TORRES, ESSIEN, VAN GINKEL: MOURINHO, TIENITI I ‘REGALI’

TORRES, ESSIEN, VAN GINKEL: MOURINHO, TIENITI I ‘REGALI’

Van Ginkel e Essien (Fonte: www.tuttomercatoweb.com)
Van Ginkel e Essien (Fonte: www.tuttomercatoweb.com)
José Mourinho e il Milan, in letteratura sarebbe una sorta di ossimoro, ovvero la figura retorica costituita da due termini spesso incompatibili ed utilizzata per creare volutamente un contrasto. I contrasti, appunto, non sono di certo mancati durante l’esperienza interista di Mourinho. E l’amore tra il tecnico lusitano ed il Milan non è mai sbocciato. Non poteva essere altrimenti per uno dei simboli del triplete interista che, fin dalle sue prime settimane di lavoro alla Pinetina, non perse tempo per punzecchiare i rivali cittadini.Anche dopo aver lasciato i nerazzuri, l’ombra di José ha continuato ad aleggiare sul Milan, sia durante una doppia sfida di Champion’s League quando il portoghese, alla guida del Real Madrid, si presentò a San Siro facendo più volte il segno del “tre” con le dita, ma soprattutto nelle sessioni di calcio mercato. Nel Gennaio del 2013, Mourinho si mise di traverso al ritorno di Kakà in maglia rossonera, che dovette cosi rimandare di sei mesi il trasferimento al Milan. Una volta passato al Chelsea, le strade dell’ex tecnico interista e dei rossoneri si sono incrociate nuovamente, con i trasferimenti a titolo gratuito di Essien, Torres e Van Ginkel. Regali insomma che, sul campo, si sono trasformati in veri e propri pacchi.Il centrocampista ghanese è arrivato a Milanello nel Gennaio del 2014 e, fino ad oggi, ha collezionato la miseria di 19 presenze in campionato e 2 in Champion’s League, risultando quasi sempre uno dei peggiori in campo e non giustificando in alcun modo l’oneroso ingaggio che il Milan ha scelleratamente deciso di riconoscergli.Discorso simile per Torres, altro esubero dei blues, regalato al Milan in estate a fronte di un ingaggio intorno ai 4 milioni di euro netti l’anno. L’esperienza del Niño in rossonero è durata solo 4 mesi e, dopo il promettente esordio con gol ad Empoli, è stata caratterizzata da diverse prestazioni deludenti ed altrettante panchine. Probabilmente lo spagnolo ha pagato anche la confusione tattica di mister Inzaghi e il suo tentativo di impostare una squadra che non prevedesse un centravanti di ruolo, ma l’impressione diffusa è stata che, già dopo un paio di esclusioni, Torres abbia smesso di lottare per recuperare la titolarità e non abbia fatto altro che aspettare la riapertura del mercato per cambiare aria.Discorso un po’ diverso quello di Van Ginkel, spedito al Milan da Mourinho in estate con l’obiettivo di giocare e crescere in un campionato comunque stimolante come quello italiano. L’olandese, però, frenato anche da diversi infortuni, non ha mai dato l’impressione di essersi integrato nel gruppo e nel mondo Milan.Tre regali, insomma, da parte di José, che si sono inevitabilmente trasformati in pacchi: i tanti detrattori della società rossonera direbbero che farsi fregare una volta ci può stare, ma ricadere nell’errore è da masochisti, soprattutto se il burattinaio è uno che vuole tutt’altro che bene al Milan.Più realisticamente si tratta, invece, di scelte di mercato sbagliate su cui, almeno nei casi di Essien e Torres, si sarebbe potuto evitare la fregatura concentrando gli sforzi economici su profili diversi; tuttavia, essendoci di mezzo Mourinho, i tifosi si sentono beffati e derisi due volte e, per non saper né leggere e né scrivere, preferirebbero evitare alla fonte di affidarsi ad esuberi di un nemico, calcisticamente parlando, dichiarato.Insomma, dopo aver sopportato lo Zeru Tituli,  da oggi in poi sarebbe meglio avere Zeru RegaliGaetano De Pippo

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