MILAN, TUTTI GLI ERRORI DELLA SOCIETA’

MILAN, TUTTI GLI ERRORI DELLA SOCIETA’

Adriano Galliani e Silvio Berlusconi, amministratore delegato e presidente del Milan
FOTO TACCA/INFOPHOTO
Continua il viaggio di PianetaMilan all’interno della crisi rossonera. Ieri vi abbiamo parlato delle responsabilità di Filippo Inzaghi, oggi ci occuperemo di quelle della società.Scelte avventate o sbagliate in panchina: Che il ciclo di Max Allegri al Milan fosse giunto al capolinea era un fatto noto ed evidente. La decisione di esonerarlo è stata una logica conseguenza, quasi un atto dovuto. Non altrettanto però le scelte di Seedorf e di Inzaghi. Affidare il Milan ai milanisti non è certo un problema, come anche affidarsi a giovani e ambiziosi allenatori, l’errore è stato puntare in maniera così decisa su Seedorf senza considerare i suoi limiti caratteriali e l’ostilità nei suoi confronti di una parte importante di società e spogliatoio. Cacciarlo dopo soli sei mesi poi, visti i risultati sportivi ottenuti, forse non è stata la scelta migliore e tutto questo ci porta ad Inzaghi. Fallito il progetto di rifondare con Allegri e fallito l’esperimento Seedorf, mettersi in mano ad un uomo di grande esperienza sembrava la scelta più logica, in alternativa si sarebbe dovuto mettere Inzaghi nella condizione di lavorare al meglio, con un mercato importante alle spalle, non affidargli una missione quasi impossibile.Mercato inesistente, zero programmazione: Negli ultimi anni il Milan ci ha abituato ad un mercato sempre più povero, ma dell’estate del 2013 in poi le cose sono precipitate. I rossoneri, hanno accuratamente evitato di comprare giocatori con un alto valore di mercato e si sono buttati su giocatori in scadenza (Alex, Menez, Mexes) o che erano un peso nelle loro precedenti società (Essien e Torres). Una scelta questa che non ha pagato, soprattutto perchè profili di questo tipo, arrivati a zero, hanno ingolfato il monte salari con ingaggi decisamente alti. Giocatori oltretutto, salvo qualche raro caso (Suso) tutti nella fase terminale della loro carriera: in alcuni casi la scommessa è andata a buon fine (Diego Lopez e Alex), ma nella maggioranza dei casi invece si è confermato un trend decisamente negativo (Agazzi, Armero, Essien, Torres) Nel frattempo si è parlato spesso di progetto giovani, ma ai pochissimi giovani arrivati non si è mai data davvero fiducia. Emblematico il caso Cristante, ceduto a titolo definitivo, ma la situazione non cambia se si parla di Niang, Saponara e Van Ginkel, giusto per fare qualche nome.Falsi proclami e comunicazione: Quest’estate, come tutte le estati dal Milan sono arrivati messaggi rassicuranti e di speranza e di proclami sulle ambizioni della squadra. “Il Milan lotta per i primi tre posti e ha una squadra competitiva” è un mantra che sentiamo tutti gli anni, ma nelle ultime stagioni la squadra è parsa tutt’altro che attrezzata per lottare su questi fronti, anzi. E il disastro dello scorso anno, come le difficoltà di questa stagione, sono lì a dimostrarlo. Impossibile poi non pensare a certi clamorosi “autogol” come certe fughe di notizie smentite solo in parte. Ultimo esempio il duro attacco di Berlusconi agli altri elementi della società, filtrato attraverso l’ANSA, smentito al telefono con Galliani e Inzaghi, ma non in maniera ufficiale con un comunicato.

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