MILANO, NON TI RESTA CHE IL DERBY

MILANO, NON TI RESTA CHE IL DERBY

Fonte foto: www.calciomercato.napoli.it
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Proprio alla vigilia dell’Expo, evento che vedrà Milano al centro del mondo per almeno 6 mesi, andrà in scena a San Siro uno dei derby più poveri che la città ricordi.  Rossoneri e Neroazzurri, infatti, sono alle prese con una delle stagioni più deludenti della loro storia ed arrivano alla stra cittadina senza particolari obiettivi di classifica con le residue speranze di agguantare in extremis la qualificazione in Europa League ormai ridotte al lumicino. La classifica è infatti impietosa: nono posto per il Milan, decimo per l’Inter per un totale di 83 punti complessivi; soltanto Verona ha fatto peggio fin’ora in quanto Chievo ed Hellas hanno messo insieme 68 punti mentre già le due genovesi hanno totalizzato 93 punti, 10 in più delle milanesi. Fuori portata le città di Torino e Roma che si contendono questo curioso primato rispettivamente con 113 e 115 punti.Da quando in serie A vengono assegnati i tre punti a vittoria, il Milan dopo 30 giornate aveva raccolto meno di 42 punti solamente l’anno scorso e nella stagione 96-97; discorso simile per i cugini che hanno fatto peggio solo nel 98-99. Se non è un Derby dei Poveri poco ci manca e siamo certi che i tifosi si stanno avvicinando alla partita con un certo magone e con molta nostalgia pensando a quando, almeno una delle due squadre, si giocava una buona fetta di stagione proprio contro i rivali cittadini; il lento declino è, purtroppo, iniziato già da qualche anno e gli ultimi derby in cui ci si giocava veramente qualcosa di importante risalgono al 2011 con lo “spareggio” scudetto deciso dalla doppietta di Pato e con la Supercoppa Italiana vinta sempre dal Milan a Pechino qualche mese dopo.Domenica sera, quindi, si giocherà per l’onore e per quella supremazia cittadina che, in annate di vacche magre, può comunque rappresentare un piccolo motivo di vanto per i tifosi. Sarà insomma una stracittadina “poco europea” e, crediamo, ricca di malinconia per i tifosi stessi: sicuramente nell’immediata vigilia un pò di tensione e un po’ di adrenalina saliranno ugualmente perché dopo tutto, il Derby resta sempre il Derby, ma non ci sarà comunque nulla di paragonabile rispetto agli anni d’oro in cui la tensione si tagliava col coltello già nelle settimane precedenti la partita.Le curve iniziavano a mobilitarsi già mesi prima per cercare di vincere il loro personalissimo Derby sugli spalti a suon di coreografie, striscioni e sfottò mentre per tutti gli altri tifosi iniziava puntuale la difficile caccia al biglietto (non c’era bisogno del Salone del Mobile per far registrare il tutto esaurito); man mano che si avvicinava il giorno della partita in quasi tutti gli angoli della città, negli uffici, nelle scuole e nelle case non si finiva che parlare di Derby.  Il così detto PMS, ‘pre match stress’ assaliva i tifosi più viscerali già durante la settimana e culminava con 90 minuti carichi di tensione durante i quali non c’era nulla di più importante al mondo.Quello di domenica sera, sarà quindi un Derby “molto cittadino” e nonostante ci si possa comunque sforzare per trovare qualche spunto interessante (ad esempio potrebbe essere l’ultimo Inter Milan con Berlusconi proprietario della Società) siamo convinti che l’amarezza per il momento che stanno vivendo le due squadre sarà comunque il sentimento predominante a San Siro e dintorni.  Chi vincerà esulterà comunque per qualche ora e prenderà in giro i rivali ma la gioia sarà molto effimera e fine a se stessa. Questo è quello che passa, attualmente, il convento rossoneroazzurro: per un Euro Derby restano quindi tre possibilità: rivolgersi ad altre Città, rispolverare la collezione dei Dvd o presentarsi alle prossime puntate sempre all’ombra della Madonnina.Gaetano De Pippo

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