MR BEE ARRANCA E CALA IL GELO. I SOCI SONO NERVOSI

MR BEE ARRANCA E CALA IL GELO. I SOCI SONO NERVOSI

Silvio Berlusconi e Mr. Bee (Fonte: gazzetta.it)
Silvio Berlusconi e Mr. Bee (Fonte: gazzetta.it)
Sembra passato un secolo. L’istantanea di Mr. Bee Taechaubol e di Silvio Berlusconi, davanti al Park Hyatt di Milano, che si salutano in stile orientale in segno di reciproco rispetto, sembra ormai confinata nell’album dei ricordi lontani. Quanto ci sia stato di reale e quanto di fiction in quel fine settimana di inizio maggio, che doveva segnare la fine dell’epopea milanista firmata Berlusconi, è molto difficile da valutare oggi. Resta indelebile l’enfasi con la quale molte testate giornalistiche e siti internet avevano già dato come imminente l’annuncio di un accordo sulla base di una valutazione di 500 milioni di euro per il 51% del pacchetto azionario della società Milan. Tutto bloccato dalle parole di Berlusconi: “Abbiamo fatto questo incontro, ci siamo dati appuntamento tra un po’ di tempo per definire ogni aspetto. È tutto in discussione”. Il tempo è passato, ulteriori incontri non sono in agenda. Game over?Che Silvio Berlusconi non riconosca in Mr. Bee il suo interlocutore privilegiato si capisce sia dalla quantità di incontri, confronti, contatti, più o meno verificati, avuti con le ancora misteriose “cordate cinesi”, sia dal tenore dell’intervista rilasciata qualche giorno fa all’emittente ligure Telenord in cui il patron rossonero confessava che “Non vendo a chi cerca popolarità immediata”. Che si riferisse al broker thailandese ci sono pochi dubbi. Il concetto, peraltro, è stato ribadito dallo stesso Berlusconi in un recentissimo tour elettorale a Saronno: “Mister Bee? Bisogna ci sia qualcosa di più della popolarità per investire nel Milan”. Se non è una pietra tombale sulle aspirazioni dell’uomo venuto da Bangkok, poco ci manca.Lo stesso Mr. Bee, nel frattempo, sembra aver cambiato strategia comunicativa; non gli deve essere sfuggito che la sua sovraesposizione mediatica, nei giorni del mancato accordo, ha notevolmente infastidito la famiglia Berlusconi e il mondo Fininvest in particolare. Non è in tal senso casuale la scelta di far sponsorizzare la propria candidatura a soggetti in varia forma interessati al buon esito della trattativa, come, ad esempio, la Doyen Sports. Il fondo di investimenti che opera nel calcio (ed in ottimi rapporti con lo stesso Adriano Galliani), con una nota, ha annunciato “di essere stata scelta da Bee Taechaubol per la politica sportiva del Milan. Siamo sicuri di giungere ad una conclusione positiva dei negoziati”. Parallelamente, il socio in affari di Mr. Bee, Victor Pablo Dana affidava a twitter la sua dichiarazione di sfida: “Le squadre si comprano con i fatti, non con le voci!”. Impossibile non notare una certa insofferenza nelle sue parole, dovuta alla sensazione di essere stati accantonati nonostante il fatto di essere l’unica cordata ad aver ufficializzato una proposta concreta e credibile.In tutta questa confusione, l’unico elemento certo è che non siamo ancora ai giorni decisivi. Lo stesso Silvio Berlusconi, riguardo alle offerte finora ricevute, rivela “le stiamo valutando, ma dobbiamo farlo con calma e prudenza perché sarà una scelta irreversibile”. Come recitava un titolo apparso su Il Sole 24 Ore nel novembre 2011, su fatti ovviamente di diversa portata rispetto alla “semplice” cessione di un club di calcio, non ci resta che affidarci alla più semplice delle richieste: “FATE PRESTO!” e bene, magari…… Matteo Forner

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