa dell’Atalanta che si è salvata con merito, una partita che non ha niente da dire per entrambe le squadre, se non finire la stagione con dignità e con una buona prestazione. Almeno per quanto riguarda la compagine di Inzaghi, che a fine stagione saluterà sicuramente dopo un solo anno di panchina. I tifosi non vedono l’ora che questa stagione finisca, per ripartire il prossimo anno con un nuovo allenatore di spessore e di esperienza (il “sogno” rimane Ancelotti, ma sarà molto difficile riportarlo a Milano) e soprattutto con investimenti economici importanti, non importa se provengano dalla famiglia Berlusconi o da investitori stranieri: per tornare grandi servono investimenti pesanti è questo ormai il calcio moderno.  In questi ultimi due anni caratterizzati da ottavi o decimi posti e da “parametri zero“, i dirigenti rossoneri sembrano aver imparato la lezione e sono al lavoro per far ritornare grande il Milan.

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