PARAMETRI ZERO ALLA RISCOSSA

PARAMETRI ZERO ALLA RISCOSSA

Diego Lopez, portiere rossonero (fonte foto: italianfootballdaily.com)
Diego Lopez, portiere rossonero (fonte foto: italianfootballdaily.com)
Menez, Diego Lopez, Suso, Honda, Mexes, Montolivo, Alex, Essien Agazzi. Sono questi i giocatori che nell’attuale rosa del Milan sono arrivati a parametro zero, senza cioè che la società abbia sborsato un euro per il loro cartellino, ma solo lo stipendio.Fino a qualche tempo fa questa strategia rossonera sul mercato è stato largamente e ampiamente criticata dalla maggior parte degli addetti ai lavori. Ora, invece, qualcosa sembra cambiare. In meglio.I parametri zero degli ultimi due mercati sembrano pian pian inserirsi nei meccanismi di gioco di Filippo Inzaghi, anzi in questa fase della stagione possono rappresentare l’arma in più.Menez, ad esempio, sta prendendo per mano la squadra, trascinandola a suon di gol e di ottime prestazioni. Diego Lopez è diventato titolare inamovibile della porta, certezza assoluta in un reparto, quello difensivo, che sembra pian piano aver trovato la quadratura. Suso, invece, con la sua freschezza e la sua gioventù, può rappresentare il presente ma anche il futuro di un Milan che di gente tecnica ne ha bisogno come il pane.E queste note positive si spera possano trascinare anche gli altri che non stanno attraversando un gran momento. Come Alex, relegato spesso in panchina, o Montolivo e Honda che tra infortuni e cali di tensione possono e devono dare di più. Agazzi praticamente non ha mai visto il campo mentre Essien sembra, insieme al suo compagno Muntari, aver chiuso anticipatamente la sua esperienza italiana.Morale della favola: ci sono parametri zero e parametri zero. Non è sbagliato prenderne qualcuno, forse è sbagliato basare esclusivamente una campagna acquisti su questa metodologia di acquisto. La Juventus, ad esempio, ha costruito buona parte di squadra a zero (Pirlo, Pogba, Llorente e Marchisio dal vivaio), e non sembra risentire in maniera negativa di questa politica. Perchè i giocatori vengono scelti e poi presi, e non come fino ad ora al Milan, presi e poi valutati.Come in tutte le cose ci vuole dunque equilibrio: sì a un paio di parametri zero l’anno, ma non di più. Meglio giovani da costruire che giocatori quasi sul viale del tramonto, alla ricerca dell’ultimo contratto buono della carriera. Un messaggio importante per il Milan, se davvero si vuole tornare ai fasti di un tempo, o per lo meno a competere per qualcosa di importante.

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