TANTA CORSA, TROPPA FOGA E CONFUSIONE: COSI’ IL MILAN FINISCE SEMPRE IN RISERVA

TANTA CORSA, TROPPA FOGA E CONFUSIONE: COSI’ IL MILAN FINISCE SEMPRE IN RISERVA

Bonera, Abbiati, Muntari, Poli, giocatori del Milan
Bonera, Abbiati, Muntari, Poli, giocatori del Milan (fonte foto:www.tuttomercatoweb.com)
Ennesimi punti persi lontano dalle mura amiche di San Siro. Questa volta ad approfittare del mal di trasferta della squadra allenata da Inzaghi è stato il Cesena. La squadra di Bisoli, complice un goffo intervento di Abbiati su un tiro tutt’altro che irresistibile di Marilungo, è riuscita a strappare al Milan un punto importante in chiave salvezza. I rossoneri, chiamati a riscattare il precedente passo falso in terra toscana, tuttavia sono stati protagonisti di un primo tempo brillante durante il quale, per lunghi tratti, hanno costretto la squadra romagnola a rintanarsi nella propria metà campo.Nonostante il gol del momentaneo svantaggio, subito nell’unica occasione concessa agli avversari, la squadra questa volta non si è disunita e ha subito reagito mettendo in mostra quel carattere e quella personalità tanto invocati dai tifosi dopo la precedente trasferta di Empoli. I ragazzi di Inzaghi infatti, nel caldo pomeriggio domenicale di fine settembre, hanno col passare dei minuti sempre più schiacciato all’angolo i rivali bianconeri e finalmente, su calcio d’angolo, riescono a trovare il meritato pareggio con una zuccata in area di Ramì, abile nel saltare da fermo e siglare la sua prima rete stagionale.Continui cambi di fascia, finalizzati ad aprire le maglie della difesa avversaria, gran possesso palla ( 60.2% infatti il dato registrato a fine partita ), ottimo gioco corale con il solito Menez nella figura di estroso maestro d’orchestra: tutto ciò lasciava presagire un secondo tempo votato all’attacco e destinato, come degna conclusione della mole di gioco prodotta, alla conquista dei tre punti da parte degli uomini di Inzaghi. Iniziata la seconda frazione di gioco tuttavia ci si accorge immediatamente che la squadra rientrata dagli spogliatoi non è più quella osservata nell’arco dei primi 45’. Il gioco inizia a latitare e la corsa dei rossoneri diventa col passare dei minuti sempre meno lucida ed efficace. Il Cesena ha così modo di colpire come meglio sa fare, difendendosi ordinatamente e ripartendo velocemente in contropiede. Da un ribaltamento di fronte nasce infatti l’azione che porta Zapata a commettere il fallo da ultimo uomo e che costringe il Milan a giocare gli ultimi 17’ della partita in dieci uomini, ridimensionando di fatto i sogni di gloria dei tifosi presenti al Manuzzi.A differenza di quanto visto ad Empoli però, questa volta i rossoneri più che difettare in personalità sono stati traditi dalla mancanza di benzina nelle gambe. I calciatori scesi in campo nel secondo tempo sono infatti apparsi in riserva, i polmoni in debito d’ossigeno hanno influito negativamente sul gioco espresso, fatto per lo più da trame infruttuose e spesso confusionarie. Il solo tiro in porta di De Sciglio nell’arco dei secondi 45’ ne è la prova lampante. Inzaghi si ritrova così ad inciampare in un nuovo ulteriore ostacolo, c’è da riflettere sulla condizione dei suoi ragazzi. E’ necessario che la squadra sia in grado di correre e lottare per tutti i 90’ minuti e non a sprazzi come avvenuto nelle ultime apparizioni. Il potenziale messo in mostra nella prima frazione di gioco è un ottima base da cui ripartire, la lucidità e la voglia di imporre il proprio gioco dovrà essere un “MUST” imprescindibile da qui a fine stagione. Adesso però è il momento di voltare pagina, sotto col Chievo, non è più consentito perdere altri punti per strada.Carmine Perri

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