ROMAGNOLI E UN FILM GIA’ VISTO: QUEL SALVATAGGIO CHE RICORDA NESTA

ROMAGNOLI E UN FILM GIA’ VISTO: QUEL SALVATAGGIO CHE RICORDA NESTA

Alessio Romagnoli
Prima foto ufficiale per Alessio Romagnoli in maglia rossonera (fonte foto: A.C. Milan official Twitter account)
Trofeo Tim. Primo tempo contro l’Inter, al minuto 39’ debutta Alessio Romagnoli. Dopo soli cinque minuti il neoacquisto salva sulla riga di porta un gol già fatto di Brozovic facendo ricordare ai milanisti storici e nostalgici, in un lampo, il salvataggio di Alessandro Nesta nella finale di Supercoppa Europea del 2007 contro il Siviglia. In quel caso l’ex laziale salvò sulla linea un tocco a porta vuota di Renato dopo un numero di Kanoutè che evitò Dida.Proprio come il suo idolo, proprio con il 13 sulle spalle anche Romagnoli si è presentato subito bene di fronte ai suoi nuovi tifosi perché se segni in un derby o salvi un gol, anche se siamo ad agosto, in automatico diventi già un idolo. Il paragone è sicuramente prematuro e ingeneroso ma in molti preannunciano, non solo per questo episodio, un futuro roseo per il difensore acquistato dalla Roma per 25 milioni di euro. Nesta arrivò nell’estate 2002 dopo anni di Serie A e competizioni europee e nazionali vissute da protagonista consacrandolo uno dei difensori più completi e forti del mondo.Era veloce con ottime doti atletiche e fisiche cui univa un fantastico senso della posizione e dell’anticipo oltre ad una grande abilità nel gioco aereo. Romagnoli, invece, è stato catapultato nella nuova realtà a solo vent’anni con alle spalle qualche presenza nella Roma e solo una stagione da protagonista alla Sampdoria proprio con Mihajlovic. Il serbo di difensori se ne intende, a tal punto da innamorarsene calcisticamente, convinto di affidare a lui le chiavi del reparto arretrato.Le sue doti principali sono la rapidità sia di gambe sia di pensiero insieme al senso della posizione e alla capacità, non comune, di amare e saper impostare la manovra con un piede mancino molto «educato», oltre allo spingersi sempre pericolosamente in avanti sui calci piazzati. Benché per destino o per casualità entrambi provengano dalla Capitale, al momento le analogie con il «13» per eccellenza sembrano terminare qui e ora sta in Alessio dimostrare di che pasta è fatto, lavorando sodo perché in fondo è giovanissimo, leggendo poco i commenti di chi un giorno lo incoronerà nuovo fenomeno italiano e l’altro gli ricorderà quanto il Milan l’ha pagato. In Italia non ti perdonano niente e sta a lui isolarsi come in una campana di vetro per, chissà un giorno, essere ricordato come Alessio Romagnoli e non come il futuro Alessandro Nesta.Davide Benericetti @davben86

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