MONTE INGAGGI, MILAN TERZO IN ITALIA. UN COSTO INGIUSTIFICATO

MONTE INGAGGI, MILAN TERZO IN ITALIA. UN COSTO INGIUSTIFICATO

Adriano Galliani, amministratore delegato del Milan
Adriano Galliani (fonte foto www.lettera43.it)
È inaccettabile perdere contro formazioni con calciatori che guadagnano cinque volte meno dei nostri”: queste le parole attraverso cui sembrava aver tuonato il Presidente Berlusconi dopo la cocente sconfitta di domenica contro l’Atalanta. Nonostante la pronta smentita dello stesso Presidente il giorno successivo, il tema resta comunque attuale ed impone interessanti riflessioni. Negli ultimi anni, il Milan ha intrapreso una spending review basata principalmente sul taglio del monte ingaggi: la società ha, infatti, fissato un tetto ingaggi intorno ai 5 milioni di euro netti, ha dismesso o sta lasciando scadere tutti i contratti più pesanti derivanti dalle stagioni precedenti ed ha introdotto una parte variabile di retribuzione che viene meno in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi sportivi (come il terzo posto).Queste azioni correttive hanno portato a una discreta riduzione del monte ingaggi e, anche se il bilancio dell’esercizio 2014 non è ancora stato approvato dagli azionisti, secondo un’indagine dello scorso settembre effettuata dalla Gazzetta dello Sport, il Milan quest’anno spenderà, al lordo delle tasse, 94 milioni di euro. Questa cifra colloca i rossoneri al terzo posto tra le squadre di Seria A, in quanto solamente la Juventus (118) e la Roma (98) hanno un monte stipendi superiore. Affiancando questa particolare classifica a quella che, invece, sta più a cuore ai tifosi, ci si rende subito conto che qualcosa non conta: il Napoli, oggi al terzo posto in coabitazione con la Sampdoria, spende ben 24 milioni in meno pur potendo contare nella sua rosa con un Top Player del calibro di Higuain. Imbarazzante invece il confronto con i blucerchiati che hanno un monte stipendi di ben 3 volte e mezzo inferiore. Lazio e Fiorentina, anch’esse avanti in classifica, spendono per gli ingaggi poco più della metà di quanto speso in via Aldo Rossi. Non fa eccezione, infine, il Genoa che vanta un monte ingaggi pressoché identico ai cugini doriani, ma nonostante le ultime sconfitte ha ancora 2 punti in più dei rossoneri.Si evince immediatamente che i soldi spesi non valgono di certo i risultati sportivi che la squadra sta ottenendo negli ultimi campionati. Tutto questo è frutto, in gran parte, della politica degli ultimi anni di ingaggiare diversi giocatori a parametro zero: ovviamente, un giocatore che si svincola gratuitamente, ha un potere contrattuale maggiore e può permettersi di chiedere un ingaggio superiore rispetto a giocatori della stessa fascia di livello: basti pensare all’ingaggio percepito per quattro anni da Flamini e Robinho piuttosto che a quello che stanno ancora percependo i vari Mexes, Essien, Matri (tra gli altri) o a quello che era stato riconosciuto a Torres al momento del suo acquisto.Il circolo vizioso in qui è caduto il Milan diventa facilmente identificabile: tutti questi nomi, spesso a fine carriera, rendono sul campo all’incirca la metà di quello che costano a livello di ingaggio e, ovviamente, risultano difficilmente ricollocabili in altre squadre se non partecipando comunque al pagamento dello stipendio. Dando per assodato l’impossibilità di acquistare top players, non sarebbe forse meglio puntare all’acquisto di giocatori giovani e promettenti spendendo qualcosa per i cartellini ma riconoscendogli un ingaggio nettamente inferiori e, soprattutto, portandosi in casa un potenziale investimento per il futuro sia in termini tecnici che economici in caso di successiva sessione?Gaetano De Pippo

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy