MILAN, ZERO PUNTE, GIOCO E OCCASIONI: MENTALITA’ INACCETTABILE

MILAN, ZERO PUNTE, GIOCO E OCCASIONI: MENTALITA’ INACCETTABILE

La delusione di Montolivo, Bonaventura e Poli (gazzetta.it)
La delusione di Montolivo, Bonaventura e Poli (gazzetta.it)
“Voto Zero per…” così si concludeva fino a qualche anno fa una rubrica del celebre settimanale motoristico Grand Prix ma, purtroppo, dopo Torino Milan, questo potrebbe essere l’incipit più adatto per commentare la prestazione della squadra e le scelte dell’allenatore.Nel “day after” rossonero fare critiche e processi sono inevitabili e fin troppo facili da fare però è altrettanto innegabile che non si può evitare di notare come zero fotografi con una sola parola la prova dei ragazzi.Tra le critiche che si possono imputare alla squadra e ad Inzaghi ci sono: un primo tempo (11 contro 11) senza tiri in porta, un secondo tempo senza superare la metà campo e gli ultimi 15 minuti giocati con un 5-4-0 assurdo e mai visto nella storia recente del Milan.Andiamo con ordine: nel primo tempo, la squadra, ha avuto per l’ennesima volta la bravura e la fortuna di sbloccare il risultato nei primi minuti (cosi come contro il Sassuolo ad esempio) e la partita si era subito messa sul binario che molti dicono più congeniale alla squadra, ovvero la possibilità di giocare in ripartenza. Invece, come successo anche martedì scorso, i rossoneri hanno subito smesso di giocare, il baricentro si è abbassato pericolosamente e il Milan non è più stato in grado di creare una ben che minima occasione da gol.Nel secondo tempo le cose sono andate ancora peggio: nonostante l’attenuante dell’inferiorità numerica, la mentalità ed il non gioco dimostrato all’Olimpico non sono minimamente accettabili per una squadra che si auto proclama in corsa per il terzo posto. Giocare in inferiorità numerica è sicuramente un handicap, ma questo non giustifica l’incapacità di creare gioco e di garantire qualche minuto di respiro ad una difesa continuamente sotto assedio del Toro.Dopo tutti questi errori e queste contraddizioni la ciliegina sulla torta è stata la sostituzione, a quindici minuti dalla fine, di Menez con Alex che ha avuto il risultato di schiacciare definitivamente la squadra nella sua area di rigore consegnando gli ultimi 30 metri al Torino e rinunciando a qualsiasi possibilità, seppur minima, di alleggerimenti in avanti e permettendo anche ai difensori avversari di pensare solamente alla fase offensiva.Paradossalmente, nel secondo tempo, la difesa stava reggendo meglio che nel primo e quindi il cambio di Inzaghi risulta ancor più strano ed incomprensibile; la sensazione è che la spinta dei granata si stesse man mano affievolendo e la difesa, soprattutto nella sua coppia centrale, aveva trovato una buona solidità prendendo le misure alle non irresistibili punte avversarie. Con questa sostituzione, Inzaghi si è consegnato definitivamente al Torino ed il pareggio è puntualmente arrivato appena tre minuti dopo.La scusa dell’inferiorità numerica regge fino ad un certo punto: anche in 11 contro 11, il tema della partita era stato lo stesso con i rossoneri incapaci di creare gioco, comandare la partita e creare occasioni degne di nota; secondariamente bisogna ricordare che l’espulsione è figlia dall’ennesimo errore di un singolo e non di un caso fortuito o di una decisione errata dell’arbitro. La storia del calcio è piena di partite in cui una squadra in inferiorità numerica, seppur soffrendo, è stata in grado di tenere bene il campo e pungere in avanti portando anche a casa la vittoria.Il risultato finale, come si diceva in apertura, è uno zero tondo su tutti i fronti: gioco, occasioni da gol, mentalità e personalità sono clamorosamente mancati ieri sera. Urge correre ai ripari al più presto, a partire già dalla partita di martedì prossimo in Coppa Italia, perché altre prestazioni del genere saranno difficilmente accettabili e giustificabili.  Gaetano De Pippo

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