MILAN, TRE INSEGNAMENTI DA CUI RIPARTIRE

MILAN, TRE INSEGNAMENTI DA CUI RIPARTIRE

Adriano Galliani e Silvio Berlusconi
Adriano Galliani e Silvio Berlusconi
La stagione è finita, due vittorie consecutive che non possono però coprire però un’annata deludente che poco lascia all’immaginazione ma solo a giudizi e speranze per il futuro. Situazione molto simile a quella dello scorso anno, quando al posto di Inzaghi c’era Seedorf, sedotto e poi abbandonato dalla dirigenza rossonera. La prossima stagione però, non dovrà essere come quella appena conclusa. A luglio Inzaghi era arrivato con la nomea del nuovo Conte, dell’ex calciatore capace di risvegliare l’entusiasmo dell’ambiente, della squadra e dei tifosi. Ma dopo un precampionato disastroso e un inizio di campionato altalenante, la stella di Inzaghi si è via via spenta. Agli occhi di chi dirige soprattutto. E ora? L’attuale tecnico continua a ribadire di essere a disposizione della società, di avere un contratto, di aver il Milan nel cuore. Ma Berlusconi ha deciso. Con o senza investitori, l’allenatore del Milan sarà un altro, uno capace di riportare subito il Milan in alto.1. IL NUOVO TECNICO – Indipendentemente dalla stima per Brocchi, Berlusconi ha intenzione di affidare la squadra ad un allenatore esperto. Quello che il presidente imputa ad Inzaghi è il fatto di non aver dato un gioco alla squadra. Cosa davvero grave per un team berlusconiano. E allora perchè non Ancelotti? A Madrid, Carletto era amato da tutti, tranne dal tifoso più importante, Florentino Perez che, come la Juventus tanti anni fa, lo ha cacciato per un secondo posto e una semifinale di Champions persa. Berlusconi e Galliani si sono dunque fiondati sulla preda delusa dal comportamento della società madridista. E, nonostante le sue titubanze, i dirigenti rossoneri si sentono sicuri di poter riportare il figliol prodigo a casa. E anche se questo non bastasse per convincere Ancelotti, il Milan difficilmente ripartirà da un esordiente. Ora servono gioco, motivazioni, entusiasmo e soprattutto punti, per una stagione, la prossima, che non avrà l’Europa e farà del campionato l’obiettivo unico. Senza Ancelotti, il Milan potrebbe ripartire da Montella o da Conte, più difficile Sarri e Mihajlovic, che di esperienza ne hanno ancora relativamente poca con club di prima fascia.2. MERCATO DI QUALITA’ – Per convincere Ancelotti, ma anche per chiunque siederà sulla panchina rossonera, si parlano di molti milioni a disposizioni e in budget per il mercato prossimo venturo. Chi dice 70, chi dice 120 milioni di euro. Ma senza progetto, anche i più grandi capitali potranno cadere nel nulla. Quello che la società vuole e deve fare, è un mercato ragionato, di qualità ma anche senza svenarsi o strapagare giocatori. Berlusconi ha dato le linee guida: calciatori giovani, ma con una buona esperienza anche internazionale, preferibilmente italiani e di prospettiva. Ma per convincere un tecnico importante, devo anche portare il nome, sul quale costruire la squadra, non necessariamente giovane ma decisivo, capace di riportare entusiasmo e voglia di vincere. E Berlusconi ha già chiaro in mente chi questo giocatore potrebbe essere: Zlatan Ibrahimovic.3. CHIAREZZA – Senza fare voli pindarici, la dirigenza rossonera ora non può sbagliare più nulla. Sia a livello organizzativo ma anche di comunicazione. La tifoseria infatti bolle e non ammetterebbe un’altra stagione così. Quindi c’è bisogno di chiarezza e anche tanta. Non si può vincere tutto subito, ma almeno iniziare a competere. Ma soprattutto è necessario che tutti remino verso la stessa direzione, dirigenza e allenatore, giocatori e tifoseria. Gli obiettivi? Con umiltà, un passo alla volta, perchè distruggere è facile, ben più difficile è ricostruire. E ora, men che mai, si devono tirar su le fondamenta del nuovo Milan e, davvero, ora non si può più sbagliare.

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