MILAN, UN TRIDENTE TUTTO TRICOLORE DA RIPROVARE

MILAN, UN TRIDENTE TUTTO TRICOLORE DA RIPROVARE

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L'esultanza di Giampaolo Pazzini (acmilan.com)
L’esultanza di Giampaolo Pazzini (acmilan.com)
La partita di Coppa Italia contro il Sassuolo, che ha sancito il passaggio del turno ai quarti, in cui il Milan se la vedrà con la Lazio, ha dato buone indicazioni a mister Inzaghi per il reparto offensivo, finora troppo “Menez-dipendente”.Il francese ha fatto bene fin qui, mettendo a segno 9 reti (di cui ben 5 però su rigore) ma è apparso spesso leggero e a volte anche avulso dalla manovra d’attacco; il trio tutto italiano composto da Pazzini-El Shaarawy e Cerci, sceso in campo martedì, è sembrato ben assortito, e soprattutto permette varie soluzioni d’attacco, favorendo un giocatore come il “Pazzo”, vera prima punta.Cerci e il Faraone possono agire alle spalle dell’ex doriano e proporre cross invitanti: non a caso il gol di Pazzini, da autentico “rapinatore d’area” è arrivato da un cross a girare dell’ex Toro, e anche nel secondo tempo il numero 11 ha sfiorato il gol di testa su cross di Abate.Lo stesso El Shaarawy martedì sera è stato più intraprendente e ha beneficiato della manovra più fluida: ha svariato su tutto il fronte d’attacco, recuperando palloni, e ha fatto bene in fase difensiva, oltre che aver saltato spesso l’uomo.Il trio made in Italy è dunque una formula nuova che sembra funzionare soprattutto per le ali, che spingono molto sulle fasce, con un ispiratissimo Abate a destra e un Bonaventura sempre più in forma, mentre De Scoglio sembra ancora in grande difficoltà.Ora c’è bisogno di umiltà e di continuità con questa nuova soluzione: i giocatori non devono lasciarsi andare a facili entusiasmi, ma solo lavorare duro. Il Sassuolo è infatti una buona squadra ma non di primissimo livello: ecco perché modulo andrebbe riprovato contro squadre più blasonate.La strada sembra quella giusta, sta a Inzaghi saper gestire i giocatori.

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